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Analisi da fare per capire se hai un tumore

3 Ottobre 2019 | Autore:
Analisi da fare per capire se hai un tumore

Quanto è importante la prevenzione oncologica? Come ridurre il rischio di insorgenza di un tumore? Quali sono gli esami da fare per una diagnosi precoce? Quali sono i diritti dei malati di tumore? Per scoprirlo, leggi il mio articolo.

Quante volte hai sentito parlare dell’importanza della prevenzione per contrastare il rischio di comparsa di una malattia oncologica. E quante altre volte, hai sentito dire che quel tumore è stato “preso in tempo” e questo ha consentito ai medici specializzati di intervenire celermente e adottare tutte le misure necessarie per assicurare la sopravvivenza del paziente oncologico.

Ad oggi, i casi di tumore in Italia tendono a diminuire. È quanto emerge dai dati riportati nel volume “I numeri del cancro in Italia 2019”, il censimento ufficiale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum), di Fondazione Aiom e di PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), Passi d’Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (Siapec-Iap).

Grazie ad armi sempre più efficaci e alla maggiore adesione ai programmi di screening, circa 3 milioni e mezzo di italiani (3.460.025, il 5,3% dell’intera popolazione) vivono dopo la diagnosi di tumore. Si tratta di una cifra in costante crescita, infatti: nel 2006, erano 2 milioni e 244 mila; nel 2010, erano 2 milioni e 587mila; nel  2015, erano quasi 3 milioni. Un paziente su quattro, corrispondente a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.

Probabilmente, ti starai ponendo numerose domande. Quali sono i controlli a cui sottoporti per prevenire le diverse patologie tumorali? Quali sono le analisi da fare per capire se hai un tumore? Per scoprilo, prosegui nella lettura del mio articolo. Per maggiori informazioni, abbiamo intervistato uno specialista: il dr. Carlo Pastore, responsabile dell’unità di oncologia medica ed ipertermia oncologica della clinica Villa Salaria a Roma. Dopo l’intervista al dr. Pastore, ti spiegherò quali sono i diritti di chi ha un tumore.

Prevenzione oncologica: quanto è importante la diagnosi precoce?

La prevenzione oncologica primaria e secondaria rappresentano rispettivamente comportamento e stile di vita atti a ridurre il rischio di insorgenza della patologia neoplastica e la diagnosi precoce mediante lo screening. Parlando di diagnosi precoce, possiamo stilare un programma di interventi per alcuni distretti corporei, ma non per tutti.

Tumore al seno: quali sono i controlli da fare?

La diagnosi precoce nelle neoplasie mammarie avviene mediante ecografia e mammografia combinate, in quanto le metodiche possono evidenziare caratteristiche diverse del seno legate anche alla densità del tessuto. In condizioni ordinarie un programma preventivo senologico può iniziare dai 35 anni di età e consistere in verifiche annuali ecografiche e mammografiche.

Se, invece, nella famiglia sottoposta a screening esistono molteplici casi precoci di patologia oncologica mammaria e si suppone o si è accertata una correlazione genomica si può iniziare già dai 25 anni di età.

Tumore al colon: quali controlli bisogna fare?

Per quanto riguarda il colon retto, l’esecuzione nella popolazione generale di una colonscopia a partire dall’età di 45 anni è buona norma. In caso di esame negativo (cioè non dimostrante problematiche particolari), si può eseguire la verifica endoscopica ogni 5 anni. In caso, invece, di rilievo di polipi l’intervallo tra un controllo ed il successivo scende a 3 anni.

Quali sono i controlli da fare per la prevenzione del tumore alla cervice uterina?

La prevenzione del carcinoma della cervice uterina, invece, passa attraverso un PAP Test annuale. L’aumento di incidenza della infezione da Hpv rende necessari questi controlli nella popolazione femminile in età fertile.

Tumore ai polmoni: quali sono i controlli che consentono la diagnosi?

Per le neoplasie polmonari una Tc spirale senza mezzo di contrasto è auspicabile per i soggetti dediti all’abitudine al fumo di sigaretta. Per i non fumatori, è sufficiente una Rx del torace ogni due anni.

Tumore alla bocca: a quali controlli bisogna sottoporsi?

Le neoplasie del cavo orale si giovano dal punto di vista preventivo dell’intervento dell’odontoiatra e dell’otorinolaringoiatra che con la semplice visita clinica periodica possono evidenziare alterazioni precancerose o cancerose da trattare tempestivamente.

Tumore al fegato: quali esami è opportuno fare?

Le neoplasie epatiche possono essere legate ad infezioni croniche da virus dell’epatite o insorgere in condizioni di cirrosi epatica; cioè condizioni in cui l’alterata struttura del fegato genera un’infiammazione persistente.

In questi casi, un’ecografia epatica semestrale può aiutare ad evidenziare l’insorgenza di noduli da epatocarcinoma. Nei soggetti sani e senza particolari fattori di rischio, come norma generale si può consigliare un’ecografia epatica annuale.

Tumore al collo: come avviene la diagnosi? Quali sono i controlli da fare?

Le neoplasie nella regione del collo sono generalmente legate alla diffusione linfonodale di una malattia oncologica situata altrove nell’organismo. Esistono delle neoplasie ematologiche come i linfomi che possono originare dalla trasformazione di cellule nei linfonodi del collo. La diagnostica è, in primis, ecografica (annuale) con approfondimento se elementi di sospetto in Tc e/o Rmn.

Tumore alla prostata: a quali controlli deve sottoporsi l’uomo?

Le screening per le neoplasie prostatiche prevede una valutazione del Psa (marcatore ematico) annuale dopo i 45 anni. Inoltre, la visita clinica urologica e l’ecografia. Se vi sono elementi di sospetto, si approfondisce o con la Rmn con bobina endorettale o con Pet colina.

