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Praticanti avvocati e laureati in legge: nuovi tirocini in Tribunale anche per il concorso in magistratura

13 Giugno 2013
Praticanti avvocati e laureati in legge: nuovi tirocini in Tribunale anche per il concorso in magistratura

Nel decreto per abbattere l’arretrato del contenzioso, previste, insieme all’inserimento di 400 nuovi giudici ausiliari, nuove forme di collaborazione tra giovani laureati in legge e giudici, valevole anche ai fini del concorso in magistratura.

Il governo ha pronto un decreto volto a sfoltire il forte arretrato di cause pendenti presso le Corti di appello: oltre all’assunzione di 400 nuovi giudici ausiliari, è prevista la possibilità, per giovani laureati in legge, di un tirocinio formativo in tribunale valevole anche ai fini del concorso in magistratura. Si tratta di un patto generazionale tra vecchi e giovani per una giustizia più efficiente.

Già da tempo sono state messi a punto sistemi che hanno consentito all’Autorità giudiziaria di disporre di una struttura leggera di supporto per l’istruzione delle cause, facendo ricorso a giovani giuristi. Sono state, sino ad oggi, attivate svariate convenzioni con università e ordini forensi. Ma il nuovo decreto legge trasferebbe tale collaborazione in una modalità stabile e diffusa su tutto il territorio.

La misura prevede l’opportunità, per i neolaureati in giurisprudenza e tirocinanti più meritevoli, di svolgere 18 mesi di tirocinio in tribunali.

Il periodo dovrebbe poi avere valore più limitato nel tempo (12 mesi) per lo svolgimento della pratica forense, ma avrebbe poi un peso particolare per il concorso in magistratura.

Il compito dei giovani giuristi sarà quello di agevolare e supportare l’attività dei giudici, senza confinarsi in una prospettiva puramente ancillare. Ad essi, insomma, sarà dato l’incarico di svolgere tutta quella attività di ricerca, soprattutto per procedimenti meno complessi, che oggi sottrae tempo e energie alla magistratura.



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