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Dipendenza da smartphone? Arriva un’App per combatterla

11 giugno 2018


Dipendenza da smartphone? Arriva un’App per combatterla

> Business Pubblicato il 11 giugno 2018



La nuova App è pensata per aiutare a sconfiggere la dipendenza da smartphone attraverso una tecnica particolare. Vediamo di che si tratta. 

Si chiama Siempo la nuova App lanciata per combattere la dipendenza da smartphone. Sembra paradossale che la cura contro lo smartphone venga dallo smartphone stesso eppure è così. Questa App parte dalla considerazione che  tra le cause principali della dipendenza da smartphone vi sia la massiccia presenza di applicazioni installate, per cui ciascun utente si trova per una ragione o per un’altra sempre nella necessità di prendere in mano lo smartphone e smanettarci. Con l’installazione di Siempo, l’utilizzo delle altre App, però, diventerà più limitato. Vediamo perché?

Siempo: come funziona?

Attualmente scaricabile in forma del tutto gratuita, l’installazione di Siempo sullo smartphone fa sì che le altre App vengano private del loro classico logo identificativo, ragion per cui le stesse diventano meno invitanti e, dunque, meno cliccate. Siempo, però, ha anche altre numerose funzioni che hanno l’obiettivo di limitare l’uso dello smartphone: ad esempio, attraverso il sistema restrittivo delle notifiche, consente di impostare le notifiche di WhatsApp ogni mezzora, o ogni ora, o quando si vuole così da poter andare a controllare la chat con una frequenza prestabilita e non ogni volta che si sente il suono del messaggio ricevuto. Il design, inoltre, è pensato per  distrarre il meno possibile: le app vengono organizzate in sotto-menù e identificate da singole lettere. In questo modo è più difficile trovarle e, quindi, viene meno anche la voglia di aprirle. La posizione delle icone, inoltre, è casuale ad ogni apertura.

Non è la prima volta che startup e programmatori si cimentano nella realizzazione di un’App finalizzata a diminuire l’utilizzo dello smartphone. Infatti, soprattutto tra i più giovani del Nord Europa, si è diffusa un’altra App, denominata Hold, che invece disincentiva l’uso del cellulare promettendo un guadagno. L’obiettivo è, come detto, il medesimo: allentare quella dipendenza che sta dilagando tra tutti i possessori di uno smartphone, qualunque sia la loro età. Al momento questa applicazione, partita dalla Norvegia, è sbarcata nel Regno Unito e probabilmente, a breve, diventerà ancora più diffusa in tutta Europa. Il suo nome è Hold che letteralmente vuol dire trattenersi, attendere, resistere. Ma resistere a cosa? Alla tentazione di prendere in mano lo smartphone e consultare continuamente i social per esempio.

L’app non prevede sanzioni per chi usa lo smartphone senza limiti, ma l’utente che lo stacca per almeno venti minuti di fila guadagna punti e poi incassa dei premi. Questi premi vanno da semplici biglietti del cinema fino a viaggi intorno al mondo. La nuova applicazione ha ricevuto un notevole consenso: in Norvegia è utilizzata da quasi la metà degli studenti, circa il 40% e anche in Gran Bretagna ha riscosso tantissimo successo.

La necessità di una disintossicazione dal mondo social e dall’esigenza di essere sempre connessi sembra provenire da più parti. Il dibattito sul tema è molto caldo: nei giorni scorsi due importanti azionisti hanno invitato la Apple a fare qualcosa per evitare che i bambini diventino troppo dipendenti dall’iPhone. Le medesime richieste sono state avanzate anche a Mark Zuckerberg.

In Europa la necessità di limitare l’uso degli smartphone e dei tablet ai bambini sta partendo dalle scuole, attraverso la sensibilizzazione e le regole. In Francia, ad esempio, sono stati banditi dalle scuole.

In Italia il Ministero dell’Istruzione ha proposto un decalogo di regole elaborato da un gruppo di consulenti del Ministro Fedeli che propongono di superare il divieto di usare il telefonino in classe sancito da una circolare del 2007 (voluta dall’allora Ministro Giuseppe Fioroni che li aveva vietati dopo i primi casi di cyberbullismo). Secondo gli esperti atteso che il telefonino è nelle mani di tutti ed è una realtà oramai irrinunciabile, rifiutare che entri a scuola non è la soluzione. Meglio negoziare un uso responsabile.

Le regole per l’uso del cellulare in classe non prevedono chiamate nè messaggi, ma consentono l’uso di geolocalizzazione, social network e app per momenti come visite ai musei, gite e lezioni interattive.

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