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Editoriali Se tu fossi la Cassazione: il dramma di Romina

Editoriali Pubblicato il 14 giugno 2013

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> Editoriali Pubblicato il 14 giugno 2013

Diritto a interrompere la vita garantita solo dai macchinari: quando prevale il diritto alla autodeterminazione dell’uomo e quando invece il diritto alla vita?

Luca è padre di una ragazza, Romina, che da 15 anni è in coma vegetativo a causa di un gravissimo incidente causato da un pirata della strada.

La giovane era stata un astro nascente della locale pallavolo: una ragazza piena di vita che aveva più volte manifestato la propria contrarietà all’accanimento terapeutico. “Piuttosto che essere schiava di un macchinario che mi tenga in vita, preferirei morire”, aveva sempre detto, in tempi non sospetti, alle amiche durante le discussioni sull’argomento dell’eutanasia.

La sorte purtroppo ha voluto che tale infausto destino toccasse proprio a lei. Ormai Romina è tenuta in vita solo grazie al supporto di un sondino naso-gastrico che le fornisce alimentazione e idratazione. Il suo stato di coma è irreversibile.

A questo punto il padre, che è anche tutore della figlia, si presenta davanti al giudice per chiedere se sia possibile l’interruzione dell’alimentazione forzata cui è sottoposta Romina. Lo fa sottolineando che questa sarebbe stata, molto probabilmente, la volontà della stessa ragazza, qualora avesse potuto decidere da sé.

Se tu fossi il giudice e potessi decidere la questione, alla luce della legge attualmente vigente, accogliereste la domanda di Luca?

Per leggere la soluzione al caso, clicca sul link qui sotto.

Eutanasia: il dramma di Romina. Soluzione del caso “Se tu fossi la Cassazione”

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2 Commenti

  1. Buon giorno!
    Se il padre si è rivolto al giudice, credo che non ci siano le tre condizioni cliniche per poter staccare la spina, ossia il silezio cerebrale, l’assenza di riflessi e lo stato di incoscienza totale, quindi, di fatto la persona non è in stato di morte cerebrale: stato che, accertato secondo un preciso protocollo, permette di staccare le macchine e procedere all’espianto eventuale,
    Al di fuori di queste condizioni, in Italia non è ammesso staccare le macchine.

  2. Ognuno ha diritto di scegliere una vita e una morte dignitosa . L’eutanasia è un diritto civile , come il divorzio e l’aborto. Non è un obbligo . Se la tua coscienza non lo permette per motivi etici o religiosi, nessun problema , ma chi questi problemi non se li pone ha pienamente diritto di andarsene.

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