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Volo annullato: chi paga?

28 Maggio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 28 Maggio 2018



Cancellazione del volo o ritardo aereo: vediamo chi paga; come ottenere il risarcimento e quale rimborso spetta

Problemi come il ritardo aereo, la cancellazione del volo o l’overbooking accomunano ormai la maggior parte dei viaggiatori. Non è raro che i voli vengano, di punto in bianco, cancellati. A chi non è mai successo di rimanere molte ore in aeroporto in attesa di un volo in ritardo?  Avere un biglietto aereo alla mano, dunque, non sempre è sinonimo di “partenza sicura”. Ovviamente dal ritardo del volo aereo possono derivare per i passeggeri pregiudizi più o meno gravi: si pensi a chi, a causa del ritardo di un aereo, perda la coincidenza di un altro volo già prenotato e profumatamente pagato. Chi prende l’aereo perché ha un appuntamento di lavoro improrogabile in un’altra città verosimilmente sarà più danneggiato del passeggero che vi si doveva recare in vacanza, ma certamente in entrambi i casi è indubbio il disagio patito. Per non parlare, poi, di quando un volo viene cancellato; dell’imbarco negato, dei problemi con i bagagli (sul punto, leggi: Bagaglio a mano: dettagli di limiti e peso per ogni compagnia) e chi più ne ha più ne metta. E allora la domanda sorge spontanea: chi paga in caso di volo annullato? Chi risarcisce i danni derivanti dalla cancellazione di un volo?

Come anticipato, avere un biglietto aereo in tasca non garantisce una partenza puntuale e senza problemi; garantisce però la possibilità di ottenere il risarcimento del danno subito a causa di un volo in ritardo o cancellato. Dunque, quando si hanno“problemi di volo” basta possedere il biglietto aereo per ottenere il risarcimento del danno. Ciò in quanto non è il passeggero che deve dimostrare l’inadempimento della Compagnia aerea. Sarà, dunque, quest’ultima a doversi difendere. Il passeggero, invece, potrà limitarsi a dimostrare di aver comprato il biglietto di un volo che poi ha fatto ritardo o gli ha creato dei problemi oggettivi. Ciò è quanto chiarito dalla Suprema Corte in una recente pronuncia [1]. Attenzione, però: con una pronuncia ancora più recente [2], la Suprema Corte ha chiarito anche chi paga in caso di volo cancellato. Sul punto, infatti, è importante sapere che la pretesa risarcitoria non potrà essere rivolta all’agenzia di viaggi, ma solo ed esclusivamente alla compagnia aerea.

Ma procediamo con ordine. Vediamo allora chi paga in caso di volo cancellato; come ottenere il risarcimento nel caso di volo cancellato o in ritardo, quando sorge il diritto al risarcimento e quali sono le cifre spettanti a titolo di rimborso quando il volo viene cancellato o atterra in ritardo.

Biglietto aereo: quando spetta il rimborso

Ecco tutti i casi in cui il passeggero ha diritto di ricevere un rimborso. A ricordarcelo è AirHelp, una società informatica con sede nella Silicon Valley:

  • Ritardo aereo;
  • Volo cancellato;
  • Imbarco negato;
  • Problema con i bagagli.

Sul punto, è bene sottolineare che anche le compagnie aeree low cost sono obbligate a rimborsare i passeggeri che subiscono uno dei quattro disagi riportati nell’elenco di cui sopra. Ma vediamo tutti dettagli.

Volo cancellato: chi paga?

In caso di volo cancellato, il viaggiatore non verrà risarcito dal tour operator, che funge semplicemente da intermediario tra il consumatore ed il vettore per la vendita del biglietto aereo. Come anticipato, sul punto si è di recente espressa la Suprema Corte, la quale ha chiarito che, in questi casi, l’agenzia di viaggi non è responsabile dell’inadempimento contrattuale, di cui unica responsabile è la compagnia aerea. Nessun rimborso, dunque, da parte dell’agenzia di viaggi, la quale resta estranea al contratto di trasporto tra l’acquirente e la compagnia aerea. «L’Agenzia di viaggi – ha affermato la Cassazione – che vende biglietti di trasporto in base ad un contratto con il vettore – contratto qualificabile come appalto di servizi – assume nei confronti del committente le responsabilità per lo svolgimento di tale servizio, restando peraltro estranea al contratto di trasporto fra l’acquirente del biglietto quale titolo di viaggio e il vettore». Ciò posto, le pretese risarcitorie potranno essere avanzate solo nei confronti della Compagnia aerea.

