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Professionisti: l’INPS annulla le cartelle pazze per richieste di pagamento non dovute

15 giugno 2013


Professionisti: l’INPS annulla le cartelle pazze per richieste di pagamento non dovute

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 giugno 2013



Ammettiamo di aver sbagliato: dall’INPS fanno sapere che circa quattromila verifiche antievasione saranno annullate nei confronti dei professionisti cui sono stati chiesti degli importi non dovuti.

L’Inps ha annunciato che le verifiche antievasione fatte per errore nei confronti dei professionisti saranno annullate. Interessati dal provvedimento circa tremila o quattromila professionisti: biologi, geologi, psicologi, agronomi, periti industriali e dottori commercialisti.

Chi fra questi ha ricevuto una cartella di pagamento per i contributi non versati nel 2007 e la comunicazione dell’iscrizione d’ufficio alla gestione separata, riceverà nei prossimi giorni l’avviso di rettifica con il quale si annulla quanto richiesto erroneamente.

Ricordiamo che, nel 2009, con l’operazione Poseidone, numerosi professionisti di oltre 65 anni in pensione si sono visti arrivare accertamenti fiscali per non aver versato i contributi sui redditi prodotti negli anni passati.

La questione era sorta per il contrasto tra due norme: da un lato la legge 335/95 che prevede che, su ogni reddito prodotto, il professionista è tenuto a pagare i contributi previdenziali. E dall’altro i regolamenti delle casse, che escludevano il pagamento dei contributi per i professionisti che continuavano a esercitare anche dopo il pensionamento.

La vicenda si chiuse con l’approvazione della legge n. 211 del 2011 che ha previsto, a partire dal primo gennaio 2012, per tutti i professionisti con età superiore a 65 anni, una contribuzione ridotta alla propria cassa di previdenza.

Dunque, come si evince, per i professionisti è solo l’istituto pensionistico di categoria che può contestare una eventuale evasione contributiva. E basta vedere come è cresciuta negli ultimi anni l’azione di contrasto delle Casse contro gli inadempienti per capire come il fenomeno sia già monitorato.

Per chi non dovesse ricevere la rettifica il proprio ente di previdenza mette a disposizione il format di autotutela.

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