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Contributi Inps: si può sospendere il pagamento?

1 luglio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 1 luglio 2018



La sospensione totale o la chiusura dell’attività lavorativa consentono anche la sospensione dell’obbligo contributivo verso l’Inps?

Sospendere il pagamento dei contributi dovuti all’Inps, considerato il perdurare della crisi, potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno per molte piccole aziende e liberi professionisti; i costi della contribuzione, infatti, sono sempre più pesanti. Per quanto riguarda artigiani e commercianti, in particolare, i contributi sono dovuti in misura fissa anche se non si è guadagnato nulla nel corso dell’anno, in quanto devono essere calcolati sulla base di un reddito minimale, pari a 15.710 euro per il 2018. Considerando che l’aliquota contributiva è pari al 24% per gli artigiani e al 24,09% per i commercianti, ogni anno questi lavoratori pagano all’Inps, rispettivamente, almeno 3.777,84 euro (3.770,40 contributo invalidità vecchiaia e superstiti, più 7,44 contributo maternità), se artigiani, ed almeno 3.791,98 euro (3.784,54 contributo Ivs più 7,44 contributo maternità) per i commercianti, anche se l’attività è in perdita. Se la perdita o la sofferenza dell’azienda si protrae per diversi anni, l’unica soluzione consigliabile risulta, ovviamente, la cessazione definitiva dell’attività, con corrispondente chiusura della posizione Inps. Quando, però, la situazione di sofferenza economica è da considerarsi soltanto temporanea, esiste un’altra possibilità per non versare i contributi Inps, che è quella della sospensione dell’attività. I liberi professionisti, rispetto agli imprenditori, hanno la possibilità di sospendere l’attività anche in caso di malattia. Ma procediamo per ordine, e vediamo, dopo aver capito quanto deve essere versato a titolo di contribuzione, in quali ipotesi, per quanto riguarda i contributi Inps, si può sospendere il pagamento.

Quanti contributi pagano artigiani e commercianti?

Le aliquote contributive che devono essere applicate sul reddito degli artigiani e dei commercianti, per il 2018 sono pari al:

  • 24% per gli artigiani;
  • 24,09% per i commercianti;
  • 21% per i coadiutori artigiani di età inferiore a 21 anni;
  • 21,09% per i coadiutori commercianti di età inferiore a 21 anni.

Il reddito minimale sul quale la contribuzione deve essere versata è pari, come abbiamo già esposto, a 15.710 euro; di conseguenza il contributo minimale obbligatorio da liquidare ammonta a:

  • 3.777,84 euro (3.770,40 contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per gli artigiani;
  • 3.791,98 euro (3.784,54 contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per i commercianti;
  • 3.306,54 euro (3.299,10 contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per i coadiutori artigiani di età inferiore a 21 anni;
  • 3.320,68 euro (3.313,24 contributo IVS più 7,44  contributo maternità) per i coadiutori commercianti di età inferiore a 21 anni.

Se il reddito eccede il minimale di 15.710 euro annui, si applicano le aliquote contributive esposte nel paragrafo precedente, sino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile pari, per il 2018, all’importo di 46.630 euro.

Per i redditi superiori a 46.630 euro annui, l’aliquota aumenta di un punto percentuale; le aliquote contributive sul reddito oltre il minimale, pertanto, risultano determinate come segue:

  • 25% per gli artigiani;
  • 25,09% per i commercianti;
  • 22% per i coadiutori artigiani di età inferiore a 21 anni;
  • 22,09% per i coadiutori commercianti di età inferiore a 21 anni.

Quando si pagano i contributi dei commercianti e degli artigiani?

I contributi sul minimale di artigiani e commercianti devono essere versati, utilizzando il modello di pagamento unificato F24, in 4 rate di pari importo, entro le seguenti scadenze (valide per il 2018):

  • 1° rata: 16 maggio 2018;
  • 2°rata: 21 agosto 2018;
  • 3° rata: 16 novembre 2017;
  • 4° rata: 18 febbraio 2019.

I contributi eccedenti il minimale devono essere invece versati entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche: saldo 2017, primo acconto 2018 e secondo acconto 2018.

L’Inps già da diversi anni non invia più le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione, perché queste informazioni possono essere facilmente prelevate, a cura del contribuente o di un suo delegato, tramite la funzionalità “Dati del modello F24” contenuta nel Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti.