Chiarito chi paga in caso di volo cancellato, vediamo come ottenere il risarcimento in queste ipotesi e soprattutto quale rimborso spetta.

Biglietto aereo: che risarcimento spetta

Il rimborso dovuto ai passeggeri in caso di cancellazione del volo o in caso di ritardo prolungato deve essere calcolato in funzione della distanza radiale tra gli aeroporti di partenza e di arrivo. A confermarlo è stata la Corte di giustizia dell’Unione Europea con una recente sentenza [3]. Ma analizziamo nel dettaglio i casi in cui sorge il diritto al risarcimento e a quanto esso ammonta. 

Volo cancellato o in ritardo: qual è la cifra del risarcimento

Cominciamo innanzitutto con il precisare che tra il passeggero e la compagnia aerea – al momento dell’acquisto di un biglietto – si instaura un vero e proprio contratto di trasporto, dove appunto il passeggero è la parte più debole.  Per tale motivo, in questi  casi, le norme in materia sono volte al riconoscimento ed alla tutela dei suoi diritti.  In particolare, alla luce del regolamento europeo [4] il risarcimento spettante oscilla dai 250 euro ai 600 euro, più nel dettaglio:

  • per il ritardo di due o più ore, per tutte le tratte aeree, pari od inferiori a 1.500 Km, il risarcimento sarà pari a 250 euro;
  • in caso di ritardo di tre o più ore, per tutte le tratte aeree intracomunitarie superiori ai 1.500 Km e per tutte le altre tratte comprese tra i 1.500 e 3.500 Km, spetterà al passeggero un importo di 400 euro;
  • se il ritardo dura quattro o più ore, per tutte le tratte superiori a 3.500 Km, il risarcimento spettante equivale a 600 euro [5].

Attenzione: la Corte Europea (con la sentenza citata sopra) ha precisato che non si può distinguere a seconda che i passeggeri raggiungano la loro destinazione finale tramite un volo diretto o un volo con coincidenza: in entrambi i casi, i passeggeri saranno trattati in modo uguale in sede di calcolo dell’importo della compensazione pecuniaria.
In conclusione, quindi, nella determinazione dell’importo della compensazione, si deve tenere in considerazione soltanto il tempo di attesa e la distanza radiale che un volo diretto percorrerebbe tra l’aeroporto di partenza e l’aeroporto di arrivo, non avendo – al contrario – alcuna rilevanza la distinzione tra voli diretti e voli con coincidenze.

Ritardo dei voli in coincidenza e risarcimento

Sempre con riferimento al ritardo dei voli in coincidenza si è, da ultimo, pronunciata la Corte di Giustizia dell’Unione Europea con una recentissima sentenza [6]. Con la sentenza in commento i giudici europei hanno affermato che la compagnia aerea che ha operato in uno Stato membro dell’Unione europea solo la prima tratta di un volo con coincidenza può essere portata davanti ai giudici della destinazione finale situata in un altro Stato membro, per il riconoscimento di una sanzione pecuniaria per ritardo. È sufficiente, infatti, che i voli siano stati oggetto di una sola prenotazione da parte del cliente.

La destinazione finale del volo, quindi, può essere considerata come il luogo di esecuzione delle prestazioni da fornire non solo per quanto riguarda il secondo volo, ma anche per quanto concerne il primo volo (in coincidenza con il seguente). Ne consegue che il risarcimento del danno causato dal ritardo del volo potrà essere richiesto alla compagnia aerea della destinazione finale anche con riferimento ai problemi ed ai ritardi che si sono verificati  sul primo volo.

Rimborso del biglietto aereo: cosa dimostrare?

Alle predette somme di denaro si deve aggiungere anche il diritto alla assistenza spettante al passeggero e concernente, ad esempio, l’elargizione (gratuita) di cibi, bevande e – se del caso – anche il pernottamento in albergo.

