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Strada dissestata: chi paga?


Strada dissestata: chi paga?

> Business Pubblicato il 1 giugno 2018



Insidie stradali e strade dissestate: vediamo chi paga, quando spetta il risarcimento dei danni e come avanzarne richiesta

Le strade, per definizione, dovrebbero essere sempre sicure; molte volte, invece, sono a mala pena percorribili e foriere di sinistri, cadute, incidenti e danni.  Quando si sente parlare di strade dissestate o di insidie stradali ci si riferisce alla presenza di alterazioni, anomalie o pericoli nascosti, ovvero imprevedibili e/o inevitabili, su di una strada pubblica che non consentono un transito agevole per chi si trova a percorrerle. Come detto, tutto ciò, il più delle volte,  provoca il verificarsi di eventi dannosi. E allora ci si domanda: chi paga in caso strada dissestata. Quando spetta il risarcimento del danno in caso di insidie stradali?  A tanto risponderemo nel presente articolo. Ma procediamo con ordine.

Strade dissestate: chi è responsabile

La manutenzione e la gestione delle strade pubbliche spetta agli enti proprietari delle stesse, che devono garantirne  sicurezza e fluidità nella circolazione.  Più nel dettaglio, il Codice della Strada [1] attribuisce agli enti proprietari delle strade (dunque, in primo luogo i Comuni) determinati compiti, quali:

  • la manutenzione, la gestione e la pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredi, nonché delle attrezzature, impianti e servizi;
  • il controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze;
  • l’apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta.

danni che conseguono ai dissesti sulle strade pubbliche sono riconducibili, nel nostro ordinamento, alla cosiddetta responsabilità da cose in custodia [2]. Ciò significa che sarà l’ente proprietario della strada, in qualità di custode, ad essere chiamato a rispondere degli eventi dannosi verificatisi in caso di incuria e strade dissestate, fatto salvo il caso fortuito.

Non è stato sempre così però.  In passato, infatti, la giurisprudenza tendeva a ricondurre tali danni alla cosiddetta responsabilità per colpa da fatto illecito [3], con la conseguenza  che il danneggiato doveva dimostrare di aver effettivamente subito un danno a causa della condotta della Pubblica Amministrazione.

Questo cambio di rotta ha sicuramente giovato tutti coloro che, sfortunatamente, subiscono danni in conseguenza di un’anomalia stradale, i quali, ai fini dell’ottenimento del risarcimento richiesto, sono tenuti a dare unicamente prova della connessione tra l’evento dannoso (caduta o incidente) e l’insidia stradale. Ciò, perché trattasi di una forma di responsabilità nota giuridicamente come “oggettiva”, che prescinde, dunque, dall’accertamento di un comportamento colposo da parte del custode (ad esempio, il Comune) in quanto risulta sufficiente la prova dell’esistenza del nesso causale fra cosa ed evento.

Strade dissestate: la responsabilità da cose in custodia

La responsabilità da cose in custodia, è bene precisare, non sussiste sempre e comunque, ma solo in presenza dei seguenti presupposti:

  • l’alterazione della cosa deve, per sua stessa natura intrinseca, configurare l’insidiao il trabocchetto;
  • la situazione di pericolo per l’utente deve essere data dall’imprevedibilitàe dall’invisibilità dell’alterazione per il danneggiato.

Strada dissestata: chi paga?

Alla luce di quanto detto, l’ente proprietario del tratto stradale può ritenersi responsabile dell’evento dannoso riconducibile ad un suo carente esercizio dell’obbligo di custodia ed è tenuto, pertanto, a risarcire i danni che conseguono al danneggiato.

A tal fine, tuttavia, è necessario che il danneggiato dimostri la responsabilità dell’ente proprietario nella causazione dell’evento. Ecco come

Strada dissestata: come ottenere il risarcimento?

Per ottenere il risarcimento del danno derivante da insidie presenti su una strada pubblica, il danneggiato è tenuto a dimostrare che l’evento lesivo si sia verificato come conseguenza normale della particolare condizione, potenzialmente lesiva, della strada.  In sostanza, il danneggiato deve dimostrare il legame (noto tecnicamente come “nesso eziologico” o “nesso di causalità”) tra la cosa in custodia (tratto stradale) ed il danno subito. Chi vuole ottenere il risarcimento, inoltre, deve dimostrare che lo stato dei luoghi presentasse un’obiettiva situazione di pericolosità idonea a rendere molto probabile, se non addirittura inevitabile, il danno [4]. Diversamente, l’ente può esimersi dalla responsabilità a lui imputata, dimostrando che il danno lamentato non fosse affatto riconducibile alle condizioni della cosa in custodia.

