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400 nuovi ausiliari nelle Corti d’Appello per smaltire l’arretrato

11 giugno 2013


400 nuovi ausiliari nelle Corti d’Appello per smaltire l’arretrato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 giugno 2013



Per pagare i nuovi ausiliari, si teme l’aumento del contributo unificato.

Sarà forse approvata già nel prossimo consiglio dei ministri la manovra promessa dal ministro della Giustizia Cancellieri per smaltire il forte arretrato nelle cause civile arretrati. Si parla di circa 480 mila fascicoli giacenti. La proposta è quella di provvedere all’assunzione di 400 nuovi ausiliari presso le Corti di appello.

Il testo prevede il coinvolgimento di 400 giudici ausiliari per ridurre l’arretrato della giustizia di almeno 200mila processi in pochi anni. Ad ogni giudice onorario andrebbe un centinaio di processi con una retribuzione che dovrebbe aggirarsi sui 200 euro ciascuno. Il decreto prevede anche alcune modifiche alla legge fallimentare con un intervento sul pre-concordato per alzare il livello dei controlli e rendere meno facili gli abusi con un intervento anticipato del commissario. Ai laureati in giurisprudenza verrebbe, inoltre, concessa la possibilità di svolgere 18 mesi di tirocinio presso i tribunali per dare una mano a sfoltire l’attività giurisdizionale.

La task force per aggredire le cause arretrate piace all’avvocatura. Nicola Marino, presidente dell’Oua, ha mostrato prudenza: “Ci auguriamo, però, che non sia come in passato un meccanismo di rottamazione dei diritti dei cittadini e che ci sia la necessaria copertura economica senza ulteriori aumenti del contributo unificato”.

Non va trovata una scorciatoia figlia dell’emergenze, ma una fattiva collaborazione dell’avvocatura con il sistema giustizia.

Sulla stessa linea Maurizio de Tilla, presidente dell’Associazione avvocati italiani che ritiene il reclutamento straordinario la strada giusta anche per anticipare i tempi delle decisioni nel secondo grado.

Il presidente dell’Anai chiede però che si tratti di ausiliari selezionati indipendenti e adeguatamente retribuiti.

Secondo le associazioni forensi il piano del Guardasigilli Cancellieri rischia di fallire in assenza di un’adeguata copertura.

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