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Torna la mediazione obbligatoria con il “decreto del fare”

16 giugno 2013


Torna la mediazione obbligatoria con il “decreto del fare”

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2013



Con la nuova conciliazione obbligatoria preventiva, saranno considerati mediatori tutti gli avvocati di diritto; incluse tutte le materie della precedente mediazione, salvo i sinistri stradali.

È stata reintrodotta la mediazione civile obbligatoria come condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria: il provvedimento che ha reinserito il tanto discusso istituto è stato approvato, dal Consiglio dei Ministri, lo scorso sabato 15.06.2013, con il decreto detto “Decreto del Fare”.

Al momento il Governo Letta non ha diffuso il testo integrale del D.L., tuttavia ha diffuso un comunicato con il riassunto del decreto stesso, contenente una presentazione dettagliata per come diffusa agli organi di stampa.

Nel ripristinare la mediazione civile obbligatoria, il Governo ha intesto accogliere le proposte che erano state avanzate dall’avvocatura. Ecco quindi le diversità della nuova mediazione rispetto a quella che, invece, lo scorso ottobre, la Consulta aveva dichiarato incostituzionale:

Materie: no sinistri stradali

Non rientreranno nella mediazione obbligatoria le liti relative ai danni da circolazione stradale. Restano confermate invece le altre materia, dal condominio alle successioni.

Sono quindi comprese le cause relative a condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Mediazione prescritta dal giudice

È stata introdotta una mediazione prescritta dal giudice, che opera fuori dai casi della mediazione obbligatoria preventiva, e sempre per quanto attiene ai diritti disponibili.

Si tratta di una mediazione endoprocessuale, da parte del giudice che deve formulare una sua proposta transattiva: la parte che rifiuta senza motivo si espone al rischio di eventuali responsabilità processuali in quanto il suo rifiuto della proposta costituisce comportamento valutabile ai fini del giudizio.

Gratuità o abbattimento dei costi

La mediazione sarà interamente gratuita per tutti i soggetti che, nel corrispondente giudizio, hanno diritto all’ammissione al gratuito patrocinio.

Per i restanti casi è prevista la forfettizzazione e abbattimento dei costi della mediazione, in particolare di quella obbligatoria, attraverso la previsione di un importo contenuto, comprensivo delle spese di avvio, per l’incontro preliminare.

Incontro preventivo

Viene previsto un incontro preliminare, informativo e di programmazione, in cui le parti, davanti al mediatore, verificano con il professionista se sussistano effettivi spazi per procedere alla mediazione.

Durata

La mediazione avrà una durata di massimo tre mesi invece di quattro. Decorso tale termine, il processo potrà essere iniziato o proseguito.

Titolo esecutivo

Per divenire titolo esecutivo e per potersi iscrivere ipoteca giudiziale, l’accordo concluso davanti al mediatore deve essere non solo omologato dal giudice, ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti. Dunque, è stato accolto l’accorato appello proposto dalla avvocatura – con un interessante compromesso – della necessità della presenza dei legali alla conciliazione.

Qualifica di mediatori

Gli avvocati che esercitano la professione saranno considerati, di diritto, con la qualifica di mediatori. Con buona pace di quanti, invece, in passato, avevano speso elevati importi per i corsi di formazione.

Conseguenze

Quando, all’esito del primo incontro di programmazione con il mediatore, il procedimento si conclude con un mancato accordo, l’importo massimo complessivo delle indennità di mediazione per ciascuna parte, comprensivo delle spese di avvio del procedimento, è di 80 euro, per le liti di valore sino a mille euro; di 120 euro, per le liti di valore sino a 10 mila euro; di 200 euro, per le liti di valore sino a 50 mila euro; di 250 euro, per le liti di valore superiore. E chi non partecipa alla mediazione paga una somma pari al contributo unificato per la lite.

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5 Commenti

  1. Concordo pienamente con Roberto. Vi sarebbero 1000 considerazioni da fare al riguardo, ma non ne vale la pena. Tanto alla fine con il “consueto” Decreto Legge fanno quello che vogliono. W l’Italia!

  2. Non credo sia giusto che gli avvocati siano mediatori di diritto.
    La professione di mediatore differisce profondamente da quella di avvocato.
    Mi permetto di fare questa considerazione poichè ho ricoperto entrambi i ruoli.
    Sarebbe stato più corretto inserire l’obbligo di scelta tra la professione di avvocato e quella di mediatore.
    Anna

  3. Grazie Letta. Ho speso 700 Euro per fare il Corso e nessuno che mi abbia chiamato a fare il mediatore in una pratica.
    Adesso Tutti gli avvocati lo sono di diritto….

  4. Anch’io ringrazio visto che ne ho spesi 1.500 oltre ad altri 100 per un aggiornamento! Concordo con tutti gli altri commenti!!

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