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Multa illegittima: non solo annullata, ma anche risarcito il danno patrimoniale

13 Giugno 2013


Multa illegittima: non solo annullata, ma anche risarcito il danno patrimoniale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Giugno 2013



Multato e rimborsato: dopo l’annullamento del verbale illegittimo, il multato riesce a ottenere anche la liquidazione del danno patrimoniale conseguente alla multa.

Il caso è originale e val la pena di raccontarlo, anche solo a titolo di cronaca giudiziaria “nostrana”: a dimostrazione di come tutto sia possibile nei nostri Tribunali, purché ben dimostrato.

È la storia (reale) di un imprenditore che riceve, dalla polizia municipale, una multa per aver oltrepassato il semaforo rosso. Al momento della notifica della contravvenzione, tuttavia, il proprietario dell’auto si trova all’estero, precisamente in Brasile. È allora costretto – così sostiene in giudizio – a prendere un aereo con urgenza, a lasciare gli affari esteri e a far ritorno in Italia onde firmare l’atto notorio allegato al verbale. Ogni multa, infatti, contiene l’invito al proprietario del mezzo a fornire i dati dell’effettivo conducente per procedere alla decurtazione dei punti. Chi non risponde subisce una contravvenzione salatissima, con punte oltre mille euro.

Senonché, in un momento successivo, il verbale viene annullato dal prefetto, perché la ditta privata che aveva installato l’apparecchiatura aveva omesso alcuni accorgimenti normatici e tecnici imposti invece dalla legge.

Così il multato, già graziato dal pagamento della contravvenzione, non contento, chiama in giudizio la polizia municipale per chiedere quanto meno il risarcimento del danno patrimoniale per via del viaggio aereo che lo ha costretto a lasciare gli affari immobiliari in Brasile, per evitare “conseguenze peggiori”.

Il giudice di pace [1] accoglie la domanda e gli liquida un risarcimento per danno patrimoniale pari a 730 euro, tanto quanto basta per rifondere le spese di viaggio.

Così è. Se vi pare. L’udienza è tolta.

note

[1] Giudice di Pace di Atri (Teramo), sent. n. 668/2012.


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