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Mamme: come funziona il bonus da 600 euro al mese

18 giugno 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 18 giugno 2018



Voucher baby-sitting di 600 euro al mese per le mamme lavoratrici: vediamo chi può presentare domanda, quali i requisiti richiesti, a quanto ammonta il bonus per pagare la baby sitter o l’asilo nido e tutte le novità in materia

A partire dal 2018, tutte le mamme lavoratrici, dipendenti o autonome, che rinunciano al congedo parentale, possono presentare domanda per ottenere il bonus erogato dall’Inps per pagare la baby sitter o per iscrivere il figlio all’asilo. Molte sono le novità introdotte sul punto, tant’è che l’Inps ha pubblicato delle istruzioni molto utili, nonché le regole da seguire al fine di beneficiare del contributo di 600 euro per l’acquisto di servizi di baby-sitting.

Se sei una mamma lavoratrice e ti stai chiedendo come poter fruire del Bonus baby sitter e asilo nido, sappi che questo articolo fa proprio al caso tuo. Vediamo allora cos’è il bonus baby sitter e asilo nido, come presentare la domanda, i tempi e le scadenze da osservare. Vediamo, inoltre, quali sono i requisiti richiesti, l’importo corrisposto e la durata del bonus baby sitter e asilo nido.

Bonus baby sitter e asilo nido: cos’è

Il Bonus baby sitter e asilo nido è un contributo erogato dall’Inps a sostegno del reddito e della natalità, riconosciuto a tutte le madri lavoratrici che decidono di tornare a lavoro subito dopo il congedo di maternità.

In altre parole, si tratta di una forma di sostegno economico alternativo al congedo parentale, grazie al quale le neo mamme, terminato il congedo di maternità (periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici dipendenti durante la gravidanza), possono decidere di tornare a lavorare, avvalendosi di un contributo economico da parte dell’istituto previdenziale che gli consenta di pagare chi le aiuterà nell’occuparsi del bambino, vale a dire la baby sitter o l’asilo nido.

Il contributo viene erogato dall’Inps mediante voucher telematici del valore di 600 euro per una durata di 6 mesi o di 3 mesi, nei casi in cui la neo mamma sia una lavoratrice autonoma iscritta alla Gestione Separata.

Bonus baby sitter e asilo nido: facciamo chiarezza

E’ bene fare attenzione a non confondere tale forma di ausilio, vale a dire i “voucher baby-sitting” (bonus baby sitter e asilo nido), con i voucher che, sempre erogati dall’Inps, precedentemente venivano usati per pagare le babysitter. Detti voucher, infatti, servivano al fine di mettere in regola la baby sitter occasionale, riconoscendogli così una copertura previdenziale ed assicurativa. Oggi gli ex voucher babysitter prendono il nome di Libretto di Famiglia.

A differenza degli ex voucher babysitter, il bonus di cui stiamo parlando nel presente articolo rappresenta la monetizzazione della rinuncia al congedo parentale.

Il bonus baby sitter e asilo nido, inoltre, non è da confondere con il bonus bebè, erogato mensilmente dall’Inps alle famiglie con Isee inferiore ai 25 mila euro l’anno, alle donne con figli nati dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017; né con il bonus asilo nido che, invece, viene riconosciuto solo in presenza di determinati requisiti ed è di importo pari a mille euro, erogato in 11 mesi.

Il bonus baby sitter e asilo nido, inoltre, è cosa diversa rispetto al “bonus mamma domani” che rappresenta un premio alla nascita di 800 euro erogato dall’Inps a favore delle neo mamme o gestanti dal settimo mese in poi.

Bonus baby sitter e asilo nido: i requisiti richiesti

Per presentare la domanda del bonus Inps utile per far fronte alla spesa della baby sitter o dell’asilo nido, la neo mamma deve rientrare in una delle seguenti categorie:

  • lavoratrice dipendente nel settore pubblico o privato;
  • lavoratrice iscritta alla Gestione Separata Inps (il beneficio avrà durata pari a 3 mesi);
  • libera professionista non iscritta ad altra forma previdenziale obbligatoria e non pensionata;
  • lavoratrice autonoma non parasubordinate (non iscritte dunque alla gestione separata dell’Inps) ed imprenditrice [1].

Possono giovarne anche le lavoratrici part-time, purché in possesso dei requisiti che seguono ed in misura proporzionale all’orario di lavoro.

Per quanto concerne i requisiti, essi sono:

  • aver rinunciato al congedo parentale, ovvero essere tornata a lavoro subito dopo il congedo di maternità;
  • presentare la domanda entro 11 mesi dal congedo di maternità.

Restano esclude tutte le lavoratrici che non sono tenute al pagamento di nessun servizio per l’infanzia, sia nel settore pubblico che privato e le mamme lavoratrici che già usufruiscono di un’altra agevolazione, rientrante in quelle previste dal Fondo per le Politiche relative alle pari opportunità.

