Una nuova tassa ambientale sul gasolio

2 Ottobre 2019
Una nuova tassa ambientale sul gasolio

Eliminata la forbice di prezzo tra benzina e gasolio: lo Stato mira a recuperare nuove entrate eliminando i tetti massimi di accise sul diesel.

No a nuove tasse, a meno che non siano in nome del verde e del clima. Sembra questo il paradosso sposato dal nuovo Governo che ha visto, nella questione ambientale, lo spiraglio per imporre nuovi balzelli. Che l’ecologia potesse essere un business ne avevamo tutti contezza e, di tanto, si è accorto ora anche lo Stato che vuol partecipare alla spartizione della torta proponendo nuove entrate. Si tratta delle tasse ambientali, un’imposizione di “recente conio” (ne abbiamo avuto un primo assaggio nella scorsa manovra con la famosa ecotassa sull’acquisto delle auto più inquinanti) e che ora vedrà una fase espansiva nella nuova legge di bilancio.

Si parla già di una nuova tassa ambientale sul gasolio: un centesimo in più ogni litro di diesel garantisce all’Erario un prelievo alla pompa di 144 milioni di euro. È la stima che circola ancora sui tavoli dei tecnici che gestiscono il dossier sulla finanziaria 2020.

Ad anticipare i possibili rincari della benzina è stata la bozza del Decreto Ambiente che introduce il taglio dei sussidi dannosi all’ambiente tra cui quello che garantisce, per il diesel, accise inferiori rispetto alla benzina. Questa misura porterà il gasolio a costare presso i distributori esattamente come la benzina, con un forte aggravio di spesa per i 17,3 milioni di italiani proprietari di auto diesel. Di tanto, avevamo già parlato in Nuove norme sul diesel: costerà quanto la benzina. Come scrive stamane Il Sole 24 Ore, «su ogni litro di gasolio al costo di 1,483 euro lo Stato oggi incassa 0,88 centesimi di euro: il 42% come accisa (0,617 al litro) e il 18% come prelievo Iva ad aliquota ordinaria del 22 per cento. A parità di consumi del 2018, l’aumento di un solo centesimo di euro al litro porterebbe nelle casse dell’Erario, come detto 144 milioni di euro: 96 milioni sotto la voce accisa e 48 milioni sotto la voce Iva. In pratica, se si volesse addirittura azzerare il differenziale tra il prezzo della benzina e quello diesel, con 10 centesimi di aumento lo Stato si garantirebbe un gettito di poco meno di 1,5 miliardi».

Il Governo ha confermato, negli scorsi giorni, di voler recuperare lo 0,1% di Pil anche dal taglio dei «sussidi dannosi per l’ambiente e nuove imposte ambientali» e dalla revisione delle agevolazioni fiscali (la cosiddetta tax expenditures), molte delle quali in nome dell’ambiente.

Oltre all’ingresso del nuovo balzello sul gasolio, quindi, assisteremo al taglio di bonus fiscali e altre agevolazioni tutte in nome del green. In particolare, il ministero dell’Ambiente ha stilato un elenco con ben 26 misure riguardanti le accise sui prodotti energetici (nella maggior parte dei casi esenzioni o agevolazioni rispetto ai valori “normali” di accisa), 14 tipi di prodotti con Iva agevolata, 7 schemi di agevolazione sulla tassazione sul reddito (sia Irpef che Ires), 5 schemi di sussidio diretto (agricoltura), 5 misure di sussidio riguardanti altre forme d’imposizione (allocazione gratuita dei permessi ETS, sconto su tassa di ancoraggio, tonnage tax, Tasi e tariffe idriche). Alcuni tagli troveranno ingresso nella legge di bilancio, altri invece nel disegno di legge collegato sul Green New Deal e la transizione ecologica.



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34 Commenti

  1. Tanto si sapeva! con lo spauracchio dell’aumento dell’iva e di avere 540 euro di spesa in più a famiglia questo nuovo Governo ci regalerà ben oltre a famiglia colpendo le solite cose che come i carburanti. Non sarà un problema per nessuno se
    andrò sicuramente a vivere all’estero a breve, ma sarà certamente la mia salvezza da questa Italia che massacra i cittadini..

  2. Guarda caso si sono accorti adesso dell’ambiente quando è ora di fare la manovra economica. Italiani, usiamo la macchina il meno possibile, facciamogliela bere questa benzina con la scusa dell’elettrico, a sentire loro sembra che sia tutto a posto e tutto elettrificato.

    1. Auto Elettriche? no grazie
      Chiedetevi quando si arriverà ad avere 100.000 auto elettriche in una città ..si può ipotizzare che 1 euro di carburante vada allo Stato. quindi su 20 euro di rifornimento fanno 2 milioni di euro. Moltiplicate questi 2 milioni di euro per ore di spostamenti ..giornate..anni e per magari molte più auto elettriche – nel 2017 l’accisa sui carburanti ha garantito un incasso di 25,7 MILIARDI di EURO Nessuno si chiede dove prenderà quel mostruoso gigantesco ammanco di entrata che lo Stato si troverà mano a mano che l’elettrico andrà avanti..oltre all’enorme sforzo economico di smaltimento e costruzione di milioni di batterie?? Altro che IVA al 26 o il kwh di casa a 10 euro anzichè 0.4!! Fate andare a metano e gpl le attuali auto . Inserire il self service su gas e metano come da decenni c’è in Francia, Chiudete tutte le città per un certo perimetro a qualsiasi mezzo per renderle TUTTE solo pedonabili e risolverete una buona parte del problema, e fate andare in vacanza le persone per 10 anni con i soldi che dovrebbero invece spendere per una latta su 4 ruote contenente 1 tonnellata di batterie e un motore elettrico da 50 kg..

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