Strada dissestata: la disattenzione del danneggiato

Attenzione: non sempre i danni che conseguono, ad esempio, ad una caduta su una strada dissestata possono essere ricondotti all’incuria dell’ente proprietario e quindi ad una sua responsabilità. Molte volte, infatti, le cadute capitano per disattenzione del danneggiato.

Sul punto, la Suprema Corte di Cassazione è stata chiarissima, distinguendo due concetti,  vale a dire:

  • la prevedibilitàdell’evento dannoso;
  • il dovere di cautelada parte del danneggiato.

La Suprema Corte, infatti, ha precisato che l’utente deve essere messo nelle condizioni di poter prevedere e percepire, con l’uso dell’ordinaria diligenza, la situazione di pericolo e, quindi, di prestare maggiore attenzione (“dovere di cautela”) [5].

Pertanto, l’utente che apprende dell’esistenza di un dissesto del manto stradale, facilmente visibile e percepibile e, nonostante ciò, non si appresti a transitare con massima cautela, non potrà ottenere il risarcimento dei danni, poiché, in queste ipotesi, i danni non possono ricondursi all’ente proprietario della strada, ma alla disattenzione ed alla imprudenza da parte dell’utente.

Caduta su strada dissestata: l’obbligo di prudenza

In merito alla risarcibilità dei danni derivanti da caduta su strada dissestata, gli orientamenti più recenti e consolidati affermano che la responsabilità dell’ente o del danneggiato deve essere riconosciuta sulla base di un bilanciamento tra obbligo di custodia da parte dell’ente proprietario della strada ed obbligo di prudenza da parte dell’utente della strada stessa.

In questi casi, dunque, per ottenere il risarcimento del danno, il danneggiato dovrà provare non solo  il fatto dannoso e la sussistenza del legame tra la cosa in custodia ed il danno, ma anche la pericolosità obiettiva dello stato dei luoghi, a tal punto da rendere probabile, se non inevitabile, il verificarsi del fatto dannoso. Inoltre, il danneggiato dovrà dare prova di aver tenuto un atteggiamento prudente in virtù della presenza del rischio percepito.

Il danneggiato, in sostanza, avrà la possibilità di ottenere il risarcimento del danno in presenza di tali elementi:

  • la prova del fatto;
  • il legame tra evento e danno;
  • la pericolosità dello stato dei luoghi e della probabilità ed inevitabilità del verificarsi del fatto dannoso;
  • la massima prudenza impiegata nell’accedervi;

E’ bene, pertanto, fornire un buon fondamento probatorio alla domanda risarcitoria avanzata. Diversamente, il danneggiato rischia di vedersi addebitare l’esclusiva responsabilità per non avere avuto l’attenzione richiesta, necessaria per superare l’ostacolo facilmente evitabile e conosciuto. Si parla in proposito di responsabilità per disattenzione, che facilmente viene riconosciuta in capo all’utente qualora l’evento si verifichi in un tratto conosciuto al danneggiato, perché dallo stesso percorso frequentemente, magari per giungere a casa o a lavoro, e dunque non di certo inaspettato.

Caduta su strada conosciuta: spetta il risarcimento?

A tal riguardo, giova citare un recentissimo caso che ha visto l’applicazione di quanto finora detto, avente ad oggetto un danno conseguito ad una caduta causata da un dislivello della pavimentazione del marciapiede, non compatta e composta da lastre di calcestruzzo appoggiate su di un terreno. La Suprema Corte, con una recentissima pronuncia [6],  ha riconosciuto che l’anomalia esistente, rappresentata dal dislivello, fosse da considerare caratteristica della pavimentazione ed inidonea a cagionare la caduta di un passante normalmente attento. Ciò in quanto l’ostacolo era facilmente evitabile e superabile con l’ordinaria attenzione richiesta, soprattutto in quanto conosciuto dal soggetto infortunato che percorreva quel tratto, in quanto essere il solo esistente, per raggiungere la propria scuola di ballo. Dunque, bisogna prestare molta attenzione quando si cammina su una strada conosciuta. Si presume, infatti, che chi conosce la strada sia in grado di evitare eventuali ostacoli con la dovuta attenzione e di conseguenza non potrà avanzare fruttuosamente alcuna richiesta di risarcimento danni.

note

[1] Art. 14 Codice della Strada.

[2] Ai sensi dell’art. 2051 Cod. Civ.

[3] Ai sensi dell’art. 2043 Cod. Civ.

[4] Cfr. Cass. Civ., sentenza n. 2660 del 05.02.2013

[5] cfr. Cass. Civ., sentenza 23919/2013; Cass. Civ., sentenza n. 999/204; Cass. Civ., ordinanza n. 4661/2015 e n. 13930/2015.

[6] Cass. Civ., sez. VI, ordinanza n. 11024/2018.

Autore immagine: Pixabay.com

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