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Pace fiscale: pagheranno tutti per i debiti di pochi?

21 giugno 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 21 giugno 2018



Cartelle sotto i 100 mila euro: in arrivo il maxi-condono. La cancellazione dei debiti, tuttavia, potrebbe avere degli effetti sui conti pubblici, con la conseguenza che pagheranno tutti per i debiti di pochi

Ne avevamo già parlato in Maxi-condono delle cartelle: cos’è la pace fiscale. Ora il dibattito politico si sta facendo più serrato e si parla, dunque, della necessità di «chiudere da subito tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100 mila euro, per liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse». È quanto preannunciato da Matteo Salvini, che  ha rilanciato la pace fiscale, invocando il taglio delle tasse con la chiusura agevolata dei debiti tributari: «dobbiamo chiudere tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100 mila euro» ha detto ieri il leader della Lega a margine delle celebrazioni per il 244° anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, che chiude un altro anno record nella caccia all’evasione, con la scoperta di 13 mila cittadini sconosciuti al fisco, e di mille grandi evasori, capaci di sottrarre al fisco 2,3 miliardi di euro.

Buone notizie, dunque, per chi ha molti debiti con il fisco e non può o non riesce a farvi fronte. Un po’ meno contenti, invece, sono coloro che hanno sempre pagato regolarmente le tasse.

Come anticipato, il ministro dell’Interno Matteo Salvini è tornato a rilanciare la cosiddetta pace fiscale, invocando la chiusura immediata di “tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100mila euro”. La definizione agevolata suggerita da Salvini, con il tetto a 100 mila euro, riguarderebbe il 96% delle cartelle emesse da Equitalia e servirebbe per far cassa e finanziare in parte anche la flat tax.  Che cosa questo significhi esattamente non è però chiaro a nessuno; non si è ancora parlato, inoltre, di quali saranno le “coperture” di questo ambizioso progetto. Ma non è tutto. Ciò che più spaventa, infatti, è un altro aspetto: si teme che la cancellazione dei debiti avrà degli effetti sui conti pubblici, con la conseguenza che pagheranno tutti per i debiti di pochi. In altre parole: ai contribuenti morosi potrà anche far piacere una sanatoria come quella prospettata da Salvini, ma alla fine, attraverso l’impatto sui conti degli enti locali, tutto tornerà sulle spalle della collettività. Sono questi alcuni dei timori prospettati dagli esperti, tra cui il professor Fabio Benincasa, docente di diritto tributario all’Università della Campania ed il professor Giorgio Fontana, docente di diritto del lavoro all’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Il tributarista Fabio Benincasa, più in particolare, ha affermato che: «in questa proposta ci sono problemi che riguardano l’assetto costituzionale nel rispetto dell’equità fiscale dei contribuenti. Non si possono cancellare alcuni debiti con un colpo di spugna mentre è in corso una rottamazione che già taglia more e interessi. Senza contare poi la questione di equità nei confronti di chi è in regola”.

Pace fiscale: è meglio non pagare le tasse?

A questo punto, verrebbe da chiedersi cosa pensano i contribuenti che hanno sempre pagato le tasse regolarmente. Probabilmente penseranno che è meglio non pagare le tasse. Per non parlare, poi, di chi ha aderito alla rottamazione delle cartelle. Ciò in quanto il ministro dell’Interno ha finora ipotizzato aliquote della sanatoria comprese fra il 6% e il 25%, ben più convenienti della definizione agevolata. Probabilmente, quindi, chi ha aderito alla rottamazione delle cartelle potrebbe decidere di non pagare le prossime rate. Il che, come ha annunciato il ministro del Tesoro, Giovanni Tria, sarebbe davvero un bel problema: la definizione agevolata bis, infatti, dovrebbe portare nelle casse pubbliche altri due miliardi di cui ben 1,6 miliardi con le rate da pagare nel 2018. Per non parlare del fatto che la prima rottamazione, con un incasso atteso da 7,2 miliardi (di cui 6,5 già versati), prevede il pagamento delle ultime due rate a luglio e settembre. In tema di pace fiscale, dunque, il Ministro Tria si è mostrato molto più cauto al punto da evocare «continuità con il passato per gestire al meglio il presente, verificare le strategie e pianificare con lungimiranza il futuro».

Ciò detto, cerchiamo di comprendere meglio cos’è la pace fiscale; come funzionerà in concreto il maxi-condono delle cartelle; quali saranno gli sconti sui debiti fiscali e quanto bisognerà effettivamente pagare.

Pace fiscale: cos’è

Come anticipato, la cosiddetta “pace fiscale” è una delle novità previste dal nuovo contratto di governo. Lega e M5S, infatti, intendono avviare il lungo cammino delle annunciate novità fiscali con quello che è stato ribattezzato come il nuovo grande condono delle cartelle Equitalia.

Molti commentatori, infatti, hanno definito la pace fiscale come un “condono estremo”, che consentirà ai contribuenti di regolarizzare debiti su imposte o contributi non pagati. All’interno del Contratto di Governo, tuttavia, è chiaramente previsto che l’obiettivo della pace fiscale non sarà quello di condonare i debiti agli evasori ma di aiutare chi, per problemi economici, non è stato in grado di pagare le tasse e non lo è tutt’ora, attraverso un meccanismo di saldo e stralcio.

