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Nuove imprese a tasso zero: aiuti per chi si mette in proprio

4 luglio 2018


Nuove imprese a tasso zero: aiuti per chi si mette in proprio

> Business Pubblicato il 4 luglio 2018



Ancora operativo il bando Nuove imprese a tasso zero, con cui donne e under 36 possono accedere a finanziamenti agevolati per avviare un’attività.

Finanziamenti a tasso zero per i progetti d’impresa fino a 1,5 milioni di euro, con copertura delle spese fino al 75% dei costi totali ammissibili: sono queste le agevolazioni offerte dal bando Nuove imprese a tasso zero, gestito da Invitalia. Gli aiuti possono essere richiesti dai giovani sino a 35 anni di età e dalle donne di ogni età che desiderano avviare una nuova attività, oppure che l’hanno già avviata da meno di un anno. Non tutti i settori, però, sono agevolati: sono difatti finanziabili soltanto le nuove iniziative nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli, della fornitura di servizi alle imprese e alle persone, del commercio di beni e servizi e del turismo. La dotazione finanziaria residua per Nuove imprese a tasso zero è di circa 258 milioni disponibili, meno 51 milioni di agevolazioni richieste risultanti al 1° maggio 2018; le agevolazioni saranno concesse fino all’esaurimento dei fondi e le domande sono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo, senza graduatorie.  La partita per chi desidera mettersi in proprio richiedendo un finanziamento agevolato, dunque, è ancora aperta. Ma facciamo il punto della situazione su Nuove imprese a tasso zero: aiuti per chi si mette in proprio, quali sono i requisiti per accedere, a quanto ammontano i contributi che possono essere concessi, quali sono le spese ammissibili, come si presenta la domanda.

Chi può fare domanda per Nuove imprese a tasso zero?

Il finanziamento Nuove imprese a tasso zero è rivolto a donne e giovani under 36, che vogliono mettersi in proprio, o si sono recentemente costituiti (da meno di un anno) in forma di società, in qualsiasi Regione italiana.

Nel dettaglio, i requisiti richiesti per le nuove imprese sono:

  • essere piccole imprese o microimprese;
  • essere costituite in forma di società, compresa la società cooperativa; sono ammesse le società di persone, le società di capitali (comprese le unipersonali) e le società cooperative (incluse le cooperative sociali) che esercitano in via esclusiva o principale attività economica in forma di impresa, obbligate oltre che all’iscrizione al Repertorio Economico Amministrativo (R.E.A.), all’iscrizione al Registro delle Imprese (RI); sono escluse le ditte individuali, le società semplici, le società di fatto;
  • possedere una compagine societaria (oltre la metà dei soci e delle quote) composta per la maggioranza da donne o giovani tra 18 e 35 anni;
  • essere costituite e iscritte alla camera di commercio da non oltre 12 mesi (quale data di riferimento vale quella di presentazione della domanda).

Se i richiedenti non si sono ancora costituiti in forma di società, la domanda può comunque essere effettuata: in caso di accoglimento, la società deve essere costituita entro 45 giorni dalla comunicazione di ammissione.

Quali sono le iniziative agevolabili da Nuove imprese a tasso zero?

Non tutte le attività d’impresa risultano finanziabili, ma soltanto quelle appartenenti ai seguenti settori:

  • turismo;
  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • commercio di beni e servizi;
  • settori d’importanza particolare per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, come le attività turistico-culturali e l’innovazione sociale.

In particolare, per attività turistico-culturali si intendono quelle utili alla valorizzazione ed alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché quelle volte al miglioramento dei servizi ricettivi; per attività d’innovazione sociale, invece, s’intendono la produzione di beni e la fornitura di servizi volte a instaurare nuove relazioni sociali oppure a soddisfare nuovi bisogni sociali.

Non sono agevolabili le imprese operanti nel settore della pesca, dell’acquacoltura e della produzione primaria di prodotti agricoli (la trasformazione è invece, come esposto sopra, consentita), a meno che non la contabilità per queste attività non sia tenuta separatamente.

