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Miscellanea La prima casa non sarà pignorabile: i nuovi limiti ad Equitalia

Miscellanea Pubblicato il 15 giugno 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 15 giugno 2013

Col decreto del fare stop ai pignoramenti prima casa da parte di Equitalia, aumento a 50.000 euro del debito per potersi procedere ad espropriazione; no case di lusso e capannoni; non sarà pignorabile l’ultimo emolumento dello stipendio

Arriva oggi al Consiglio dei Ministri il “Decreto del fare” contenente tutte le novità che intende introdurre il Governo Letta per rilanciare l’economia e il fronte fiscale.

All’ordine del giorno figurano diversi punti di cruciale importanza, come i temi della giustizia, il sovraffollamento carcerario e il piano sicurezza. Si parlerà, inevitabilmente, anche di Iva.

Con il “Decreto del fare”, l’Esecutivo intende rivedere i poteri di Equitalia, soprattutto per le espropriazioni di beni di imprese e prime case. Per quest’ultime infatti l’agente della riscossione potrà mantenere le garanzie (ipoteche) e la prelazione nell’incasso del credito vantato in caso di vendita all’asta, ma non potrà più procedere all’espropriazione dell’immobile se prima casa.

Il provvedimento non interessa le case di lusso incluse nelle categorie catastali A1, A8 e A9. Inoltre, per tutti gli immobili, il recupero coattivo potrà essere messo in atto da Equitalia solo se il debito supera i 50mila euro (oggi la soglia è fissata in 20mila euro).

Per i capannoni, i pignoramenti si limiteranno a un quinto.

Novità anche per chi paga a rate: in caso di difficoltà, per decadere dal piano di dilazione bisognerà aver omesso il pagamento non più di due rate bensì di cinque. Dunque, solo dopo il mancato pagamento di cinque scadenze si perde il beneficio della rateazione.

L’esattore, inoltre, non potrà mai più mettere mano sull’ultimo emolumento o sull’ultima pensione accreditati al debitore in caso di pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione.

note

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Articolo di Eugenio Bruno e Marco Mobili, II Sole 24 Ore del 15.06.13, pag. 3 e 5.


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