Bonus baby sitter e asilo nido: quanti soldi spettano

L’ammontare del bonus di cui possono beneficiare le neo-mamme, per ogni mese di rinuncia del congedo parentale, è pari ad 600 euro.

La durata massima prevista è di 6 mesi, che diventano 3 per le lavoratrici autonome iscritte alla Gestione Separata e per le lavoratrici autonome non subordinate.

La richiesta del bonus può interessare anche la sola parte eccedente le mensilità rimaste a disposizione del congedo parentale, quando lo si è utilizzato in parte. Per il calcolo di quest’ultimo periodo non goduto sarà necessario prendere in considerazione anche le mensilità spettanti al padre del bambino.

Bonus baby sitter e asilo nido per le lavoratrici autonome

Come anticipato, i voucher erogati dall’Inps per pagare i servizi di baby sitter o l’asilo nido spettano anche alle neo mamme lavoratrici autonome, nel dettaglio alle seguenti categorie:

  • lavoratrici autonome ed imprenditrici;
  • pescatrici;
  • imprenditrici agricole;
  • commercianti;
  • artigiane;
  • coltivatrici dirette;
  • mezzadre;

I voucher, in questi specifici casi, hanno durata massima di 3 mesi, pari alle mensilità di congedo parentale, e possono essere richiesti entro l’anno di vita del figlio o d’ingresso in famiglia, se il figlio è adottato o affidato.

Le condizioni richieste per l’ottenimento sono:

  • conclusione del periodo di indennità di maternità;
  • che non sia passato 1 anno dalla nascita del figlio o dall’ingresso in famiglia;
  • che, al momento della presentazione della domanda, le mamme abbiano a disposizione almeno 1 mese di congedo parentale.

Diversamente, non possono beneficiare del bonus le mamme che, seppur lavoratrici, sono state esentate dal pagamento delle rete dei servizi per l’infanzia e che usufruiscono dei benefici erogati dal Fondo per le politiche dei diritti e delle pari opportunità.

Bonus baby sitter e asilo: le novità del 2018

La grande novità introdotta nell’anno corrente è relativa alla modalità mediante la quale utilizzare l’importo erogato dall’Inps per far fronte alle spese per la baby sitter o per l’asilo nido.

La procedura richiesta, infatti, è principalmente telematica e prevede la registrazione alla Piattaforma di Lavoro Occasionale e Libretto Famiglia, attraverso la voce “acquisto di servizi di baby-sitting”. Una volta avvenuta la registrazione, le madri potranno procedere all’appropriazione telematica del contributo, entro e non oltre i 120 giorni dall’accoglimento della domanda, pena la perdita del beneficio. Le lavoratrici beneficiarie saranno poi tenute ad inserire le prestazioni lavorative della baby sitter entro il giorno 3 del mese successivo rispetto a quello di svolgimento delle prestazioni stesse, al fine di garantire il pagamento nei termini di legge da parte dell’Inps.

Il bonus asilo nido, invece, prevede un importo sempre pari a 600 euro al mese, diretti a pagare la retta dell’istituto scelto. Condizione richiesta per l’erogazione, però, è che si scelga una struttura rientrante nell’elenco pubblicato sul sito Inps.

Bonus baby sitter e asilo nido: come fare domanda

La richiesta del contributo da spendere per servizi di babysitter o asilo nido può essere presentata:

  • telematicamente;
  • presso Caf, patronati o intermediari autorizzati, se non impossesso delle credenziali Inps.

Nella domanda è sempre bene fare molta attenzione ad indicare:

  • se si richiede il bonus per il servizio babysitter o per l’iscrizione al nido;
  • le mensilità per le quali si richiede il contributo, sempre compatibilmente ai limiti massimi consentiti, con riduzione delle mensilità di congedo parentale;
  • indicazione della struttura per l’infanzia, scelta tra quelle fornite ed elencate sul sito www.inps.it;
  • per le lavoratrici part time, l’indicazione del rapporto o rapporti di lavoro per i quali si richiede il beneficio.

Le domande potranno essere inoltrate entro e non oltre il 31 dicembre 2018, o comunque fino ad esaurimento dello stanziamento, pari a 40 milioni di euro.

Si rimanda alla pagina web: “Contributo baby sitting o asili nido: alternative al congedo parentale”, per tutte le informazioni e chiarimenti del caso.

Bonus babysitter e asilo nido: rinuncia

E’ possibile rinunciare in qualsiasi momento al beneficio, purché se ne dia comunicazione all’Inps che, dal canto suo, andrà a ripristinare la possibilità della neo mamma di avvalersi del congedo parentale per la restante parte.

note

[1] Legge di Stabilità 2016.

Autore immagine: Pixabay.com


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