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Risparmi: tenerli sul conto o investire?

15 giugno 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 15 giugno 2018



Tenere i propri risparmi fermi sul conto corrente potrebbe essere una mossa poco produttiva, se non sconveniente e addirittura foriera persino di perdite. Vediamo perchè

Che gli italiani siano un popolo di risparmiatori è un fatto notorio. Propendono certamente più per la liquidità che per l’investimento, convinti che tenere i propri risparmi sul conto corrente sia la scelta economica più sicura e conveniente. In realtà, gli episodi recenti verificatisi nel sistema bancario, hanno indotto a confermare – se non ad incrementare – questo trend, attesa la profonda sfiducia dei clienti nelle proposte di investimento delle banche.

Certamente è da dire che il conto corrente oggi giorno è uno strumento indispensabile per gestire il denaro. Infatti, con il contratto di conto corrente la banca si impegna a custodire il denaro in esso depositato ed offre servizi di cassa per conto del cliente come come versamenti e prelievi, pagamenti, accredito stipendio, accredito pensioni, domiciliazione delle utenze, bonifici, assegni, rilascio carte di debito e carte di credito ecc.

Per questo motivo il conto corrente si rivela un prodotto sicuro, ma non per questo esente da rischi. Infatti, tenere i risparmi sul conto corrente non è così conveniente come si crede. Ci sono diverse ragioni, spesso ignote ai risparmiatori, che potrebbero indurli a scegliere di investire i propri risparmi o parte di essi, piuttosto che tenerli depositati sul conto corrente.  Vediamone alcuni.

Rendimento vicino allo zero e inferiore dell’inflazione

Come detto, tenere la maggior parte dei propri risparmi sul conto corrente, potrebbe non essere molto conveniente per diversi ordini di ragioni. Ciò accade, ad esempio, nel caso in cui i risparmi hanno un rendimento negativo, in quanto cioè si è verificata una perdita del loro potere di acquisto. Ciò vuol dire che con la stessa somma risparmiata, col trascorrere del tempo sarà possibile comprare sempre meno beni.  Facciamo un esempio: poniamo il caso di un soggetto che intenda comprare una casa al prezzo di 100mila euro, ma preferisce attendere e tenere i soldi sul conto corrente. Col trascorrere del tempo, per via dell’inflazione, i soldi depositati sul conto corrente non saranno sufficienti per coprire l’aumento di prezzo che l’immobile avrà subito a causa dell’inflazione.

Il conto corrente non sempre è gratuito

Tenere i soldi depositati sul conto corrente non sempre è una scelta economica vantaggiosa. Infatti, come noto i conti correnti con più di 5mila euro di liquidità sono soggetti al pagamento dell’imposta di bollo fissa annua pari a circa 34,2 euro, con il peso fiscale che diminuisce all’aumentare del capitale depositato sul conto corrente. Ciò vuol dire che se sul conto corrente ci sono poco più di 5mila l’imposta di bollo è pari al 7 per mille del capitale, mentre nel caso in cui ce ne siano più di 10mila questa è pari al 3,5 per mille. Da ciò consegue che chi tiene sul conto poco più di 5mila euro sarà chiamato a pagare proporzionalmente di più di chi ha dei risparmi pari ad almeno il doppio. Per questa ragione, tenere in banca risparmi di poco superiori a 5mila euro potrebbe essere una scelta economicamente svantaggiosa, soprattutto alla luce dell’esistenza di prodotti finanziari che scontano una imposta di bollo pari al 2 per mille.

Risparmi: conviene depositarli o investirli?

Un ulteriore motivo per cui potrebbe non essere economicamente vantaggioso tenere i risparmi sul conto corrente è rappresentato da quello che viene definitivo il cosiddetto costo opportunità. Ciò significa che la stessa somma investita è certamente in grado di fruttare molto di più rispetto al caso in cui la stessa sia semplicemente depositata sul conto corrente.

Oltre a queste considerazioni, che potrebbero indurre già da sole a riconsiderare la possibilità di effettuare investimenti sicuri, vi sono delle ulteriori ragioni che potrebbero indurre i risparmiatori a non tenere molta liquidità sul conto corrente. Queste ragioni sono connesse a situazioni di rischio per il risparmiatore. Vediamo, dunque, quali rischi a lasciare troppi soldi depositati sul conto corrente.

Soldi sul conto corrente: quali rischi?

Come detto, ad erodere i risparmi depositati sul conto corrente ci pensa già da sola l’inflazione. Ma la perdita del potere di acquisto del denaro non è la sola causa di rischio. Infatti, ci sono numerose situazione di criticità che possono riguardare il deposito di somme considerevole di risparmi sul conto corrente. Pensiamo ad esempio all’applicazione delle regole del bail-in in caso di fallimento della banca. Come noto, infatti, nel caso di un fallimento bancario la legge prevede una lista dei soggetti a rischio di perdere i propri soldi: al primo posto vi sono gli azionisti, poi i cosiddetti creditori subordinati, seguono i creditori chirografari e, infine, i risparmiatori con depositi superiori a 100mila euro. Prima del bail-in, invece, quando una banca entrava in crisi, lo Stato interveniva per tutelare i correntisti ma oggi deve essere lo stesso Istituto di credito a far fronte ai debiti con le proprie risorse.

A questo rischio si aggiunga quello del pignoramento del conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate o ancora il rischio di un prelievo forzoso di denaro dal conto corrente, come è avvenuto nel 1992 quando il governo Amato in una notte effettuò il prelievo straordinario del 6 per mille dai risparmi degli italiani.

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