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Ritardo della Pubblica amministrazione: ecco come ottenere l’indennizzo

12 Gennaio 2014 | Autore:
Ritardo della Pubblica amministrazione: ecco come ottenere l’indennizzo

Ritardo della Pubblica Amministrazione: arriva la direttiva con le linee guida per l’indennizzo alle imprese.

 

Le imprese possono ottenere un indennizzo nel caso in cui la Pubblica Amministrazione ritardi nella conclusione dei procedimenti relativi all’avvio e all’esercizio della loro attività.

Si tratta di una delle novità introdotte dal Decreto del Fare che ha dato, per la prima volta, la possibilità alle imprese di chiedere un indennizzo pari a 30 euro per ogni giorno di ritardo dell’Amministrazione nella conclusione di un procedimento amministrativo che le riguarda.

È una misura in fase di applicazione sperimentale [1] volta a tutelare gli imprenditori contro i danni derivanti dal mero ritardo burocratico della P.A., indipendentemente dal dolo o dalla colpa di quest’ultima nel disbrigo delle pratiche amministrative.

L’indennizzo da ritardo, già teoricamente in attuazione da agosto, riceve solo ora effettiva applicazione con la direttiva [2] contenente le linee guida per la presentazione dell’istanza alla P.A..

La direttiva chiarisce che l’obbligo di versare l’indennizzo da ritardo riguarda tutte le amministrazioni e le società controllate che producono certificazioni o autorizzazioni.

Il requisito per ottenere il pagamento sarà, oltre alla presentazione di apposita regolare istanza, il superamento dei termini previsti per la chiusura del procedimento amministrativo (30-90 giorni).

Nel caso in cui tali termini non siano previsti, si considera il termine perentorio di 30 giorni. Per procedure particolari possono essere fissati termini di chiusura anche superiori ai 90 giorni, ma mai oltre il limite massimo di 180 giorni.

L’indennizzo deve essere riconosciuto in tutte le ipotesi di ritardo burocratico, anche qualora esso sia dipeso da caso fortuito o forza maggiore o da fattori scusabili dell’ufficio amministrativo.

Laddove il ritardo sia dovuto a comportamenti dolosi o colposi della P.A., l’impresa interessata potrà presentare ricorso al giudice amministrativo e ottenere un indennizzo proporzionale al danno effettivamente subito (anche superiore ai duemila euro che costituiscono il tetto massimo nell’ipotesi di indennizzo da mero ritardo).

L’impresa potrà ricorrere alla via giudiziale anche quando, nonostante abbia fatto regolare richiesta, l’Amministrazione non abbia fissato nuovi termini o, decorsi questi ultimi, non abbia erogato l’indennizzo spettante.

Procedimento per ottenere l’indennizzo

L’imprenditore che è in attesa della chiusura di un procedimento amministrativo (relativo per esempio all’approvazione di un progetto o al rilascio di un permesso) deve, entro venti giorni dalla scadenza del termine entro il quale la P.A. avrebbe dovuto provvedere, rivolgersi al dirigente dell’amministrazione titolare di potere sostitutivo per concordare un nuovo termine (pari alla metà del vecchio).

Se la P.A. non provvede neppure entro il termine concordato, l’impresa matura il diritto all’indennizzo da ritardo che consiste in 30 euro per ogni giorno di ritardo fino a un massimo di 2mila euro, da versare in via forfettaria e automatica.

L’erogazione dell’indennizzo è subordinata alla presentazione di un’apposita istanza reperibile sul sito dell’Amministrazione interessata. Una volta ricevuta l’istanza, il funzionario competente verifica che:

– sia effettivamente decorso il termine per la chiusura del procedimento (in genere, 30 giorni dalla data di avvenuto protocollo);

– l’istanza sia completa in ogni sua parte e corrisponda al fac simile messo a disposizione dall’amministrazione stessa sul proprio sito: la P.A. ha, infatti, l’obbligo di rispondere solo se l’istanza è regolare e completa).

La P.A. ha l’obbligo di rispondere all’istanza, anche in modo sfavorevole, entro 30 giorni (a meno che siano stati previsti termini diversi).

Se l’Amministrazione non risponde entro tale termine, scatta automaticamente l’indennizzo a favore dell’imprenditore istante.

Qualora siano necessarie informazioni o certificazioni che l’ufficio non può procurarsi autonomamente, il termine di risposta può essere sospeso con provvedimento espresso e comunicato all’imprenditore.

I 30 giorni per provvedere sono quelli di calendario, cioè si calcolano anche le festività ed i periodi estivi. La P.A. non può escludere l’indennizzo adducendo come giustificazione del proprio ritardo il caso fortuito o la forza maggiore (per esempio scioperi, scarsità di personale, eccessiva mole di lavoro).

Se la P.A. non emana il provvedimento e non risponde all’istanza nei termini o non liquida l’indennizzo maturato, l’impresa potrà rivolgersi al Tar con apposito ricorso. Attenzione però: se il ricorso sarà giudicato infondato o inammissibile, l’imprenditore sarà condannato a pagare da due a quattro volte l’importo del contributo unificato.


Fac simile dell’istanza per l’indennizzo da ritardo

AL TITOLARE DEL POTERE SOSTITUTIVO DELL’AMMINISTRAZIONE

(indicare l’Amministrazione: Comune, Provincia, Regione, Ministero ecc.)

 

ISTANZA EX ARTICOLO 2 comma 9-bis legge 241/1990

Il sottoscritto ….. nato a…. il….. e residente in ……. (CF o p. Iva……….) in proprio (oppure in qualità di legale rappresentante della società …………….. P.IVA …………con sede in ………….. via ………….. ) numero fax ………….. e indirizzo pec ………………………………………. per le comunicazione del procedimento

PREMESSO CHE

– in data ………… ha presentato istanza all’amministrazione ………… (Comune, Provincia, Ministero) per ottenere un provvedimento di …………….. ;

– è trascorso il termine per provvedere, previsto dalle norme vigenti;

– il decorso del termine genera diritto ad un indennizzo per ogni giorno di ritardo successivo al termine di legge;

– che, per ottenere tale indennizzo, occorre prima rivolgersi al “titolare del potere sostituivo” entro ulteriori venti giorni dalla scadenza del termine entro cui l’amministrazione avrebbe dovuto provvedere,

chiede che

1. il titolare del potere sostitutivo provveda sull’istanza innanzi descritta;

2. il provvedimento sostitutivo avvenga entro la metà del termine previsto dalla legge per provvedere;

3. venga liquidato l’indennizzo spettante per ogni giorno di ritardo.

Con salvezza di ulteriori danni.

Si chiede di essere informati dell’esito della presente istanza.

Si forniscono gli estremi bancari per l’accredito dell’importo dovuto: IBAN …………………..

Data ……………..                                                                                                                                     Firma …………..

note

[1] L’indennizzo, già efficace dal 21 agosto, rimarrà in vigore per un periodo sperimentale di 18 mesi e riguarda, per ora, solo per i procedimenti amministrativi iniziati su istanza di parte relativi all’avvio e all’esercizio dell’attività d’impresa. In futuro sarà prevista analoga misura anche per i cittadini vittime dei ritardi della P.A.

[2] Direttiva recentemente firmata dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione Gianpiero D’Alia.

Autore immagine: 123rf.com


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