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Lavoro stagionale: quando spetta la disoccupazione

15 giugno 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 15 giugno 2018



Assegno di disoccupazione dopo un contratto di lavoro stagionale: vediamo quando è possibile chiedere la Naspi una volta giunti al termine di un lavoro stagionale, quali sono i requisiti per ottenerla, qual è la durata e la modalità di calcolo dell’indennità di disoccupazione

Con l’arrivo della bella stagione aumentano esponenzialmente le offerte di lavoro stagionale. Subito dopo l’estate, tuttavia, arriva settembre ed è inevitabile pensarci. Molti sono i giovani o i meno giovani che, alla ricerca di un lavoro, decidono di rinunciare alle vacanze per poter guadagnare qualcosa in più; consapevoli però che il tutto è destinato a non durare, in quanto trattasi di un lavoro legato esclusivamente alla stagione, che a settembre vedrà la sua fine. E se per tutti gli altri lavoratori settembre è un mese di “ripresa” dalle ferie; per i giovani che hanno passato l’estate a lavorare, settembre rappresenta il mese in cui oltre a dover recuperare le forze, bisognerà recuperare anche le speranze e l’ottimismo per tornare a distribuire curriculum e per fare i conti con quel poco che rimane nel portafoglio, destinato a diminuire giorno dopo giorno.

Se sei giovane o anche meno giovane e ti stai preparando ad un’estate di lavoro, sappi che, una volta concluso il contratto di lavoro stagionale, non ti ritroverai necessariamente senza un bel niente. Devi sapere, infatti, che avrai la possibilità di prendere la disoccupazione.

Ed infatti, l’indennità di disoccupazione Naspi è una prestazione a sostegno del reddito che l’Inps eroga anche a favore di chi, in presenza dei requisiti richiesti dalla legge, ha concluso un contratto di lavoro stagionale.

Qui troverai tutto ciò che c’è da sapere in proposito. Scopriamo allora quali sono le modalità per fare richiesta della disoccupazione dopo un contratto di lavoro stagionale, i requisiti richiesti, la durata del sussidio ed il suo ammontare. Ma procediamo con ordine.

Indennità di disoccupazione Naspi: cos’è?

L’indennità di disoccupazione Naspi (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego) rappresenta una delle più grandi novità targate Jobs Act [1], diretta, insieme alle altre misure previste, a riordinare la normativa sugli ammortizzatori sociali. Nello specifico, l’indennità di disoccupazione è un sussidio economico erogato a favore dei lavoratori disoccupati, che però sono alla ricerca attiva di lavoro. Ciò significa che i lavoratori disoccupati potranno fruire di tale contributo solo se provvedono con dedizione e costanza a cercare un altro impiego ed a partecipare ai servizi messi a tal fine a disposizione dai Centri per l’impiego.

Indennità di disoccupazione Naspi: chi ne può beneficiare

La legge ha dettato le condizioni che devono necessariamente sussistere al fine di riconoscere all’interessato, che ne ha fatto richiesta, l’indennità di disoccupazione.

Nel dettaglio, i requisiti richiesti sono i seguenti:

  • è necessario che la perdita del lavoro sia stata involontaria;
  • è necessario essere iscritti al Centro per l’Impiego con relativa dichiarazione dello Stato di Disoccupazione;
  • è necessario aver effettuato almeno 30 giornate di lavoro effettivo, per ogni anno;
  • è necessario possedere almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, le quali non siano state già oggetto di altra prestazione di disoccupazione.

Per quanto concerne più nel dettaglio il lavoro stagionale, inoltre, è necessario che detto rapporto di lavoro sia fondato su un contratto che preveda il versamento di contributi da parte del datore di lavoro;

Indennità di disoccupazione e lavoro stagionale: esempi pratici

Per meglio comprendere se e quando spetta l’assegno di disoccupazione dopo un contratto di lavoro stagionale, facciamo degli esempi pratici.

Se, per esempio, quest’anno si andranno a svolgere 15 settimane (dunque più delle 13 richieste) di lavoro stagionale, le stesse potranno essere cumulate con (ad esempio) le 5 settimane di lavoro svolte l’anno scorso, e richiedere al termine il sussidio.

Sempre ad esempio: se il lavoro che si andrà a svolgere quest’anno, nella stagione estiva, è di 11 settimane e l’anno scorso si è lavorato per soli 15 giorni, ovvero senza raggiungere il limite di 30 giornate di lavoro effettivo, i due periodi non potranno essere cumulati. Dunque, non potrà essere fatta richiesta del sussidio.

Altro caso è, invece, quando l’impossibilità di cumulare due periodi di lavoro, riconducibili ad anni diversi, consegua al fatto che uno degli stessi ha già dato luogo ad altra prestazione di disoccupazione.

Indennità di disoccupazione Naspi: come fare richiesta

Per vedersi corrispondere l’indennità di disoccupazione è necessario farne richiesta entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, pena la decadenza.

La richiesta può essere inoltrata telematicamente, ovvero tramite il sito dell’Inps, seguendo tale procedura:

  • cliccare sulla voce “Servizi online”, accedendo in tal modo all’elenco di tutti i Servizi;
  • selezionare “Servizi per il cittadino”;
  • cliccare su “Invio domande prestazioni a sostegno del reddito” ed accedere dunque alla sezione Naspi.

E’ bene sapere che è possibile rivolgersi, per l’inoltro della richiesta, anche ai Patronati, così come ad altri intermediari autorizzati ad inviare le richieste telematiche oppure al Contact Center 803 164.

Indennità di disoccupazione e lavoro stagionale: quali importi?

Il sussidio diretto a coloro che hanno perso involontariamente il lavoro di natura stagionale viene calcolato su base mensile. I criteri seguiti dall’Inps, al fine di calcolarlo, sono i seguenti:

  • le retribuzioni ricevute nel corso degli ultimi 4 anni;
  • il numero delle settimane di contribuzione versata durante i 4 anni;
  • il coefficiente da applicare pari a 4,33.

Tali dati sono rinvenibili direttamente dall’interessato accedendo al servizio telematico dell’estratto conto previdenziale, per cui è necessario il Pin Inps dispositivo.

Assegno di disoccupazione: come si calcola

Per calcolare autonomamente l’ammontare dell’indennità dovuta, si deve procedere così facendo:

  • sommare tutte le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali corrisposte negli ultimi 4 anni;
  • dividere il risultato ottenuto con la procedura del punto precedente, per il numero di settimane di contribuzione versata;
  • infine, moltiplicare il risultato per il coefficiente 4,3.

Se il risultato ottenuto è inferiore o uguale ad euro 1.208,15, il disoccupato avrà diritto a percepire un assegno pari al 75% di euro 1.195,00.

Diversamente, se dovesse essere superiore ad euro 1.208,15, al 75% si deve aggiungere l’ulteriore 25%, purché l’importo non superi la soglia di euro 1.314,30 al mese.

E’ bene rammentare che dal 4° mese in poi l’indennità di disoccupazione diminuisce del 3%, progressivamente, ogni mese.

Indennità di disoccupazione Naspi: quanto dura

La durata di erogazione di tale sussidio non è prestabilita, ma varia a seconda dei contributi posseduti. Quel che è certo, però, è che la sua durata effettiva è da considerarsi pari alla metà del periodo di lavoro svolto, senza prendere in considerazione quello che, seppur rientrante negli ultimi 4 anni, è stato già considerato per l’erogazione di un’altra prestazione di disoccupazione.

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