Attraverso questa funzionalità è possibile, inoltre, visualizzare e stampare, in formato Pdf, il modello da utilizzare per effettuare il pagamento.

Sospensione dell’attività: i contributi degli artigiani e dei commercianti sono dovuti?

La sospensione dei contributi per gli artigiani ed i commercianti è possibile quando viene totalmente sospesa l’attività lavorativa. Questa sospensione, che può avere una durata massima di 6 mesi, deve essere comunicata, proprio come l’avvio attività, con Comunica, il modello di comunicazione unica efficace nei confronti del Registro Imprese, dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps, dell’Inail e del Comune.

La comunicazione della sospensione interrompe l’obbligazione contributiva verso le gestioni Inps Artigiani e Commercianti. Per non pagare i contributi Artigiani e Commercianti deve, in ogni caso, verificarsi una sospensione totale dell’attività lavorativa, sia di quella operativa, che di quella puramente amministrativa. È quanto specificato, qualche anno fa, da un’importante sentenza del Tribunale di Firenze [1].

La stessa sentenza, tra l’altro, smentisce il contenuto della circolare Inps in materia di sospensione contributiva [2]: questa circolare, difatti, riteneva legittimo interrompere il pagamento dei contributi previdenziali solo per sospensione dell’attività dovuta a un congedo parentale, alla stagionalità o al servizio militare del titolare; in tutti gli altri casi, anche se l’attività non risulta effettivamente esercitata, la contribuzione sarebbe da considerarsi, secondo l’istituto, ugualmente dovuta.

Il Tribunale di Firenze, invece, ha ritenuto non tassative le ipotesi previste nella circolare, ricordando peraltro che circolari, messaggi e note dell’Inps non sono fonti normative, cioè non hanno forza di legge: di conseguenza, la sospensione del versamento dei contributi è possibile anche in ulteriori ipotesi, purché manchi l’esercizio di qualsiasi attività lavorativa, unico presupposto individuato dalla legge che determina l’insorgere dell’obbligo contributivo [3].

Artigiani e commercianti possono sospendere il pagamento dei contributi per malattia?

A differenza dei professionisti, artigiani e commercianti non possono sospendere il versamento dei contributi se si ammalano, a meno che non si verifichi la sospensione totale dell’attività lavorativa.

Si possono ridurre i contributi di commercianti e artigiani?

I contributi dei commercianti e degli artigiani, in alcuni casi, possono essere ridotti. Anche nel 2018 continuano difatti ad applicarsi, per questi lavoratori, gli sconti sui contributi Inps per over 65 e per chi aderisce al regime forfettario. Per approfondire: Riduzione contributi Inps artigiani e commercianti 2018.

Quando si sospendono i contributi dovuti dai professionisti?

Per quanto riguarda la contribuzione obbligatoria dei liberi professionisti, di solito non ci sono problemi per gli iscritti alla gestione Separata: i contributi sono in effetti dovuti soltanto sui guadagni, a consuntivo. Se per un periodo il professionista non fattura, nulla è dovuto all’Inps, anche se potrebbero verificarsi dei problemi in relazione ai contributi da versare in acconto.

Per gli iscritti ad altre casse (Avvocati, Consulenti del Lavoro, Commercialisti, etc.), è necessario verificare che cosa stabilisce l’ordinamento previdenziale della singola gestione, ossia se la cassa in questione prevede il versamento di un contributo minimo in misura fissa, anche senza fatturato, e se permette, in determinati casi, la sospensione dall’obbligo di pagare i contributi.

Non dimentichiamo, in ogni caso, che il Jobs Act del lavoro autonomo [4] prevede, per i liberi professionisti ed i collaboratori, la possibilità di sospendere il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi in caso di malattia o infortunio grave, che impediscano di svolgere l’attività per un lungo periodo. La sospensione può andare da un minimo di 60 giorni a un massimo di 2 anni.

I contributi sospesi possono essere versati  con un numero di rate triplo rispetto ai mesi di sospensione.

note

[1] Sent. Trib. Firenze del 31.03.2011.

[2] Circ. Inps. n. 147/2004.

[3] Art. 1 L. 233/1990.

[4] D.lgs. 81/2017.

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