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Tasse sui condizionatori: quali sono e chi deve pagarle?

13 giugno 2018


Tasse sui condizionatori: quali sono e chi deve pagarle?

> Business Pubblicato il 13 giugno 2018



Aria condizionata: quali spese e tasse si pagano sul condizionatore? Chi deve pagare la tassa sul condizionatore? Cos’è il libretto d’impianto per la climatizzazione e per chi è obbligatorio il bollino blu? Scopriamolo insieme.

Ogni anno si attende l’estate con trepidazione, salvo poi lamentarsi per il forte caldo quando arriva. Ed ecco che comincia la corsa al condizionatore, al fine di godere del necessario refrigerio almeno in casa o sul posto di lavoro.

Sul punto, abbiamo già parlato dei bonus e delle agevolazioni fiscali previste per l’istallazione di un condizionatore in casa o in ufficio. Leggi in proposito: Bonus condizionatori 2018: cos’è e come funziona. Ricordiamo, inoltre, che le agevolazioni valgono anche nel caso di condizionatori portatili, quelli cioè per i quali non è necessaria l’installazione, ma che si possono spostare all’occorrenza di stanza in stanza. Per saperne di più, leggi: Condizionatori portatili: bonus e agevolazioni.

L’installazione e l’utilizzo del condizionatore, tuttavia, implica delle cautele da tenere bene a mente, soprattutto quando ciò avviene all’interno di un condominio, dove i rumori causati dall’apparecchio potrebbero arrecare disturbo alla quiete o, ancora, ledere la facciata e l’armonia architettonica del palazzo. Per questi motivi, è molto importante sapere a cosa fare attenzione quando si vuole installare un condizionatore, cosa fare nel caso in cui il condizionatore generi un rumore fastidioso durante il suo funzionamento ed, inoltre, come comportarsi e come difendersi nel caso in cui tutto ciò sia addebitabile al comportamento superficiale di un inquilino. Di tanto abbiamo parlato nell’articolo Condizionatore rumoroso: cosa fare e come difendersi, al quale rimandiamo per tutti i dettagli. In questo approfondimento, invece, risponderemo ad un altro interrogativo che si pongono i contribuenti al momento di acquistare un condizionatore, vale a dire: quali tasse si pagano sul condizionatore? Chi deve pagare la tassa sul condizionatore? Scopriamolo insieme, facendo prima le dovute premesse.

Installazione condizionatore: cosa sapere e come fare

Per installare il condizionatore ci si deve avvalere – a meno che non si abbiano proprie competenze e capacità specifiche – dell’aiuto di un professionista che, proprio grazie al lavoro svolto, conosce già (o almeno dovrebbe) le regole da osservare e rispettare nella fase di montaggio del condizionatore. Di regola, dunque, è vietato il fai-da-te.

Quindi, una volta acquistato il condizionatore, il passo successivo è quello di contattare una ditta di installazione certificata (a meno che non lo acquistiamo direttamente tramite la ditta stessa), che una volta terminata l’installazione ci rilascerà una dichiarazione di certificazione, che dobbiamo conservare. È sufficiente, dunque, chiamare una ditta abilitata e il gioco è fatto. Per i condizionatori domestici in linea generale non dobbiamo neanche chiedere specifiche autorizzazioni, perché la loro installazione rientra tra gli interventi di manutenzione ordinaria, a meno che non esistano particolari vincoli storici o paesaggistici.

In un contesto condominiale o aziendale, tuttavia, le premure devono aumentare, poiché entrano in gioco fattori legati:

  • al decoro della facciata dell’immobile;
  • alla vicinanza con altri appartamenti;
  • al rischio di rumori del condizionatoreche potrebbero arrecare fastidi non trascurabili.

Di tutto ciò, è vero, dovrebbe occuparsi l’idraulico, il muratore, l’elettricista o chicchesia incaricato di installare il condizionatore ma, seppur ci si fidi ciecamente, e senza voler scoraggiare i lettori sulla buona riuscita della installazione, è bene che si presti ugualmente la giusta attenzione, al fine di salvaguardare ulteriormente se stessi, la propria famiglia e i condomini presenti nello stabile. Se non altro per evitare anche beghe successive che potrebbero creare un malcontento generale, nonché soldi se si finisce in causa per immissioni intollerabili.

