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Lo sai che? Niente cartelle esattori sotto 30 euro: il si della Corte Costituzionale

Lo sai che? Pubblicato il 12 giugno 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 giugno 2013

Dal 1 luglio 2012 non si procede all’accertamento, all’iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali, qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l’importo di 30 euro, con riferimento a ogni periodo di imposta.

Nessuna cartella di pagamento verrà più emessa per debiti con lo Stato, Regioni e Comuni inferiori a 30 euro: la norma, in vigore dallo scorso primo giugno e prevista nel Decreto Semplificazioni [1], è passata, da poco, sotto il vaglio della Corte Costituzionale.

La questione di legittimità era stata, infatti, sollevata dalla Regione Veneto che riteneva illegittima la disposizione in commento. Tuttavia la Corte ha rigettato il ricorso della Regione e ha confermato la piena validità della norma [2] che, quindi, continuerà ad applicarsi.

In conseguenza di ciò, è legittima, dunque, la norma che dispone che a decorrere dal 1° luglio 2012 non si procede all’accertamento, all’iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali: ciò a condizione che l’ammontare dovuto allo Stato, Regioni o Comuni – comprensivo di sanzioni amministrative e interessi – non sia superiore, per ciascun credito, a 30 euro, con riferimento a ogni periodo di imposta.

Questa norma è stata adottata per evitare che i costi di riscossione e accertamento superino i benefici delle entrate nelle casse pubbliche.

Il che non implica – ci tiene a precisare l’amministrazione fiscale – che i contribuenti non siano comunque tenuti a pagare i propri debiti fiscali, ma solo che, per tali importi, non riceveranno mai una cartella esattoriale. Una precisazione che fa sorridere per varie ragioni…

note

[1] D.L. 16/2012, art. 3, comma 10, 11, convertito nella legge n. 44/2012,

[2] C. Cost. sent. n. 151 del 5.06.2013.


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