Tutte le somme elencate sopra vengono ridotte della metà se al passeggero è offerto un volo alternativo per arrivare a destinazione entro e non oltre – rispettivamente – due, tre o quattro ore. Da quanto detto, può chiaramente evincersi che in caso di ritardo non si otterrà il rimborso del biglietto, ma una forma di compensazione alternativa. Tale ristoro alternativo, talvolta, può costituire un beneficio economico di gran lunga superiore se raffrontato all’acquisto di un biglietto aereo (soprattutto per biglietti acquistati a prezzi stracciati con compagnie low cost). Dunque, è sempre opportuno – al ricorrere dei presupposti suddetti – avanzarne richiesta. Si consideri, infatti, che il diritto ad ottenere detto ristoro – in tali ipotesi – è “automatico”. 

Ritardo aereo: per ottenere il risarcimento basta il biglietto

Al passeggero, per essere risarcito, basterà dimostrare esclusivamente di aver acquistato un biglietto di un volo aereo che ha subito un ritardo prolungato o che è stato cancellato. Dal canto suo, la compagnia aerea sarà ritenuta responsabile e dovrà corrispondere le somma previste dal regolamento (di cui sopra) a meno che non provi che il ritardo e la cancellazione siano dipese «da circostanze eccezionali».

Ciò è quanto da ultimo ha confermato la Suprema Corte con la pronuncia citata ad incipit del presente articolo e pubblicata in data 23.01.2017. In sostanza, quindi, per ottenere il risarcimento il passeggero non deve dimostrare alcunché se non la fonte negoziale del suo diritto, vale a dire l’acquisto del biglietto aereo, mentre la responsabilità della Compagnia aerea si presume. Dunque, sta alla compagnia provare di non avere colpa o documentare che il ritardo rientra entro le sopra elencate soglie di tolleranza di cui al Regolamento europeo.

Assistenza e risarcimento dell’ulteriore danno subito

Fino ad ora abbiamo parlato esclusivamente di un ristoro avente natura prestabilita (in misura determinata in base alle ore di ritardo e alla tratta che avrebbe dovuto percorrere l’aereo). Quanto detto, però, non esclude la risarcibilità dell’ulteriore danno subito. Infatti, tutte le ulteriori spese sostenute dal passeggero per via del ritardo, purché opportunamente documentate, consentiranno di ottenere il risarcimento del corrispettivo danno patrimoniale subito. Altrettanto dicasi per il danno non patrimoniale causato ai danni del passeggero che, ad esempio, doveva arrivare a destinazione per partecipare ad un evento o ad una cerimonia o semplicemente che si è visto rovinare i programmi della propria vacanza.

In queste circostanze al ristoro suddetto si aggiungerà, quindi, il diritto ad al risarcimento di danni ulteriori  (patrimoniali e non patrimoniali). Tali richieste, però, (sebbene più che lecite) non sempre trovano – per evidenti ragioni di cassa – facile accoglimento da parte delle compagnie aeree. Proprio per questo motivo, molto spesso si finisce col rivolgersi ai giudici. In proposito si segnala l’esistenza di un ulteriore valido rimedio, noto come «Procedimento Europeo per le controversie di modesta entità» attivabile nei casi di danno di entità inferiore ai 2.000 euro [7]. Si tratta di un procedimento che si svolge in tempi brevissimi e con costi decisamente inferiori rispetto a quelli di un normale giudizio.

note

[1] Cass. ord. n. 1584 del 23.01.2018.

[2] Cass. ord. n. 13226 del 25.05.2018.

[3] Nella causa C-559/16 (Birgit Bossen, Anja Bossen e Gudula Gräßmann/Brussels Airlines SA/NV).

[4] Regolamento CE n. 261 dell’ 11.02.2004.

[5] Al riguardo, è bene precisare che le cifre esposte (trattasi, per la precisione, di una compensazione pecuniaria forfettariamente predeterminata) valgono solo per i voli che partono o che hanno come destinazione un Paese situato all’interno dell’Unione Europea.

[6] Corte Ue, sent. del 07.03.2018, relativa alle cause riunite C-274/16, C-447/16 e C-448/16.

[7] Regolamento CE n. 861 dell’ 11.07.2007.


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