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Spiagge: multe agli ambulanti e ai clienti

26 giugno 2018


Spiagge: multe agli ambulanti e ai clienti

> Business Pubblicato il 26 giugno 2018



Nuova stretta su ambulanti e abusivi sulle spiagge. Multe salate anche per i clienti. Ecco cosa c’è da sapere

Le spiagge piene di venditori ambulanti con borse, occhiali, giocattoli, gommoni, ciabatte, potrebbero diventare un lontano ricordo. Anche i massaggi e i tatuaggi sono banditi dalle spiagge. O quantomeno è ciò che promette il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, che ha dichiarato guerra ai venditori ambulanti minacciando multe salate anche ai clienti.

Chi acquisterà dai venditori ambulanti capi falsi e chi si farà fare un massaggio o un tatuaggio in spiaggia rischierà di essere multato. Questo è quanto prevede la direttiva del Ministero dell’Interno denominata “Spiagge sicure“, destinata alle varie prefetture, che dovrebbe essere pronta alla fine del mese.

L’allarme e la necessità di porre un argine al fenomeno dell’abusivismo sono ogni anno sentiti da più parti, ma qualche giorno fa sono nuovamente giunti da Confesercenti, secondo le cui stime, vi sarebbe un giro di affari di oltre 22 miliardi di euro nell’abusivismo dei settori del commercio e del turismo.

L’obiettivo del ministro Salvini non è solo la spiaggia però. Anche coloro che affittano alloggi e magazzini per il deposito della merce saranno nel mirino delle forze dell’ordine. Il progetto ed il suo buon esito, però, richiedono il rafforzamento della collaborazione tra forze dell’ordine e polizia municipale delle diverse zone balneari.

Ed in ordine alle risorse per pagare gli straordinari alle forze dell’ordine, il ministro Salvini pensa di ricorrere ai fondi europei della legalità per effettuare i controlli sulle spiagge senza pesare sulle casse dei Comuni. E se da un lato la polizia municipale è chiamata a presidiare le spiagge, dall’altro polizia, carabinieri, ma soprattutto Guardia di Finanza sono chiamati a prevenire e reprimere tutta la filiera della contraffazione. I falsi venduti tra lettini ed ombrelloni non sono altro che l’ultimo anello della catena che parte dalla  produzione e passa dallo stoccaggio e giunge sino allo smercio al dettaglio grazie alla collaborazione compiacente di persone che forniscono locali e appartamenti.

Sul punto è il caso di rammentare che la vendita su bancarelle di capi di abbigliamento o di pelletteria con marchi contraffatti è reato anche quando la grossolanità dell’imitazione sia chiara ed evidente. Il falso, dunque, è un fatto penalmente rilevante. Tuttavia le sanzioni non si limitano solo a chi il falso lo produce, lo vende o in ogni modo vi trae profitto.  Infatti, è soggetto alla multa «da 100 euro fino a 7.000 euro l’acquirente finale che acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale» [1].

Ovviamente per chi vende le conseguenze sono molto più gravi, al di là dei singoli reati eventualmente configurabili nei diversi casi. Si pensi che per l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche senza l’autorizzazione e fuori dal territorio previsto dalla autorizzazione stessa, la legge [2] prevede una sanzione che va da 2.582 a 15.493 euro, oltre alla confisca delle attrezzature e della merce.

note

[1] Previste dalla Legge n. 99 del 23.07.2009.

[2] D. lgs. n. 114/1998.

Autore immagine:Pixabay.com


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