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Maxi pace fiscale: ricomprenderà anche le liti con il Fisco

28 giugno 2018


Maxi pace fiscale: ricomprenderà anche le liti con il Fisco

> Business Pubblicato il 28 giugno 2018



Tasse, si allarga il condono. In arrivo la maxi pace fiscale: il maxi condono ricomprenderà non solo le cartelle Equitalia fino a 100 mila euro, ma anche le liti fiscali già pendenti. Ecco i dettagli

La pace fiscale diventa maxi, allargando notevolmente i suoi confini. Il Governo, infatti, sta pensando di allargare il perimetro della pace fiscale, che ricomprenderà non solo le cartelle Equitalia fino a 100 mila euro, ma anche le liti fiscali. Il cosiddetto maxi condono, dunque, sarà ancor più “tombale” del previsto. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, il Governo sta pensando di estendere i confini della pace fiscale, includendo anche le liti fiscali, vale a dire i contenziosi pendenti dinanzi alle commissioni tributarie provinciali (primo grado) e regionali (appello). L’obiettivo è trovare i soldi per finanziare la flat tax.

Nella versione finale, quindi, la pace fiscale non dovrebbe più comprendere soltanto le cartelle esattoriali di Equitalia fino a 100mila euro (il 96% del totale), ma anche le liti fiscali pendenti. Si tratterebbe di circa 418mila contenziosi, per un valore complessivo di 50,4 miliardi.

In totale, dunque, il Governo condonerà (benché sia più corretto parlare di un saldo e stralcio) circa  100 miliardi totali di tasse non pagate o contestate davanti ai giudici dai contribuenti italiani. Il contribuente, aderendo alla pace fiscale, potrebbe pagare fino a solo il 6 % di quanto dovuto.

Ciò posto, vediamo più nel dettaglio, cos’è la pace fiscale e come funzionerà il meccanismo di saldo e stralcio.

Sovraindebitamento: cosa fare se ho troppi debiti?

Con la crisi economica il fenomeno del sovraindebitamento è diventato argomento quotidiano, giungendo a far parlare di sé in situazioni persino disperate in cui molti contribuenti, non potendo far fronte ai propri debiti, sono giunti persino a togliersi la vita. Il fenomeno del sovraindebitamento è una situazione che riguarda moltissimi soggetti, imprenditori o semplici lavoratori e contribuenti che, a causa della crisi, non sono riusciti a far fronte all’imponente mole di debiti accumulata. Debiti con l’erario, debiti con i fornitori, debiti con Equitalia, debiti con le banche: ci vuole poco e l’esposizione debitoria diventa incontrollabile. Non sono rari i casi di quei padri di famiglia che, ad esempio, perso il lavoro, non sono stati più in grado di pagare il mutuoalla propria banca, o di quei piccoli imprenditori in crisi i quali, volendo continuare a pagare i dipendenti della propria azienda, in attesa di tempi migliori abbiano scelto di non pagare alcuni tributi, con la inevitabile conseguenza del veder maturare un’imponente esposizione debitoria (maggiorata di interessi, sanzioni e aggio) nei confronti del fisco. Proprio in questo contesto si è inserita la cosiddetta legge sul sovraindebitamento, conosciuta anche come legge salva suicidi [1], che ha segnato un importante punto fermo nell’ordinamento per la tutela e la regolamentazione di quella che viene chiamata insolvenza civile. Se hai troppi debiti e ti stai chiedendo cosa fare, leggi: Crisi da sovraindebitamento: come funziona la procedura?

Troppi debiti con il fisco: è in arrivo la pace fiscale

C’è di nuovo, inoltre, che sul  tema è in arrivo anche la cosiddetta pace fiscale. La “pace fiscale” è una delle novità previste nel contratto firmato dal neonato Governo Conte ed è rivolta a tutti coloro che hanno contratto debiti con Equitalia fino al 2014 e non riescono a farvi fronte. Buone notizie, dunque, per chi ha maturato debiti con Equitalia, poi sostituta dall’Agenzia delle Entrate Riscossione: sono in arrivo, infatti, importantissime agevolazioni per quanto concerne tutte le cartelle Equitalia emesse sino al 2014.

Ma non è tutto. Come anticipato, infatti, secondo le ultime indiscrezioni, la pace fiscale ricomprenderà non solo le cartelle Equitalia fino a 100 mila euro, ma anche le liti fiscali già pendenti.

Pace fiscale: cos’è

La cosiddetta “pace fiscale” è una delle novità previste dal nuovo contratto di governo. Lega e M5S, infatti, intendono avviare il lungo cammino delle annunciate novità fiscali con quello che è stato ribattezzato come il nuovo grande condono delle cartelle Equitalia.

Molti commentatori, infatti, hanno definito la pace fiscale come un “condono estremo”, che consentirà ai contribuenti di regolarizzare debiti su imposte o contributi non pagati. All’interno del Contratto di Governo, tuttavia, è chiaramente previsto che l’obiettivo della pace fiscale non sarà quello di condonare i debiti agli evasori ma di aiutare chi, per problemi economici, non è stato in grado di pagare le tasse e non lo è tutt’ora, attraverso un meccanismo di saldo e stralcio.

Dunque, la pace fiscale consisterà, in sostanza, in un saldo e stralcio previsto a favore dei piccoli contribuenti in difficoltà economiche e che, pur volendo, non riuscirebbero a far fronte ai debiti contratti con il fisco.

La misura, dunque, non consisterà in un condono, ma in una agevolazione per i contribuenti, vale a dire uno sconto sulle cartelle Equitalia, che sarà tanto maggiore quanto più forti sono le difficoltà economiche del contribuente.

Pace fiscale: come funziona?