Condizionatore: quali tutele in fase di montaggio

Chi si appresta a far eseguire il montaggio del condizionatore, deve prestare attenzione a:

  • che gli operatori dispongano di dispositivi di protezione individuale, essenziali soprattutto negli interventi da eseguirsi in modo sicuro sulla facciata, ad esempio quando il motore deve essere installato all’esterno dell’appartamento;
  • che l’impianto sia a norma, al fine di garantire una sicurezza a livello elettrico;
  • che il tubo di scarico non venga inserito nel pluviale condominiale. In merito, giova ricordare che il fine ultimo della tubatura è quello di consentire lo smaltimento dell’acqua piovana. Pertanto, l’inserimento del tubo di scarico nel pluviale condominiale ne rappresenterebbe un’alterazione illegittima;
  • che l’assemblea condominiale sia stata avvisata mediante l’amministratore, anche se non sono necessarie autorizzazioni di alcun genere;
  • che il rumore prodotto durante lo svolgimento dei lavori non superi quello consentito della normale tollerabilità e che sia circoscritto agli orari previsti per legge, ovvero dalle 7.00 alle 14.00 e dalle 16,00 alle ore 22,00.

E’ importante osservare che sussistano tali condizioni poiché, in caso di inosservanza, sarà chiamato a risponderne direttamente il proprietario dell’appartamento.

Condizionatori: ogni quanto fare la manutenzione?

Una volta acquistato e installato il condizionatore, è ovviamente indispensabile controllarne il corretto funzionamento, magari effettuando un controllo a inizio stagione sui filtri e sul motore. Ma non è finita qui. Dal 2014, infatti, una norma [1] ha reso obbligatori i controlli e la manutenzione sugli impianti termici, tra cui sia caldaie e normali impianti di riscaldamento  sia condizionatori.

Attenzione però. Il controllo non è obbligatorio su tutti i condizionatori. Ma solo su quelli con una potenza superiore a 12 kilowatt. In pratica, di norma quelli di uso domestico restano fuori da questa incombenza. Vi rientrano, tuttavia, quelli installati nelle aziende, che superano la potenza di 12 kilowatt.

Condizionatori: è obbligatorio il bollino blu?

Tornando alla norma entrata in vigore nel 2014, questa ha reso obbligatori i controlli sull’efficienza energetica di tutti gli impianti termici utilizzati per il riscaldamento invernale e la climatizzazione estiva. In pratica su caldaie e condizionatori. Effettuare questi controlli significa ottenere, da parte della ditta che viene a casa nostra ad effettuare questa operazione, un bollino blu. Questo certifica che il nostro impianto è a norma.

La legge in questione, tuttavia, obbliga questi controlli periodici per il bollino blu solo su alcuni tipi di condizionatori: quelli con una potenza termica maggiore di 12 kilowatt. Una potenza simile di solito è riservata ai condizionatori installati nei grandi spazi, quelli delle aziende o i negozi.

Per capire meglio: un normale condizionatore monosplit che installiamo in casa arriva generalmente a 3,5 kilowatt, quindi non necessita di questo controllo e del relativo bollino blu. Se, però, abbiamo un appartamento enorme e optiamo per un condizionatore di grossa potenza (superiore a 12 kilowatt)sarà necessaria l’apposizione del bollino blu. E quindi dobbiamo periodicamente (ogni 2 o 4 anni) chiamare la ditta, prenotando l’operazione di manutenzione e controllo dell’efficienza termica. Controllo che poi dovrà essere trasmesso al catasto regionale degli impianti termici.

Ci sono tasse sui condizionatori?

Ciò posto, possiamo rispondere alla domanda che ci siamo posti ad incipit del presente articolo, vale a dire: quali sono le tasse sui condizionatori e chi deve pagarle?

Sul punto, è bene innanzitutto precisare che non esiste una legge che abbia introdotto un tot di euro da pagare per il solo fatto di possedere un condizionatore in casa. Dunque, sui condizionatori non esiste una vera e propria tassa da pagare. Per intenderci: non esiste alcuna tassa sull’aria condizionata. Ciò non toglie che ci sono, comunque, degli esborsi economici che chi installa o acquista un condizionatore sarà chiamato ad affrontare, vale a dire i costi:

  • del libretto d’impianto per la climatizzazione (come quello delle caldaie). E questo è un obbligo che vale sia per i condizionatori con potenza superiore a 12 kw sia per quelli con potenza minima [2]. Almeno è così nella maggior parte delle regioni italiane. Ed infatti, tutti gli impianti termici (caldaie e condizionatori) devono avere il libretto di impianto. Il responsabile dell’impianto è tenuto a custodirlo e conservarlo, per metterlo a disposizione di eventuali ispezioni;
  • dell’operazione di controllo sull’impianto e del bollino blu che ci verrà rilasciato. Questo, ribadiamolo, solo se in casa nostra o nella nostra azienda abbiamo installato un mega condizionatore con potenza termica superiore a 12 kilowatt.

note

[1] D.p.r. n. 74/13 del 16 aprile 2013.

[2] Decreto 10 febbraio 2014.

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