Dunque, la pace fiscale consisterà, in sostanza, in un saldo e stralcio previsto a favore dei piccoli contribuenti in difficoltà economiche e che, pur volendo, non riuscirebbero a far fronte ai debiti contratti con il fisco.

La misura, dunque, non consisterà in un condono, ma in una agevolazione per i contribuenti, vale a dire uno sconto sulle cartelle Equitalia, che sarà tanto maggiore quanto più forti sono le difficoltà economiche del contribuente.

Pace fiscale: come funziona?

È chiaro che per avere a disposizione tutti i dettagli su come funzionerà la pace fiscale  sarà necessario attendere, seppur sia stato annunciato che Lega e M5S intendano inserirla tra le prime leggi da approvare. Per il momento, ad aiutarci a comprendere come funziona la pace fiscale sono le indiscrezioni rilasciate negli scorsi giorni da molti esponenti della Lega e, soprattutto, da Armando Siri: potranno essere condonate le cartelle Equitalia notificate fino al 2014 e il risparmio conseguibile sarà notevole. In media, secondo i calcoli effettuati, si pagherà il 15% del totale del debito ammesso alla pace fiscale e gli sconti, che mirano ad agevolare i contribuenti in difficoltà economiche e falliti, saranno fondamentali per consentire al nuovo Governo di finanziare l’altra grande novità fiscale: la flat tax.

Pace fiscale: quali sconti

Come detto la pace fiscale consisterà in un forte sconto a favore dei piccoli contribuenti in difficoltà economiche. Più nel dettaglio le aliquote previste sono tre:

  • la prima percentuale sarà del 25% e riguarderà la più ampia platea dei contribuenti;
  • la seconda percentuale sarà del 10%;
  • l’ultima del 6%.

Le aliquote del 25, 10 e 6% si applicheranno  a seconda del profilo del debitore: maggiore è la difficoltà nell’assolvere il pagamento all’erario, maggiore sarà lo sconto.  In sostanza, le somme da pagare non saranno uguali per tutti: il calcolo andrà fatto in base al reddito dichiarato e alle difficoltà economiche del contribuente. A tal proposito, si considerano quali parametri: la presenza di figli minori, il possesso dell’abitazione o l’affitto, nonché ovviamente l’attività lavorativa e l’eventuale stato di disoccupazione o cassa integrazione.

I contribuenti che hanno debiti con Equitalia, dunque, potranno aderire alla pace fiscale pagando una percentuale minima della cartella. L’importo sarà calcolato in base alla specifica situazione economica di ciascun soggetto ammesso alla procedura. Come già sottolineato, le aliquote di pagamento stabilite saranno tre: 25%, 10% e 6%, applicate in base al reddito, e potranno beneficiare della pace fiscale i contribuenti con debiti fino a 200 mila euro.

Pace fiscale: quanto si pagherà e quanto si risparmia

Per comprendere quanto si pagherà e quanto si risparmierà con la pace fiscale, facciamo un esempio pratico.

Ipotizziamo allora un debito di 100 mila  euro ammesso alla procedura di pace fiscale con ciascuna delle tre aliquote, pari al 6%, al 10% ovvero al 25%.

Nel primo caso, su un debito complessivo di 100 mila euro si dovranno pagare 6mila euro; nel secondo caso 10 mila euro e nel terzo caso 25 mila euro.

È evidente, dunque, che chi potrà aderire alla pace fiscale risparmierà moltissimo. Ricordiamo che sarà possibile aderire al “condono” delle cartelle emesse fino al 2014 per importi massimi di 200 mila euro.

Pace fiscale e rottamazione delle cartelle: quali differenze

A differenza della rottamazione, il saldo e stralcio previsto dalla pace fiscale funzionerà diversamente: l’importo da pagare sarà calcolato in base alla specifica situazione economica del contribuente con aliquote che andranno dal 6% al 25%.

Mentre, dunque, la sanatoria introdotta dal Governo Renzi per le cartelle emesse fino al mese di settembre 2017, tagliava soltanto sanzioni e interessi di mora, restando pieno l’importo netto dei debiti fiscali maturati; con la nuova manovra l’intero importo dovuto sarà calcolato tenendo presente la condizione economica del contribuente (come detto, tra le variabili considerate si terrà conto anche del possesso o meno della casa di proprietà e della composizione del nucleo familiare).

Pace fiscale: a quali voci si applicherà?

La pace fiscale, conformemente a quanto detto sopra, si applicherà su tutte le voci della cartella e dunque su dovuto, interessi, sanzioni e aggi. Sarà omnibus.

note

 [1] L. n. 3 del 27.01.2012.


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1 Commento

  1. Io ho una cartella relativa ad una contravvenzione del 2016 che per ammissione della stessa Equitalia a mezzo lettera, mi non mi era stata notificata MA che mi davano l’indicazione di poter “rottamare” dopo 3 GIORNI passati inutilmente sul sito agenzia entrate.riscossioni.gov, telefono a ROMA e dopo mezz’ora di attesa, l’impiegata ammette candidamente che il loro sito ha dei problemi risaputi ma che FORSE FAREMO UNA PROROGA! Ora, dopo due vigliacca te simili una dopo l’altra, dovrei forse sentirmi in colpa se anelo alla pace fiscale???

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