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Congedo di paternità: quanto dura e quali importi?

8 giugno 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 8 giugno 2018



Vediamo tutte le novità 2018 in tema di congedo parentale: chi può richiederlo e quanti giorni spettano al neo padre? Come vengono retribuiti e quale differenza c’è tra i giorni di astensione obbligatoria e quelli di astensione facoltativa?

La legge riconosce a tutti i papà lavoratori dipendenti il diritto, a seguito della nascita o dell’adozione del figlio, di potersi assentare dal lavoro, pur mantenendo la retribuzione, per un massimo di 5 giorni. Questo diritto nasce per consentire anche ai neo-papà di potersi dedicare all’assistenza ed alla cura dei propri figli. Il congedo in questione può essere fruito entro e non oltre i 5 mesi di vita del bambino o dell’ingresso in famiglia, nel caso di adozione.

A richiederlo dovrà essere il neo-papà, anche contestualmente al congedo di maternità della madre lavoratrice e, inoltre, nel caso in cui il padre fruisca già del congedo di paternità obbligatorio in sostituzione della madre. L’indennità che spetta al lavoratore divenuto padre è erogata dall’Inps, anche se in realtà viene dapprima anticipata dal datore di lavoro che chiederà poi al rimborso all’istituto previdenziale.

Ma cerchiamo di scoprirne di più, procedendo gradualmente. Vediamo nel dettaglio cos’è il congedo di paternità, chi può richiederlo e come, a quanto ammonta l’indennità corrisposta e chi è tenuto a pagarla. Tutto ciò a fronte delle ultime novità introdotte con la legge di Bilancio 2018.

Congedo di paternità: cos’è?

Per congedo di paternità deve intendersi quello strumento istituito [1] al fine di sostenere la genitorialità e garantire una maggiore condivisione delle attività familiari tra madre e padre. Inizialmente è stato introdotto in via del tutto sperimentale per gli anni 2013-2015 [2], successivamente si è ritenuto opportuno prorogarlo anche per l’anno 2016 e, di recente, è stato esteso sino al 31.12.2018 [3].

Il congedo di paternità è riconosciuto esclusivamente ai lavoratori dipendenti diventati padre, sia di figli naturali che adottivi o affidatari. In sostanza, riconosce a tutti i neo papà lavoratori di potersi assentare dal posto di lavoro, pur mantenendo la retribuzione, per consentirgli di prestare cura ed assistenza ai propri figli. Il congedo può essere riconosciuto anche in concomitanza del:

  • congedo di maternità, astensione obbligatoria riconosciuta alla neo mamma lavoratrice [4];
  • congedo di paternità obbligatorio, allorquando ne fruisca il padre al posto della madre.

I giorni di assenza giustificata per congedo sono stabiliti dalla legge, che come avremo modo di apprendere qui di seguito, sono stati innalzati con l’ultima legge di bilancio, e si distinguono in obbligatori e facoltativi.

Invero, il lavoratore può richiedere, oltre ai giorni obbligatori riconosciuti per legge, anche l’aggiunta di un ulteriore giorno di congedo (facoltativo), il quale dovrà essere scalato da quello che spetta alla madre del bambino, o meglio vi dovrà rinunciare.

Congedo di paternità: chi può fare domanda e come?

Come pocanzi anzidetto, è legittimato a richiedere il congedo il lavoratore dipendente divenuto padre, anche nel caso in cui si acquisti la paternità per adozione, e ciò varrà dal momento in cui il bambino entrerà a far parte della famiglia. La domanda deve essere presentata dal lavoratore al proprio datore di lavoro, almeno 15 giorni prima del periodo di astensione, ovvero, della data presunta di nascita del figlio.

Diversamente, se l’indennità rientra tra quelle che debbono essere direttamente pagate dall’Inps (cassa integrazione, cessazione attività, agricoltura, lavori domestici o stagionali) [5], la domanda andrà presentata in via telematica, nel dettaglio mediante:

  • il sito Inps, qualora si è in possesso del Pin dispositivo;
  • contact center integrato (803164 oppure 06164164);
  • patronati e servizi telematici offerti dagli stessi.