È chiaro che per avere a disposizione tutti i dettagli su come funzionerà la pace fiscale  sarà necessario attendere, seppur sia stato annunciato che Lega e M5S intendano inserirla tra le prime leggi da approvare. Per il momento, ad aiutarci a comprendere come funziona la pace fiscale sono le indiscrezioni rilasciate negli scorsi giorni da molti esponenti della Lega e, soprattutto, da Armando Siri: potranno essere condonate le cartelle Equitalia notificate fino al 2014 e il risparmio conseguibile sarà notevole. In media, secondo i calcoli effettuati, si pagherà il 15% del totale del debito ammesso alla pace fiscale e gli sconti, che mirano ad agevolare i contribuenti in difficoltà economiche e falliti, saranno fondamentali per consentire al nuovo Governo di finanziare l’altra grande novità fiscale: la flat tax.

Pace fiscale: quali sconti

Come detto la pace fiscale consisterà in un forte sconto a favore dei piccoli contribuenti in difficoltà economiche. Più nel dettaglio le aliquote previste sono tre:

  • la prima percentuale sarà del 25% e riguarderà la più ampia platea dei contribuenti;
  • la seconda percentuale sarà del 10%;
  • l’ultima del 6%.

Le aliquote del 25, 10 e 6% si applicheranno  a seconda del profilo del debitore: maggiore è la difficoltà nell’assolvere il pagamento all’erario, maggiore sarà lo sconto.  In sostanza, le somme da pagare non saranno uguali per tutti: il calcolo andrà fatto in base al reddito dichiarato e alle difficoltà economiche del contribuente. A tal proposito, si considerano quali parametri: la presenza di figli minori, il possesso dell’abitazione o l’affitto, nonché ovviamente l’attività lavorativa e l’eventuale stato di disoccupazione o cassa integrazione.

I contribuenti che hanno debiti con Equitalia, dunque, potranno aderire alla pace fiscale pagando una percentuale minima della cartella. L’importo sarà calcolato in base alla specifica situazione economica di ciascun soggetto ammesso alla procedura. Come già sottolineato, le aliquote di pagamento stabilite saranno tre: 25%, 10% e 6%, applicate in base al reddito, e potranno beneficiare della pace fiscale i contribuenti con debiti fino a 200 mila euro.

Pace fiscale: quanto si pagherà e quanto si risparmia

Per comprendere quanto si pagherà e quanto si risparmierà con la pace fiscale, facciamo un esempio pratico.

Ipotizziamo allora un debito di 100 mila  euro ammesso alla procedura di pace fiscale con ciascuna delle tre aliquote, pari al 6%, al 10% ovvero al 25%.

Nel primo caso, su un debito complessivo di 100 mila euro si dovranno pagare 6mila euro; nel secondo caso 10 mila euro e nel terzo caso 25 mila euro.

È evidente, dunque, che chi potrà aderire alla pace fiscale risparmierà moltissimo. Ricordiamo che sarà possibile aderire al “condono” delle cartelle emesse fino al 2014 per importi massimi di 200 mila euro.

Pace fiscale e rottamazione delle cartelle: quali differenze

A differenza della rottamazione, il saldo e stralcio previsto dalla pace fiscale funzionerà diversamente: l’importo da pagare sarà calcolato in base alla specifica situazione economica del contribuente con aliquote che andranno dal 6% al 25%.

Mentre, dunque, la sanatoria introdotta dal Governo Renzi per le cartelle emesse fino al mese di settembre 2017, tagliava soltanto sanzioni e interessi di mora, restando pieno l’importo netto dei debiti fiscali maturati; con la nuova manovra l’intero importo dovuto sarà calcolato tenendo presente la condizione economica del contribuente (come detto, tra le variabili considerate si terrà conto anche del possesso o meno della casa di proprietà e della composizione del nucleo familiare).

Pace fiscale: a quali voci si applicherà?

La pace fiscale, conformemente a quanto detto sopra, si applicherà su tutte le voci della cartella e dunque su dovuto, interessi, sanzioni e aggi. Sarà omnibus.

In arrivo la maxi pace fiscale

Come anticipato,  la pace fiscale riguarderà tutte le cartelle Equitalia emesse fino al 2014. Secondo le ultime indiscrezioni, inoltre, la pace fiscale ricomprenderà non solo le cartelle Equitalia fino a 100 mila euro, ma anche le liti fiscali già pendenti.

note

 [1] L. n. 3 del 27.01.2012.


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3 Commenti

  1. Tarsu 2004-2005-2006-2007 per un box auto.
    A seguito del mio ricorso – proposto per totale mancanza dell’oggetto dell’imposizione (la Tarsu era stata richiesta fondandosi unicamente su un MIO ERRORE FORMALE, a causa della mia tardiva comunicazione al Comune di cessazione del contratto di locazione del box, disdetta fatta nel 2003 dal locatore e dovuta a rifabbrica dello stabile dove il box si trovava, sic!) – il Comune stesso concedeva lo sgravio per il 2006, mantenendo inalterata la richiesta per gli altri anni. Faccio notare che la demolizione del complesso dove il box si trovava ha avuto inizio a fine 2003!!! Chi mi spiega l’arcano? Perché il Comune insiste pervicacemente e ostinatamente nel chiedermi ciò che è evidente che NON GLI è DOVUTO (come già detto per assoluta mancanza dell’oggetto dell’imposizione?).

  2. Io ho chiuso l’attività il 24 marzo 2015.Questo vuol dire che, non rientro nel piano di governo o, potrò pagare le cartelle fino al 2014?qualcuno mi dia una risposta per favore? Se, non rientro in questo piano non so più cosa fare….

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