Tumore alla vescica: quali sono i controlli?

Per le neoplasie vescicali, si eseguono controlli ecografici annuali. Se vi sono elementi di sospetto, si esegue una valutazione citologica urinaria e/o la cistoscopia (metodica mediante la quale si esplora la parete interna della vescica).

Tumore al pancreas: quali sono i controlli di routine?

Il pancreas, per la sua collocazione anatomica, si può esplorare non al meglio in ecografia che comunque rappresenta la prima metodica radiologica di analisi dell’organo. Se vi sono elementi di dubbio o l’organo non si riesce a visualizzare al meglio, le metodiche di livello superiore sono la Tc e/o la Rmn.

Tumore tiroideo: a quali controlli deve sottoporsi il paziente?

La prevenzione delle neoplasie tiroidee passa attraverso un periodico controllo ecografico. Se non vi sono nodulazioni sospette, anche solo ecografico. Se vi sono noduli con carattere di sospetto e ricca vascolarizzazione, si può procedere ad una valutazione scintigrafica e successivo agoaspirato per una definizione citologica. Se si evidenzia una forma neoplastica, si agisce, in primis, chirurgicamente e, poi, a seconda della risultanza istologica, si imposta la terapia medica.

Tumore ai reni: quali sono i controlli da fare?

La diagnostica per evidenziare neoplasie del rene è, in primis, ecografica. Anche in questa condizione, se si evidenziano masse sospette si può approfondire con Tc e/o Rmn. La cadenza dell’ecografia può essere annuale.

Quali altri esami consiglia di fare per prevenire i tumori?

Gli esami ematici generali è buona norma effettuarli annualmente. Inoltre, annualmente opportuno eseguire anche una ecografia addominopelvica per verificare lo stato degli organi contenuti nella cavità addominale.

Quali sono i diritti dei malati oncologici?

Dopo aver analizzato, nell’intervista al dr. Carlo Pastore, quali sono i controlli da fare per i diversi tipi di neoplasia, a seguire, ti parlerò dei diritti di chi ha un tumore.

Qualora l’infermità fisica e mentale provocata dalla malattia incide anche sulla capacità di lavoro e sulla possibilità di sostentamento del malato oncologico, lo Stato ha previsto una serie di interventi di carattere economico-assistenziale a suo favore.

Il malato di tumore può presentare la domanda di invalidità civile, in modo che potranno essere accertati il suo stato di handicap e le condizioni di disabilità per il collocamento mirato.

Quando si parla di collocamento mirato, si fa riferimento al complesso degli strumenti che consentono di valutare adeguatamente le persone che hanno una disabilità e le loro capacità lavorative in modo da poterle inserire nel posto di lavoro più adatto a loro.

Occorre presentare la domanda di invalidità civile in via telematica. Sul sito dell’Inps, il medico curante o lo specialista che ha in cura il malato, dovrà provvedere alla compilazione del certificato medico digitale, indicando l’eventuale sussistenza di una patologia oncologica in atto.

Inviata la certificazione, il medico rilascerà la stampa originale firmata da esibire al momento della visita della Commissione medica dell’Asl e la ricevuta di trasmissione con il numero del certificato (si tratta di un codice che consente al sistema telematico di abbinare il certificato medico del paziente alla domanda).

Fatto ciò, bisognerà inviare la domanda per l’accertamento dello stato di invalidità, dell’handicap e delle condizioni di disabilità entro, e non oltre, 30 giorni dall’invio del certificato medico. Per procedere, sarà necessario il codice pin (che può essere richiesto sul sito Inps o telefonando al numero verde dell’Inps 803164).

Una volta inserito il codice pin nell’apposito spazio presente sul sito, unitamente a tutti gli altri dati richiesti, il sistema genererà una ricevuta da stampare, sulla quale verranno indicati: la data, il luogo e l’orario della visita di accertamento di fronte alla Commissione medica Asl.

Se il malato non è in grado di compilare autonomamente la domanda, potrà rivolgersi ad enti abilitati come patronati, centri di assistenza sociale o associazioni di categoria.

Dopo aver ultimato questa procedura, il malato riceverà un verbale provvisorio che gli consentirà di ottenere tutti i benefici previsti per il suo stato di invalidità e di handicap. L’Inps invierà il verbale definitivo in due versioni: una con tutti i dati sensibili e un’altra con il giudizio finale per gli usi amministrativi.

Se il malato vuole accedere anche ai benefici previsti dalla Legge 104 è consigliabile che lo specifichi già nella domanda d’invalidità civile, così potrà sottoporsi ad un’unica visita medico-legale. Per maggiori informazioni sulla Legge 104, ti consiglio la lettura di questo articolo.

Quali sono i punteggi per le patologie neoplastiche? Sono i seguenti [1]:

  • neoplasie a prognosi favorevole con modesta compromissione funzionale: 11% (modesta compromissione funzionale);
  • neoplasie a prognosi favorevole con grave compromissione funzionale: 70% (seria compromissione funzionale);
  • neoplasie a prognosi infausta o probabilmente sfavorevole nonostante l’asportazione chirurgica: 100% (grave compromissione funzionale).

Che succede se le condizioni di salute del malato oncologico si aggravano?

Se dovesse essere compromessa la sua autonomia nello svolgimento dei normali atti della vita quotidiana, il malato può richiedere un nuovo accertamento sanitario. Il procedimento da seguire è lo stesso per l’accertamento dell’invalidità civile.

note

[1] D.M. Sanità del 05.02.1992.

Autore immagine: 123rf com.


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