Congedo di paternità: le novità del 2018

A partire dal 1° gennaio 2018 i giorni di congedo obbligatori, di cui potranno avvalersi i neo-papà per i figli nati o adottati nell’anno, sono aumentati. Invero, con la Legge di bilancio 2018, alla quale hanno fatto seguito i chiarimenti dell’Inps [6], l’astensione dal lavoro per coloro che sono divenuti papà nell’anno 2018 è stata interessata dalle seguenti novità:

  • innalzamento da 2 a 4 giorni, da godere anche in via non continuativa bensì ad ore, per l’astensione dal lavoro in virtù del congedo obbligatorio;
  • reintroduzione del congedo facoltativo di un giorno, che preme rammentare essere stato sospeso nell’anno 2017.

Restano immutate invece le modalità richieste per fruirne.

In merito, il congedo dovrà essere utilizzato entro i primi 5 mesi di vita del bambino. Inoltre, la domanda di congedo obbligatorio (autodichiarazione) dovrà essere presentata, nei modi sopradescritti, almeno 15 giorni prima della presunta nascita, con l’indicazione delle giornate in cui si sarà assenti dal lavoro. Di converso, per il congedo facoltativo, sarà necessario allegare all’istanza la dichiarazione di rinuncia, da parte della madre, ad un giorno di congedo di maternità. Quest’ultima dichiarazione dovrà essere presentata anche al datore di lavoro della madre lavoratrice. Di talché, al lavoratore neo papà potrà essere riconosciuto un ulteriore giorno di congedo, da sommarsi ai 4 obbligatori previsti per legge, solo nel caso in cui rinunci alla propria giornata di congedo per maternità la madre del bambino.

I giorni di congedo totali, dunque, di cui può fruire un papà lavoratore dipendente per i figli nati o adottati nel 2018, sono pari a 5 giorni (4 obbligatori ed 1 facoltativo).

Quando le novità del 2018, in tema di congedo di paternità, non si applicano?

L’Inps, nei diversi messaggi che ha fatto seguire alla Legge che ha rinnovato il diritto al congedo di paternità, ha precisato che di tale innalzamento e di tutto ciò che ne comporta non potranno beneficiarne i papà lavoratori che hanno o andranno ad inoltrare la richiesta in relazione ai figli nati/adottati nell’anno 2017. Per quest’ultimi, infatti, il congedo obbligatorio riconosciuto sarà pari a 2 giorni, anche se concretamente saranno goduti nell’anno corrente 2018.

Retribuzione congedo di paternità, a quanto ammonta?

Per quanto concerne il trattamento economico, al lavoratore diventato padre spetta un’indennità giornaliera, sia che rientri nel congedo obbligatorio che facoltativo, pari al 100% della retribuzione lorda giornaliera. Prassi vuole che la stessa venga anticipata in busta paga dal datore di lavoro, il quale poi richiederà il rimborso all’Inps. Altresì, lo stesso è tenuto a comunicare all’Istituto di previdenza sociale le giornate utilizzate a titolo di congedo, mediante la denuncia contributiva mensile. Preme rilevare che dal punto di vista previdenziale le giornate di assenza sono coperte da contribuzione valida a fini pensionistici.

Indennità congedo di paternità, da chi viene pagata?

A corrispondere l’indennità è sempre e comunque l’Inps, anche se, il più delle volte, il lavoratore se la vedrà anticipare dal proprio datore di lavoro, al quale poi andrà rimborsata. Vi sono casi, però, in cui il pagamento deve essere effettuato direttamente dall’Inps, senza il tramite del datore. Trattasi, nel dettaglio, dei casi in cui i beneficiari siano lavoratori agricoli e/o stagionali.

note

[1] Legge n. 92/2012 “Legge Fornero”

[2] Art. 4, comma 24, lett. a, L. 92/2012

[3] Legge di Bilancio n. 232 del 2017

[4] Art. 28 D.Lgs. 151/2001

[5] Messaggi Inps nn. 18529 e 28997 del 2010

[6] Messaggio Inps n. 894 del 27.02.2018


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