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Imprenditore che chiude: spetta la disoccupazione?

20 Maggio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 20 Maggio 2018



L’imprenditore che chiude avrà diritto alla disoccupazione? Quali sono i sussidi per gli imprenditori che chiudono l’attività? Scopriamolo insieme

Il mondo del lavoro negli ultimi anni è diventato molto avaro di opportunità, tanto che i dati della disoccupazione, così come quelli della crisi, non cessano di essere sempre più allarmanti. Le difficoltà non riguardano solo i lavoratori dipendenti,  ma anche lavoratori autonomi e imprenditori, sempre più spesso costretti a chiudere la propria attività. E allora ci si domanda: l’imprenditore che chiude avrà diritto alla disoccupazione? Quali sono i sussidi per gli imprenditori che chiudono l’attività? A tanto risponderemo con il presente articolo.

Lavoratori autonomi: spetta la disoccupazione?

Sul punto, non  molto tempo fa, aveva fatto molto scalpore una sentenza della Corte di Giustizia Europea [1]. La nozione di disoccupazione involontaria – ha osservato la Corte Europea –  non è limitata ai soli casi di lavoro subordinato, ma comprende anche lo stato di cessazione di un’attività professionale autonoma, se causato da «ragioni indipendenti dalla volontà della persona interessata, come può essere una situazione di recessione economica».

Di conseguenza, secondo la Corte di Giustizia europea, analogamente a un lavoratore subordinato che può involontariamente perdere il proprio lavoro dipendente a seguito, in particolare, di un licenziamento, una persona che ha esercitato un’attività di lavoro autonomo può trovarsi costretta a cessare tale attività. Questa persona potrebbe pertanto trovarsi in una situazione di vulnerabilità paragonabile a quella di un lavoratore subordinato licenziato. In simili circostanze, non sarebbe giustificato che detta persona non beneficiasse della medesima tutela di cui gode un dipendente che abbia cessato di essere un lavoratore subordinato.

Imprenditore che chiude: spetta l’assegno di disoccupazione?

In caso di disoccupazione involontaria, dunque, lavoratori autonomi e lavoratori subordinati non potranno essere trattati diversamente:  tutti i lavoratori, non solo dipendenti ma anche autonomi, hanno diritto di percepire l’indennità di disoccupazione.

Da tutto quanto precede risulta che una persona che ha cessato di essere un lavoratore autonomo a causa della mancanza di lavoro dovuta a ragioni indipendenti dalla sua volontà, può, analogamente a una persona che abbia involontariamente perso il suo impiego dipendente, beneficiare della medesima tutela che spetterebbe a quest’ultimo, ivi compreso il diritto all’indennità di disoccupazione prevista per i lavoratori dipendenti.

Autonomi: spetta l’indennità di disoccupazione

La questione che ha portato alla sentenza di riconoscimento del diritto all’indennità di disoccupazione per i lavoratori autonomi nasce dalla richiesta fatta da un cittadino rumeno che, per cinque anni, aveva svolto l’attività di imbianchino e poi era stato costretto a chiudere per assenza di incarichi. L’uomo si era poi trasferito in Irlanda dove aveva chiesto l’indennità di disoccupazione per autonomi, prevista da una legge del 2005 [2], ma lì gli era stata negata. E questo perché la direttiva comunitaria del 2004 [3] prevede il diritto dei lavoratori di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri per periodi superiori a tre mesi a condizione di lavorare (onde non essere un eccessivo peso per lo Stato ospitante). Ribaltando il destino del lavoratore che, per ragioni di crisi economica indipendenti dalla sua volontà si era visto costretto a chiudere la propria attività,  la Corte di Giustizia Europea gli ha dato ragione accogliendo il suo ricorso: il lavoratore autonomo disoccupato per motivazioni esterne e indipendenti dalla sua volontà, può trovarsi nello stesso stato di bisogno dei dipendenti licenziati e quindi non sono ammesse disparità di trattamento in relazione al correlativo diritto di percepire l’indennità di disoccupazione.

Imprenditore che chiude: che fare?

Come anticipato, ad affermare quanto sopra esposto è stata la Corte di Giustizia Europea con una recentissima sentenza destinata sicuramente a segnare una svolta.

Tuttavia, almeno per il momento, la legge italiana non prevede benefici specifici o sussidi per gli imprenditori che chiudono l’attività, né spetta l’indennità di disoccupazione.

Attualmente, dunque, all’imprenditore che chiude non restano che due strade:

  • Accertarsi, in particolare presso gli uffici regionali, se sono previsti incentivi alle nuove imprese, in modo tale da poter riaprire un’attività produttiva in cui magari le pregresse esperienze possono costituire parametri favorevoli.
  • L’altra strada è quella del reddito di inclusione (Rei) che però richiede requisiti economici molto stringenti. Sul punto si rinvia alla lettura dell’articolo: Reddito di inclusione: come e quando fare domanda?.

note

[1] C. Giust. Ue causa C-442/16 del 20.12.2017.

[2] Art. 139 del Social Welfare Consolidation Act 2005 (as amended) [legge consolidata del 2005 sulla previdenza/protezione sociale (come modificata).

[3] Art. 6, par. 2, direttiva Ue n. 2204/38.


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