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Canone Rai dovuto per i computer?

12 giugno 2013


Canone Rai dovuto per i computer?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 giugno 2013



La Rai mi ha chiesto il versamento di un canone in quanto sono possessore di un computer. È una legittima richiesta?

È diffuso il timore che, un giorno qualsiasi, un delegato della Rai possa bussare alle nostre porte e pretendere il pagamento del canone per l’uso della TV pubblica (e tutti gli arretrati). Ma ora, la stessa paura si sta spargendo anche per l’uso dei pc, tablet e smartphone che, con applicazioni dedicate, consentono di vedere numerosi programmi televisivi. Ma è fondato questo timore? Quando è obbligatorio pagare il canone anche per  i nostri computer?

L’obbligo al pagamento del canone Rai prevede che chiunque possieda uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive sia obbligato al pagamento dell’imposta [1].

Infatti, il canone è un’imposta sulla mera detenzione dell’apparecchio che prescinde dall’uso effettivo del televisore, dalle emittenti televisive seguite o dall’utilizzo del televisore stesso per fini diversi.

Pertanto, anche la TV usata come schermo per pc impone il pagamento del canone.

Allo stesso modo, e viceversa, anche il possesso o la detenzione di computer, od altri terminali elettronici come i tablet, collegati a internet, obbligherebbe al pagamento dell’onere fiscale

Tuttavia, tale rigida interpretazione di una norma così datata è stata di recente smentita dalla stessa Rai, a seguito di una serie di contestazioni. La Rai ha precisato che l’utilizzo di un computer non obbliga di per sé al pagamento del canone, salvo che l’apparecchio non sia “specificatamente destinato” ad essere utilizzato come un televisore, come avviene in alcuni casi, specie nelle attività commerciali.

In altre parole, bisogna pagare il canone Rai quando il monitor dello stesso computer non sia utilizzato in funzione di schermo per la trasmissione tv.

note

[1] La disciplina è regolata dagli articoli 1 e 27 del regio decreto legge del 21 febbraio 1938, n. 246

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2 Commenti

  1. Gentilissima Redazione, pago il canone RAI da vent’anni. Nel 2008 mio marito ha aperto uno studio professionale (etichetta discografica), utilizzando una parte dell’abitazione dove viviamo stabilmente.
    Bè, ci credereste? la RAI ci manda a chiedere la somma di 250,00 euro perchè ipotizzano che possediamo apparecchiature atte alla ricezione dei programmi tv…
    Noi il canone lo paghiamo già, per l’apparecchio tv, e il pc (che come dicevo pocanzi, si trova nella stessa abitazione, serve per lavorare…
    Sono senza parole, è legittima la richiesta?
    A me sembra un abuso…
    Come posso muovermi?
    Cordiali saluti,
    Laura Barocci

    1. L’enorme numero di consulenze che riceviamo ogni giorno ci ha obbligato ad attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”, onde poter dare un riscontro a tutti, professionale ed in tempi certi.

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