Quali sono i programmi d’investimento ammissibili?

I programmi d’investimento ammissibili possono arrivare sino a un milione e mezzo di euro, quindi offrono la possibilità di “fare le cose in grande”, vista la cifra massima agevolabile. È necessario considerare, però, che il 25% dell’investimento deve essere sostenuto dal proponente (anche mediante finanziamento bancario) e che, dunque, Invitalia non copre il 100% della spesa.

I requisiti relativi ai piani d’investimento, nel dettaglio, sono:

  • importo dell’intero investimento non superiore a 1.500.000 (un milione e mezzo) di euro;
  • avvio del programma successivamente alla presentazione della domanda (requisito dimostrabile, ad esempio, dalla data di inizio dei lavori di costruzione, o del primo impegno giuridicamente vincolante);
  • termine del programma entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento con Invitalia.

Quali sono le spese ammissibili?

Sono finanziabili da Nuove imprese a tasso zero le seguenti voci:

  • spese per l’acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica (non è invece agevolabile l’acquisto dell’usato);
  • costo d’acquisto di terreni (cosiddetto suolo aziendale), immobili, opere murarie ed edili, ristrutturazioni; le spese di costruzione, acquisto e ristrutturazione dei fabbricati possono essere approvate nel limite massimo del 40% dell’investimento complessivo agevolabile, solo per i settori industria, artigianato e trasformazione prodotti agricoli; per il turismo e gli altri settori è, invece, agevolabile  solo l’acquisto e la ristrutturazione di un immobile, entro il 40% dell’investimento (entro il 70% per il solo turismo); i costi per il suolo aziendale non possono superare il 10% delle spese totali;
  • costi per l’acquisto di software(programmi) e servizi digitali, nonché relativi a brevetti, licenze e marchi (entro il 20% dei costi complessivi);
  • costi per corsi di formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’azienda (finanziabili entro il 5% dell’investimento totale).

Non sono ammessi gli acquisti in leasing, leaseback e locazione finanziaria, né gli acquisti effettuati presso uno o più partecipanti alla compagine sociale, o loro parenti e affini.

A quanto ammonta il finanziamento?

Il beneficio riconosciuto da Invitalia consiste in un prestito a tasso zero, della durata massima di 8 anni, il cui totale, come abbiamo detto, non può superare il 75% delle spese ammissibili (per un programma d’investimento entro il milione e mezzo di ero). Inoltre, è necessario rispettare le previsioni del regolamento de minimis, che dispone che gli aiuti di Stato sono riconoscibili per un importo massimo di 200mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari per l’impresa unica.

Il finanziamento deve essere restituito in rate semestrali posticipate, che decorrono dalla ricezione dell’ultima quota di agevolazione, e scadono il 31 maggio e il 30 novembre di ciascun anno.

Come si presenta la domanda per Nuove imprese a tasso zero?

La domanda all’incentivo si presenta esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia; per avviare la richiesta è necessario:

  • registrarsi ai servizi online di Invitalia, indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario;
  • accedere al sito riservato per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e la documentazione da allegare;
  • per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec).

Invitalia inoltre offre un “servizio di accompagnamento” alla presentazione della domanda, che consiste in un supporto per la compilazione del piano d’impresa (incontri “one to one” via Skype), che può essere richiesto chiamando il numero 848-886886.

Le società già costituite devono, nello specifico, presentare i seguenti moduli:

  • domanda (contenente anagrafica del proponente, del rappresentante legale e degli altri soggetti componenti la compagine sociale, localizzazione del piano d’impresa, dati principali del piano d’impresa, oggetto dell’iniziativa, piano d’investimento);
  • piano d’impresa (cioè il business plan, che dovrà essere firmato digitalmente dal proponente);
  • curriculum dei richiedenti;
  • dichiarazione riepilogativa;
  • dichiarazione carichi pendenti;
  • dichiarazione antimafia relativa alla società; oppure – dichiarazione antimafia relativa alle società cooperative;
  • dichiarazione familiari conviventi;
  • dichiarazione antiriciclaggio.

