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Nuova mediazione e riforma della giustizia: l’ira di Alpa

17 giugno 2013


Nuova mediazione e riforma della giustizia: l’ira di Alpa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 giugno 2013



Contro la reintroduzione a sorpresa della mediazione civile obbligatoria e le altre misure sulla Giustizia, il Presidente del CNF scrive una lettera dura al ministro Cancellieri.

Il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa, non appena venuto a conoscenza dell’approvazione, da parte del Governo, del “pacchetto sviluppo” (cosiddetto “Decreto del Fare”) ha inviato una lettera al ministro della Giustizia, Cancellieri, dai toni molto forti.

Nella missiva, Alpa dichiara di aver appreso le novità in materia di giustizia solo attraverso i comunicati stampa e ciò nonostante lo stesso ministro avesse, in precedenza, comunicato l’intenzione di procedere a una consultazione con tutti i soggetti interessati.

Nessuna concertazione, quindi, ci sarebbe stata tra l’esecutivo e i rappresentanti dell’ordine forense italiano: e ciò nonostante le nuove norme incidano fortemente su alcuni delicati aspetti dell’amministrazione della giustizia e la difesa dei diritti, peraltro, in barba al fatto che la consultazione del CNF sia prevista anche dall’art. 35, comma 1, lett. q) della legge n. 247/2012.

È doloroso e umiliante scrive il Presidente – constatare che il Ministero promuova l’adozione di regole in via d’urgenza riguardanti non questioni minute, ma l’esercizio della giurisdizione e l’accesso alla giustizia dei cittadini senza un confronto con gli operatori di giustizia, con gli avvocati e con la loro rappresentanza istituzionale e neppure avverta l’esigenza di comunicare le misure che si intendono introdurre, per verificare se coloro che per norma costituzionale e legge del Parlamento hanno il ministero di difesa abbiano contezza delle nuove disposizioni”.

Alpa chiede quindi un immediato e urgente incontro con il Ministro, i rappresentanti dei 26 Ordini forensi distrettuali e l’OUA onde ripristinare condizioni di dialogo.

Alpa se la prende, in particolare, con la reintroduzione della mediazione obbligatoria, nonostante la Consulta abbia dichiarato incostituzionale tale istituto.

A parte i dubbi sulla scelta di una fonte emergenziale in una materia coperta da riserva assoluta di legge, Le segnalo che la sentenza della Corte costituzionale ha provocato la caducazione della intera pregressa normativa per eccesso di delega, ritenendo assorbiti e non infondati gli altri possibili vizi: si tratta dunque di profili di illegittimità che permangono, dei quali la Corte non si è occupata solo perché sotto il profilo logico giuridico della disamina delle questioni di legittimità costituzionale riguardano il merito della disciplina”.

Gli aspetti di maggiore criticità della mediazione segnalati da Alpa sono:

– l’obbligatorietà del meccanismo;

– la sua onerosità;

– l’assenza di opportune garanzie di preparazione giuridica per i mediatori, reclutabili anche tra soggetti privi di formazione tecnico giuridica

Inutile sarebbe – secondo il Presidente – l’iscrizione di diritto degli avvocati negli albi dei mediatori.

Inoltre, i risultati che la mediazione obbligatoria ha sortito sarebbero assai deludenti, secondo Alpa, e ciò in assenza di dati sulle verifiche e sui controlli predisposti dal Ministero sugli organismi di conciliazione di diritto privato, in ordine alla regolarità della loro costituzione, del funzionamento, dell’amministrazione finanziaria e dell’osservanza delle regole sul conflitto di interessi.

Il massimo esponente del CNF ha poi avuto parole di forte critica anche nei confronti del reclutamento di magistrati ordinari presso la Corte di Appello, misura inidonea – a suo dire – a risolvere i problemi della giustizia, specie quella di primo grado.

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1 Commento

  1. per la verità non è obbligatoria la mediazione ma la previsione di un incontro preliminare programmatico in cui, oltre ad essere un contatto a carattere informativo sulla mediazione, le sue finalità e la sua utilità, consente funzionalmente di valutare se la controversia sia mediabile oppure no. In materia assicurativa potrebbe succedere che il diniego di copertura per il sinistro denunciato abbia il suo fondamento in una eccezione di prescrizione intorno alla quale spesso non vi è spazio di discussione per la carenza di una problematica che si presenta chiara: salvo che possa emergere un particolare interesse per la compagnia assicurativa per un cliente: solo in questa ipotesi può essere esaminato e sviluppato il caso in due riunioni separate per far emergere interessi di carattere commerciale su cui il mediatore potrebbe costruire una definizione equitativa magari a stralcio. Diverso sarebbe il caso in cui sia negato un indennizzo in misura “a nuovo” in ipotesi di fatto qualificabile come furto pochi giorni dopo la scadenza del semestre o dell’anno previsto nella pattuizione: in questa ipotesi lo sforamento del termine per un periodo proporzionalmente esiguo porterebbe a discutere se sia possible e ragionevole usare la norma contrattuale con un rigore ingiustificabile. Ritengo che l’incontro programmato sarebbe più cogente e renderebbe ingiustificata una mancata partecipazione: in ogni caso una valutazione dell’utilità dell’incontro programmato dovrebbe consentire di vedere la partecipazione delle compagnie che non potrebbero esimersi dal presentarsi e valutare così in extremis e de visu la rivedibilità di un diniego espresso nella migliore delle ipotesi in una partecipazione alla negoziazione diretta che dovrebbe sempre precedere in ogni caso il tentativo mediaconciliativo. E ancor altro ci sarebbe da dire….

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