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Irpef 2018: come funziona

22 maggio 2018


Irpef 2018: come funziona

> Business Pubblicato il 22 maggio 2018



Imposta sul reddito delle persone fisiche: vediamo come funziona e quali sono le aliquote e gli scaglioni di reddito per 2018

L’Irpef, vale a dire l’imposta sul reddito delle persone fisiche è  una tassa  che si paga sui redditi e costituisce una delle principali fonti di entrate per le casse dello Stato. L’Irpef è un’imposta, diretta, personale e progressiva sui redditi, ovverosia calcolata in base al reddito percepito dal contribuente nell’anno precedente. L’Irpef, infatti, ha come periodo d’imposta l’anno solare (dal 1°gennaio al 31 dicembre). Più nel dettaglio: per i lavoratori subordinati, con un contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato, il prelievo dell’Irpef è alla fonte, ovverosia prelevato mensilmente direttamente dalla busta paga; lo stesso dicasi per i pensionati, mentre il lavoratore autonomo ogni anno, in sede di dichiarazione dei redditi, andrà a pagare l’imposta calcolata in maniera progressiva. Come anticipato, infatti, l’Irpef è un’imposta progressiva per scaglioni aggiuntivi con un’aliquota che va dal 23% al 43% in funzione del reddito maturato e conseguito nel corso dell’anno precedente. L’ultima revisione Irpef è quella avvenuta con la Finanziaria 2007, quando sono stati definiti cinque scaglioni di applicazione dell’Irpef, e cinque corrispondenti percentuali di applicazione dell’imposta. Vediamoli insieme.

Primo scaglione Irpef: Reddito tra 0 e 15.000 euro

Il primo scaglione Irpef riguarda i contribuenti con un reddito compreso tra 0 euro e 15.000 euro. In questo caso l’aliquota Irpef è del 23%, che corrisponde – nel caso di massimo reddito per questa fascia – ad una tassazione di 3.450 euro. Facendo un rapido calcolo, nella prima fascia sono ricompresi tutti i lavoratori che percepiscono un reddito non superiore a 1.250 euro.

Secondo scaglione Irpef: Reddito tra 15.001 e 28.000 euro

Il secondo scaglione riguarda i contribuenti con un reddito ricompreso tra 15.001 euro e 28.000 euro. L’aliquota riservata a questa fascia è del 27%, con una tassazione – nel caso di reddito più alto – di 6.960 euro. Sono rappresentati da tale categoria le persone con reddito mensile non superiore a 2.335 euro. È importante evidenziare che a partire dal secondo scaglione in poi, si applica l’aliquota successiva solo per la parte eccedente di reddito. 

Terzo scaglione: Reddito tra 28.001 e 55.000 euro

E’ quello compreso tra 28.001 euro e 55.000 euro, per contribuenti con un reddito massimo di 4.583 euro. L’aliquota Irpef è fissata al 38% sulla soglia eccedente la seconda. Ciò significa che si applica il 38% solo per la quota di reddito che supera i 28mila euro, ai quali si applica l’aliquota precedente del 27%. In questo caso, la quota Irpef sarà pari a 17.220 euro in caso di reddito più alto.

Quarto scaglione: Reddito tra 55.001 e 75.000 euro

Coinvolge tutti i contribuenti con un reddito che va dai 55.001 euro ai 75.000 euro e che, quindi, presentano un reddito mensile non superiore a 6.250 euro. Per questi contribuenti, l’aliquota Irpef sulla quota eccedente il precedente scaglione è del 41% e di conseguenza l’onere fiscale più alto sarà pari a 25.420 euro.

Quinto scaglione:  Reddito sopra i 75.000 euro

L’ultimo scaglione riguarda i contribuenti che superano i 75.000 euro di reddito. Per il quinto ed ultimo scaglione di reddito, l’aliquota Irpef è pari al 43%. I contribuenti “più rucchi”, che percepiscono un reddito annuo eccedente i 75 mila euro, ovvero oltre 6.250 euro mensili dovranno corrispondere 25.420 euro più il 43% sul reddito eccedente.

 

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