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Se non pago il mutuo alla banca, casa impignorabile anche dopo il “Decreto del Fare”?

19 giugno 2013


Se non pago il mutuo alla banca, casa impignorabile anche dopo il “Decreto del Fare”?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 giugno 2013



Ritardato pagamento della rata del mutuo: che succede dopo le novità apportate con il  “Decreto del Fare”?

Dopo che il “Decreto del Fare” ha dichiarato impignorabile la casa ove il debitore ha residenza anagrafica (leggi l’articolo nel box “approfondimenti” qui sotto), la domanda che in molti italiani si stanno ponendo è: cosa cambia per chi ha contratto un mutuo ipotecario con la banca? Quest’ultima può ancora espropriare il proprietario che non abbia onorato il proprio debito?

La risposta è ovviamente positiva.

Il limite di pignoramento imposto dalla recente legge del Governo Letta riguarda solo il caso di pignoramenti da parte di Equitalia. Nulla quindi cambia in caso di mancato o ritardato pagamento dell’istituto di credito che, pertanto, potrà mettere all’asta l’immobile e procedere alla vendita forzata.

A riguardo, infatti, la legge [1] prevede che la banca può invocare, come causa di risoluzione del contratto, il ritardato pagamento quando lo stesso si sia verificato almeno sette volte, anche non consecutive. A tal fine, costituisce ritardato pagamento quello effettuato tra il trentesimo e il centottantesimo giorno dalla scadenza della rata.

In pratica, se il fisco non potrà più pignorare la prima casa di residenza dei cattivi pagatori (e per le seconde case potrà farlo solo per debiti superiori a 120 mila euro), la banca invece potrà esercitare le proprie ragioni come se nulla fosse cambiato.

Del resto, se così non fosse e le banche perdessero ogni garanzia sul denaro dato in prestito, esse non finanzierebbero più i propri clienti e nessuno potrebbe più acquistare la “prima casa”.

note

[1] Art. 40 T.U. bancario

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2 Commenti

  1. Buongiorno,
    a proposito dell’impignorabilità della prima casa,
    vorrei un parere sul fatto che vi sono categorie di soggetti che non risiedono nella loro casa per un provvedimento legale, penso ai separati che hanno dovuto “obbligatoriamente” andarsene causa l’assegnazione della casa alla moglie.
    Possibile che il decreto li consideri “cornuti e mazziati” ?
    Grazie

  2. Buongiorno mi chiamo Gianni , volevo un vostro consiglio su la mia situazione io ho perso il lavoro a settembre del 2014 non riuscendo a far fronte alla rata ho chiesto la sospensione del mutuo , con risposta negativa tramite raccomandata : non avendo compilato la dichiarazione negli appositi specchietti . In pratica non avevo inserito la classificazione catastale . Gli rimando il tutto ci copia dell’atto catastale , manesca una risposta . A gennaio 2015 ritrovo lavoro e cerco nel frattempo di pagare qualche rata. A agosto 2015 rimango ancora senza lavoro e ancora . E a capo richiedo la solita richiesta di sospensione , ma nel frattempo mi arriva una lettera da un loro legale dove mi dice che se non pago entro una data la casa sarà messa a l’asta e . La domanda della sospensione ovine te e stata bocciata perché ho superato i 90 giorni di insoluti …….! . La mia domanda e se la banca mette a l’asta la casa e non recupera tutto il debito del mutuo , il restante devo darlo io o pure io non devo pagare niente .

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