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Stop alle assunzioni “politiche” o di favore a persone senza titoli accademici

13 giugno 2013


Stop alle assunzioni “politiche” o di favore a persone senza titoli accademici

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 giugno 2013



Abuso d’ufficio per il sindaco che nomina, come membri del proprio staff alcuni parenti sprovvisti dei titoli accademici idonei.

Basta favoritismi nelle pubbliche assunzioni, anche se si tratta di persone di fiducia del sindaco. Per il primo cittadino scatta allora l’abuso di ufficio se ha nominato, come membri del proprio staff, alcuni suoi parenti sprovvisti dei titoli accademici richiesti invece dal regolamento comunale e, comunque, privi di alcuna esperienza nei settori di riferimento.

La decisione è stata emessa ieri dalla Cassazione con una sentenza [1] che ha confermato la condanna, per abuso di ufficio, a un anno e sei mesi di reclusione, oltre all’interdizione dai pubblici uffici, già inflitta dalla Corte di Appello di Palermo nei confronti di un sindaco e del suo “staff” non qualificato.

Non basta la comune militanza politica o il rapporto di fiducia conseguente alla parentela: la scelta nelle assunzioni deve pur sempre perseguire un pubblico interesse, secondo quanto stabilito e predeterminato dal regolamento comunale che ha fissato le qualifiche e i titoli del personale da assumere.

note

[1] Cass. sent. n. 25859 del 12.06.13.

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