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Perchè conviene l’affitto breve?

22 maggio 2018


Perchè conviene l’affitto breve?

> Business Pubblicato il 22 maggio 2018



Il volume d’affari generato dagli affitti brevi è in continua crescita e produce effetti benefici per i proprietari, lo Stato e l’economia tutta

Sono circa 500mila i proprietari che hanno trovato nell’affitto breve una soluzione alle sofferenze che affliggono il mercato immobiliare italiano. La redditività e i vantaggi dell’affitto breve sono dimostrati dalla tendenza del mercato immobiliare che negli ultimi anni ha mostrato un costante trend di crescita per la soluzione dell’affitto breve in luogo di quello tradizionale di lunga durata.

L’affitto breve, dunque, appare essere una soluzione economicamente vantaggiosa per i proprietari ma anche per l’intera economia. Da alcuni studi del settore si è arrivati a stimare che se tutte le seconde case fossero messe a reddito vi sarebbero benefici per i proprietari, per lo Stato in termini di gettito e, dunque, un effetto virtuoso per l’economia intera.

Affitto breve: conviene?

Per capire se l’affitto breve convenga rispetto al tradizionale, è sufficiente fare un confronto con quest’ultimo. Secondo alcune stime, infatti, la messa a reddito di un appartamento in un grande centro abitato a mezzo di locazione tradizionale può rendere in media il 4,6% lordoQuesto vuol dire che su un valore dell’immobile di 150mila euro l’affitto può portare a guadagni pari a circa 6.900 euro annui. Invece, le potenzialità dell’affitto breve sono molto più alte. Ad esempio per una casa in centro a Roma o a Milano i prezzi di permanenza giornalieri possono oscillare dagli 80 ai 200 euro a giornata, a Firenze il costo medio è attorno a 110 euro, 100 euro a Napoli, 85 euro circa a Torino. Dall’affitto breve, mediamente, si può ottenere una rendita media annua di 13 mila euro.

Naturalmente le condizioni di affitto sono particolarmente dipendenti in questi casi dalla stagionalità, dallo stato dell’appartamento, dal livello di servizi nel territorio e naturalmente dalla capacità dei proprietari di promuovere l’immobile.

Affitto breve: le città turistiche

Come anticipato, in alcune città importanti e turistiche come Roma, Milano, Torino, Firenze o Napoli il fenomeno dell’affitto breve sta diventando sempre più diffuso e popolare. Stesso fenomeno accade nelle piccole città affacciate sul mare o in montagna. Sono, infatti, molti i proprietari che nel periodo estivo o invernale, o durante le feste, decidono di affittare una o più stanze del proprio appartamento o una seconda casa. Ciò accade perché dal lato della domanda (ossia da parte dei turisti) vi è un’alta richiesta di alloggi alternativi ad hotel, alberghi e pensioni, dal lato dell’offerta, invece, perché può essere un modo per arrotondare lo stipendio o la pensione, o comunque un modo per sostenere spese che gravano sull’immobile come l’Imu, la Tasi, la Tari.

Affitto breve: le regole  

Qualunque forma di affitto, anche se breve, deve essere regolata per legge con almeno la registrazione dell’ospite pagante. Il contratto non deve invece essere registrato se non si superano i 30 giorni di permanenza. Ecco dunque che per visite di pochi giorni si risparmia l’imposta di bollo. Se tra le stesse parti sono stati stipulati più contratti di locazione turistica per diversi periodi, ciascuno dei quali anche inferiore ai trenta giorni, la cui durata complessiva sia però superiore ai trenta giorni nell’arco dell’anno solare, sussiste obbligo di registrazione.

Se il soggiorno supera i 30 giorni, si rientra nella formula dell’affitto breve non turistico ed il locatore,  entro quarantotto ore dalla consegna dell’immobile, deve provvedere ad effettuare la relativa denuncia presso l’autorità locale di pubblica sicurezza o presso il sindaco. Tale denuncia deve essere sempre effettuata, indipendentemente dalla durata della locazione, quando l’affitto è predisposto in favore di cittadini extra UE o apolidi.

Per gli affitti brevi, come per gli affitti tradizionali, è permessa la richiesta di opzione per la cedolare secca, in questi casi tuttavia l’aliquota applicabile è del 21% sull’intero importo del canone, restando l’aliquota agevolata del 10% riservata agli affitti a canone concordato.

Affitto breve: quali obblighi in capo al proprietario?

Oltre agli obblighi di natura fiscale e burocratica, la scelta di mettere a reddito un immobile determina per il proprietario il sorgere di un vero e proprio impegno. Vale a dire che il proprietario deve accogliere e congedare ciascun ospite, essere reperibile nel caso di imprevisti o necessità, provvedere alla pulizia della casa tra un soggiorno e l’altro, oltre a dover essere attento a tutti i necessari lavori di manutenzione.

Inoltre, ciascun proprietario già sa che ai fini del business che lo riguarda deve essere necessariamente presente in rete e sui principali siti di settore. Per tale ragione è fondamentale aggiornare sempre il calendario delle disponibilità, per evitare accavallamenti o sgradevoli incomprensioni con gli ospiti.

Il proprietario, nel caso di immobile in condominio, deve anche saper gestire i suoi ospiti in relazione ai vincoli condominiali. Per questa ragione è opportuno consegnare  agli ospiti in arrivo una sintesi delle principali regole condominiali relative per esempio agli orari in cui rispettare il silenzio, alla presenza degli animali ecc.

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