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Pensione casalinghe: quanti soldi spettano?


Pensione casalinghe: quanti soldi spettano?

> Business Pubblicato il 14 giugno 2018



Fondo casalinghe: a quanto ammonta la pensione? Vediamo cos’è e come funziona la pensione casalinghe, quali i requisiti, come fare domanda e quanti soldi spettano

La pensione casalinghe è una particolare misura economica prevista a beneficio delle persone che svolgono lavori di cura familiare. Più nel dettaglio, la pensione casalinghe spetta alle persone di ambo i sessi che svolgono, a titolo gratuito, attività di assistenza e cura della famiglia e della casa a tempo pieno e senza essere pagate o retribuite in alcun modo. Dunque, anche se per semplicità parliamo solo di casalinghe, la misura è diretta ad entrambi i sessi, quindi sia alle casalinghe che ai casalinghi. Ebbene, proprio per queste persone, nel 1997 è stato istituito presso l’Inps il cosiddetto Fondo Casalinghe, vale a dire un Fondo di previdenza che garantisce una pensione di vecchiaia o una pensione di inabilità, nel caso in cui il soggetto richiedente sia nell’impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, a prescindere dall’età. Quando si parla di pensione casalinghe, la domanda più frequente è: quanti soldi spettano? A tanto risponderemo nel presente articolo. Prima, però, cerchiamo di fare chiarezza. Vediamo allora cos’è e come funziona la pensione casalinghe.

Pensione casalinghe: cos’è?

In concreto, la pensione casalinghe consiste nella possibilità per tutte quelle donne o uomini che hanno dedicato la propria vita all’esclusiva cura dei familiari o della casa, di accedere alla pensione di vecchiaia a 57 anni avendo versato solo 5 anni di contributi all’Inps o, in alternativa, alla pensione di inabilità. Come anticipato, anche se parliamo per semplicità di casalinghe, la misura è diretta ad entrambi i sessi. Ebbene, i soggetti iscritti regolarmente al Fondo casalinghe, a determinate condizioni, possono ricevere una pensione di vecchiaia o di inabilità.

Vediamo, dunque, chi può iscriversi al Fondo casalinghe, i requisiti necessari e come fare domanda d’iscrizione per la pensione casalinghe.

Fondo casalinghe: chi può iscriversi?

Al Fondo casalinghe, possono iscriversi le persone in possesso dei seguenti requisiti.

Donne e uomini di età compresa tra i 16 ed i 65 anni che:

  • svolgono lavoro in famiglia connesso con responsabilità familiari, senza essere retribuiti e senza vincoli di subordinazione;
  • non sono titolari di pensione diretta;
  • non svolgono un’attività lavorativa dipendente o autonoma che preveda l’obbligo di iscrizione ad una cassa previdenziale o specifico ente;
  • svolgono un lavoro part time (a patto che gli orari fra lavoro part-time e lavoro casalingo siano conciliabili).

Pensione fondo casalinghe: quali prestazioni

Le prestazioni che vengono erogate con il fondo casalinghe sono le seguenti:

  • pensione di inabilità, con almeno 5 anni di contributi, a condizione che sia intervenuta l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa;
  • pensione di vecchiaia, a partire dal 57° anno di età, a condizione che siano stati versati almeno 5 anni (60 mesi) di contributi.

La pensione di vecchiaia, però, viene liquidata a determinate condizioni, ovvero se l’importo maturato risulta almeno pari all’ammontare di 1,2 volte l’assegno sociale o, al compimento dei 65 anni a prescindere dall’importo maturato. La pensione erogata con il fondo casalinghe, in ogni caso, non può essere concessa ai superstiti.

Ma procediamo con più ordine.

Pensione casalinghe: quanto si paga di contributi?

L’importo da versare per le persone iscritte al Fondo è libero, ma solo versando un contributo mensile minimo, pari a 25,82 euro, l’Inps può accreditare 1 mese di contribuzione. In 1 anno, l’Istituto accredita, pertanto, i mesi che risultano dividendo l’importo totale versato per 25,82 euro, per cui se ad esempio nel corso del 2018 si sono versate 110 euro in totale, vengono riconosciuti 4 mesi di contributi.

Il pagamento dovrà essere effettuato tramite appositi bollettini di conto corrente postale inviati direttamente a casa dall’Inps in seguito all’iscrizione. Il pagamento dei contributi può avvenire in qualsiasi momento dell’anno, quindi non per forza al mese. Si consideri, inoltre, che i contributi versati all’Inps, possono essere completamente deducibili dal reddito in sede di dichiarazione dei redditi, anche per i familiari fiscalmente a carico.

