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Foto del matrimonio perse: che risarcimento spetta?

30 maggio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 30 maggio 2018



Foto del matrimonio: perderle è un danno grave? Che  risarcimento spetta nel caso in cui si perdono le foto del matrimonio? Può essere risarcito il danno esistenziale?

C’è chi dice che «la vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per poterla raccontare». I ricordi sono il tessuto della nostra identità. Ciascuno di noi senza i propri ricordi si sentirebbe perso. Si pensi alle alle foto ricordo del proprio matrimonio, alle videoriprese o alle foto scattate durante i viaggi o ai filmini della prima comunione. Vero è che ognuno potrà sempre fare tesoro di questi momenti indelebili nella propria mente; alcuni ricordi, però, vanno necessariamente “immortalati” per sempre e, dunque, racchiusi in uno scatto, in un filmino, in un album. Ed ecco che, in questi casi, si incaricano fotografi o comunque professionisti del settore. Ma cosa succede se il fotografo incaricato degli scatti perde le foto? Cosa rischia, in questi casi, il fotografo? Cosa fare se i ricordi non risultano immortalati e, dunque, andranno persi per sempre?

In buona sostanza: che risarcimento spetta in caso di foto del matrimonio perse?

A tanto risponderemo nel presente articolo e lo faremo sulla base di una recentissima sentenza della Corte di Cassazione. Ma procediamo con ordine.

Il danno esistenziale da mancato ricordo

La prima domanda che ci dobbiamo porre è la seguente: esiste un danno da mancato ricordo o da ricordo rovinato? Secondo alcuni sì. Si tratta di un danno esistenziale in quanto rientra nella sfera della vita di relazione e che, in quanto tale, dovrà essere risarcito. A sancirlo è stato il Giudice di Pace di Torre Annunziata, il quale con una recente sentenza  [1] ha condannato un fotografo a risarcire il danno da mancato ricordo subito da una coppia di genitori. Nel caso di specie, il fotografo era stato incaricato dalla parrocchia di riprendere la funzione religiosa per la prima comunione di una serie di bambini. L’operatore, però, al momento dell’eucarestia ha mancato di inquadrare una bambina, facendo perdere per sempre ai genitori della stessa un ricordo importante e – come si legge nella sentenza – facendo venir meno «la grande gioia del ricordo di un episodio significativo per una famiglia cattolica». Più nel dettaglio, con la sentenza in commento, il giudice ha accolto il ricorso presentato di genitori della bambina, i quali hanno ottenuto in tutto un rimborso di 3.070 euro, di cui 70 euro per la restituzione del corrispettivo pagato al fotografo e 3mila a titolo di risarcimento del danno morale (il cosiddetto danno da mancato ricordo) liquidato dal giudice in via equitativa. Il Giudice di Pace, sul punto, ha avuto modo di affermare il seguente principio di diritto: deve essere risolto il contratto stipulato tra i genitori del minore e il fotografo indicato dalla parrocchia per le riprese filmate della funzione religiosa, laddove il video consegnato non risponde alle qualità medie dal momento che non risulta immortalato il momento in cui l’interessato prende l’eucarestia (il “momento clou“, dunque). Ne consegue che deve disporsi la restituzione della somma incassata dall’operatore e il risarcimento del danno morale in via equitativa a carico di quest’ultimo per aver privato i genitori della grande gioia del ricordo di un episodio significativo per una famiglia cattolica.

Foto perse: si configura un danno non patrimoniale?

Di diverso avviso è la Corte di Cassazione, la quale ha avuto modo di pronunciarsi sull’argomento con una sentenza ancor più recente di quella esposta sopra [2]. Nel caso all’esame della Corte venivano in rilievo le doglianze di una donna che lamentava la perdita, per colpa del fotografo, degli scatti del proprio matrimonio. La Suprema Corte, tuttavia, ha escluso che ricordare il giorno delle proprie nozze sia configurabile come una prerogativa della persona tutelata dalla Costituzione. I giudici, dunque, hanno escluso la risarcibilità del danno non patrimoniale perché non esiste un diritto alla memoria dell’evento nozze, anche se gli scatti smarriti creano turbamento.

Danno non patrimoniale: quando spetta il risarcimento

D’altronde, spiega la Suprema Corte, il danno non patrimoniale [3] è risarcibile solo nei casi stabiliti dalla legge, vale a dire:

  • quando il fatto illecito da cui scaturisce il danno costituisce reato;
  • se la normativa ne prevedere il ristoro tramite un’apposita disposizione di legge;
  • nel caso in cui sia leso in maniera molto grave un diritto inviolabile della persona, costituzionalmente garantito [4].

Ciò posto, non rientra nelle ipotesi sopra menzionate il danno da perdita delle foto matrimoniali, benché gli scatti perduti possano senz’altro creare turbamento nell’animo degli sposi.

Foto del matrimonio: perderle non è un grave danno

Le foto del matrimonio sono sicuramente importanti. Ma il diritto a conservarle non costituisce un “interesse di rango costituzionale”. Dunque, se gli scatti vanno persi, gli sposi non possono dire di aver subito un danno esistenziale, che li priva del ricordo di un evento di particolare importanza. «Pur trattandosi di una situazione certamente in grado di creare turbamenti d’animo», si legge nella sentenza in commento, il danno subito non è così grave «da incidere su interessi di rango costituzionale. Tanto che l’esercizio del diritto a ricordare il giorno delle nozze grazie a delle foto è rimesso esclusivamente agli sposi, che potrebbero anche, per varie ragioni, rinunciarvi e decidere di affidare il ricordo alla propria memoria». Ciò posto la Suprema Corte ha negato il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale richiesto dalla sposa.

Foto matrimonio perse: che rischia il fotografo?

Nel caso in cui il fotografo perda le foto ricordo di un matrimonio o di un evento importante potrà sicuramente essere risolto il contratto stipulato tra i clienti ed il fotografo, con la conseguenza che la somma incassata dal professionista dovrà essere restituita. I clienti, tuttavia, alla luce di quanto da ultimo affermato dalla Suprema Corte, dovranno accontentarsi del solo danno patrimoniale; ciò in quanto è escluso che ricordare il giorno delle nozze sia una prerogativa tutelata dalla Costituzione, quale diritto fondamentale della persona.

note

[1] Giudice di Pace di Torre Annunziata, sent. n. 9524 del 18.09.2017.

[2] Cass. sent. n. 13370 del 29.05.2018.

[3] Ex art. 2059 Cod. Civ.

[4] Cfr. Sez. Uni. sent. n. 26972/2008.

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