Chi invece non si è ancora costituito come società deve presentare i seguenti moduli:

  • domanda (contenente anagrafica del proponente e degli altri soggetti richiedenti, localizzazione del piano d’impresa, dati principali del piano d’impresa, oggetto dell’iniziativa, piano d’investimento);
  • piano d’impresa;
  • curriculum dei richiedenti;
  • dichiarazione di conformità alla documentazione originali.

Come sono valutate le domande?

Nella compilazione della domanda e del piano d’impresa, oltre a prestare particolare attenzione alla completezza della documentazione, si deve fare attenzione anche ai termini in cui potrà essere valutata l’iniziativa.

In particolare, la valutazione di merito si basa sui seguenti criteri:

  • adeguatezza e coerenza delle competenze dei soci rispetto all’attività prevista dal business plan e ai ruoli di responsabilità da ricoprire;
  • capacità dell’attività di garantire gli aspetti del processo tecnico-produttivo e organizzativo;
  • introduzione di soluzioni innovative sotto il profilo organizzativo, produttivo o commerciale;
  • potenzialità del mercato di riferimento, vantaggio competitivo dell’iniziativa e relative strategie di marketing;
  • sostenibilità economica e finanziaria dell’iniziativa.

Per quanto concerne le innovazioni organizzative, produttive o commerciali, dovrà sussistere almeno una delle suddette condizioni, da specificare non solo nel business plan, ma anche nella domanda:

  • capacità dell’iniziativa di introdurre innovazioni di processo organizzativo o di ridurre l’impatto ambientale;
  • capacità dell’iniziativa di introdurre innovazioni di prodotto o servizio;
  • capacità dell’iniziativa di orientarsi a nuovi mercati.

Per quanto riguarda la sostenibilità del piano, invece, si dovrà dimostrare la capacità di restituire il prestito e gli altri eventuali finanziamenti richiesti per la parte non coperta da Invitalia: a tal fine, nell’anno di regime, il Margine Operativo Lordo (MOL) dovrà consentire il rimborso di tutte le passività finanziarie.

Sarà attribuito, in relazione a ciò:

  • un punteggio pari a 3, per un rapporto tra il MOL e gli oneri finanziari compreso tra 1,00 ed 1,10;
  • un punteggio pari a 6, per un rapporto tra il MOL e gli oneri finanziari maggiore di 1,10.

Di fondamentale importanza sarà, poi, la valutazione tecnica, cioè la verifica della documentazione necessaria, che può variare in base al programma di investimento. La documentazione da presentare ai fini della verifica dell’iniziativa, ad esempio, può consistere nel seguente elenco:

  • planimetrie e layout aziendali;
  • titoli di disponibilità della sede aziendale;
  • documentazione che attesti la conformità della sede aziendale alla normativa;
  • relazione tecnica sulle opere edili da eseguire;
  • informazioni di dettaglio su ciclo produttivo, beni e addetti coinvolti;
  • preventivi di spesa delle singole voci di spesa richieste a finanziamento;
  • perizie giurate per brevetti, licenze e marchi.

In ultimo, è necessario prestare molta attenzione al colloquio, al quale è fondamentale che si presentino il proponente e le persone che ricoprono ruoli strategici nella gestione dell’impresa, pena il rigetto della domanda: il colloquio rappresenta l’occasione per evidenziare i punti di forza ed innovativi dell’idea d’impresa, e per togliere ogni dubbio sulla sostenibilità e la fattibilità dell’iniziativa alla commissione valutatrice. Una carta fondamentale quanto il business plan, da “giocarsi” alla perfezione.

L’esito della valutazione viene comunicato tramite pec entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda o di completamento della stessa, fatti salvi i maggiori termini previsti nei casi di comunicazione dei motivi ostativi.

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