Pensione casalinghe: a quanto ammonta?

La pensione casalinghe 2018 non è integrabile al trattamento minimo pensionistico e l’importo è da determinare secondo il calcolo contributivo. Come anticipato, sono a carico dell’Inps:

  • la pensione di inabilità, che viene concessa con almeno 5 anni di contributi, a condizione che sia intervenuta l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa;
  • la pensione di vecchiaia, che spetta a partire dal 57° anno di età, a condizione che siano stati versati almeno 5 anni di contributi e viene liquidata solo se l’importo maturato risulta almeno pari all’ammontare dell’assegno sociale maggiorato del 20%.

L’importo dell’assegno sociale per il 2018 è pari a 453 euro mensili.

Pensione di vecchiaia casalinghe

Dunque, la pensione di vecchiaia casalinghe può essere ricevuta dopo aver compiuto i 57 anni di età e con il versamento di almeno 5 anni di contributi. La pensione di vecchiaia casalinghe viene liquidata solo se l’importo maturato risulti almeno pari all’ammontare dell’assegno sociale maggiorato del 20%. Tale vincolo, tuttavia, viene meno se si è oltrepassata la soglia dei 65 anni di età.

Pensione casalinghe: come si calcola

Il calcolo dell’assegno avviene seguendo il metodo contributivo puro, ovvero quello che prevede la restituzione dei vari versamenti dividendo il totale versato in base alle aspettative di vita. Se si supera la soglia dei 65 anni di età verrà corrisposto un assegno annuale maggiorato del 5% rispetto ai versamenti effettuati in precedenza.

Pensione casalinghe: quanti soldi spettano?

Come anticipato, l’importo della pensione casalinghe viene calcolato con il sistema contributivo in base al montante versato nel corso degli anni e non è prevista una integrazione al minimo degli importi.

Per calcolare l’importo della futura pensione casalinghe bisogna prendere in considerazione due fattori:

  • il montante contributivo, vale a dire gli importi accantonati;
  • il coefficiente di trasformazione che aumenta al crescere dell’età (la percentuale che trasforma il montante contributivo in assegno pensionistico).

Ad esempio, versando per 40 anni l’importo minimo di 25,82 euro al mese, il montante contributivo al momento della pensione sarebbe di 12.393 euro che, rivalutato ipoteticamente a 20mila euro, porterebbe a una pensione annuale di poco più di mille euro e ad una pensione mensile di poco più di 80 euro. In questo caso, è chiaro, si tratterebbe più di una integrazione che di una pensione.

Versando il minimo, quindi, difficilmente si arriva a una pensione dignitosa. Per avere una pensione più alta, ovviamente, i versamenti mensili dovranno essere corposi. Ad esempio, con 3.500 euro l’anno per almeno 35 anni si otterrebbe una pensione di circa 500 euro mensili.

Pensione casalinghe: come fare domanda

È possibile effettuare l’iscrizione al Fondo per la pensione casalinghe, in qualsiasi periodo dell’anno, presentando domanda per via telematica all’Inps. La domanda può essere effettuata utilizzando uno di questi canali:

  • accedendo ai servizi telematici Inps, se si possiede il Pin (per sapere come ottenere il Pin Inps, leggi: Come ottenere Pin dell’Inps?);
  • contattando il numero verde dell’ente (803.164);
  • recandosi presso un Patronato o altri intermediari autorizzati, che provvederanno gratuitamente a trasmettere, per conto del cittadino, la domanda d’iscrizione al Fondo Casalinghe online.

Una volta presentata la domanda, se tutto è regolare, l’Inps procede ad accogliere la richiesta automaticamente e a dotare l’iscritto dei primi bollettini di conto corrente postale che gli serviranno per pagare il contributo mensile dovuto. Come anticipato, è possibile presentare domanda a partire dai 16 anni fino ai 65 anni. Una volta avvenuta l’iscrizione, questa conserva la sua validità anche se non vengono effettuati tutti i versamenti. In caso di mancato pagamento di qualche bollettino, infatti, l’istituto accrediterà i singoli mesi in base a quelli pagati. Inoltre, sono obbligati ad iscriversi, tutti i componenti del nucleo familiare, di età compresa fra i 18 e i 65 anni compiuti, che svolgono gratuitamente, in via esclusiva e non occasionale, attività in ambito domestico, per la cura della casa e della propria famiglia.

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