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Carburante: come scaricare le spese, fattura elettronica

4 luglio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 4 luglio 2018



Scheda carburante, fattura elettronica, pagamenti tracciabili: cambiano le regole per dedurre benzina e gasolio per aziende e professionisti.

Ancora valide le schede carburante, che si affiancano alla fatturazione elettronica; tuttavia, chi vuole scaricare i costi di benzina e gasolio, dal 1° luglio 2018 deve effettuare il pagamento attraverso strumenti tracciabili, come carte di credito, carte di debito o carte prepagate: è quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2018 [1], al fine di contrastare frodi ed evasioni. La fattura elettronica sarà, invece, l’unica modalità per documentare gli acquisti di carburante, effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di chi ha la partita Iva, soltanto dal 1° gennaio 2019: a partire da questa data viene dunque a cadere l’esenzione dall’obbligo di certificazione delle operazioni per le cessioni di carburante [2], esenzione che resta solo per le operazioni effettuate nei confronti dei consumatori finali. Cambiano dunque, per aziende e professionisti, le modalità per dedurre i costi relativi al rifornimento dei propri veicoli: dopo il periodo transitorio, dal 1° luglio al 31 dicembre 2018, si manderanno di fatto in soffitta le schede carburante, mentre i contanti vanno in soffitta da subito. Ma facciamo un po’ di chiarezza sui costi del carburante: come scaricare le spese, fattura elettronica, pagamenti tracciabili, adempimenti collegati per i professionisti e per le imprese.

Quali spese per il carburante possono scaricare i professionisti?

Per quanto riguarda i professionisti, va chiarito che non tutti gli acquisti di carburante possono essere dedotti dal reddito, ma solo quelli per il rifornimento del veicolo utilizzato nell’esercizio della professione (anche se non è necessario che il veicolo risulti intestato al professionista, ad esempio nelle ipotesi di noleggio o leasing).

A questo proposito, bisogna ricordare che le spese relative all’auto, o al diverso veicolo, del professionista, non sono deducibili dal reddito al 100%, ma nella misura del 20%, mentre l’Iva può essere detratta nella misura del 40%. Questi limiti di deducibilità e detraibilità non valgono soltanto per l’acquisto del mezzo di trasporto, ma anche per le spese di manutenzione e di rifornimento.

In pratica, per il professionista i costi della benzina o del gasolio non possono essere interamente sottratti dal reddito, ma può essere dedotto solo il 20%, mentre l’Iva può essere detratta nella misura del 40%.

Agenti e rappresentanti, di regola detraggono il 100% dell’Iva e l’80% dei costi, anche per quanto riguarda l’acquisto di carburante.

Quali spese per il carburante possono scaricare le imprese?

Per quanto riguarda le imprese, i limiti relativi alla deduzione sono gli stessi previsti per i professionisti (non agenti o rappresentanti), quando l’utilizzo del veicolo è promiscuo. Se il veicolo è un bene strumentale dell’azienda, la deducibilità sale al 100%.

Se la vettura dell’impresa è affidata a un dipendente dietro pagamento di un corrispettivo, si detrae il 100% dell’Iva, anche sulle spese d’impiego, mentre i costi sono ammortizzabili al 70% senza limiti, compresi quelli relativi al carburante.

Come si utilizza la scheda carburante?

La scheda carburante è il documento che dimostra l’acquisto del carburante stesso, benzina, gasolio o gpl.

Perché il costo del carburante possa essere dedotto bisogna indicare nella scheda:

  • i dati anagrafici e il numero di partita Iva di chi acquista il carburante;
  • la data dell’acquisto del carburante;
  • la marca ed il modello del mezzo, nonché il numero di targa;
  • i dati anagrafici del venditore comprensivi di partita Iva;
  • la quantità di carburante acquistato con il relativo prezzo;
  • la firma ed il timbro aziendale del venditore;
  • il numero dei Km percorsi dal mezzo.

Se la scheda carburante non è compilata correttamente e in tutti i suoi elementi, il costo della benzina non può essere scaricato dalle tasse.

Come si scaricano i costi del carburante con le carte di credito?

La scheda carburante non è necessaria se l’acquisto è effettuato esclusivamente con carte di credito, carte di debito o carte prepagate, se emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione. Come anticipato, peraltro, l’acquisto con questi strumenti, dal 1° luglio 2018 è l’unico che darà diritto a dedurre le spese di rifornimento.

L’acquisto in contanti non è vietato, ma impedisce di scaricare i costi del carburante.

Per quanto riguarda le modalità di utilizzo delle carte per l’acquisto di carburante, perché sia garantita la detrazione dell’Iva e la deducibilità dei costi il mezzo elettronico di pagamento deve:

  • essere rilasciato da un operatore finanziario soggetto all’obbligo di comunicazione all’anagrafe tributaria;
  • essere intestato al soggetto che esercita l’attività economica.

Secondo il decreto Sviluppo [3] (la norma che ha previsto la possibilità di esonerare dalla tenuta delle schede carburante chi paga con la carta), le ricevute dei pagamenti effettuati con la carta elettronica devono contenere tutti gli elementi per l’individuazione dell’acquisto quali, ad esempio, la data e il soggetto presso il quale è effettuato il rifornimento, nonché l’ammontare del relativo corrispettivo. Dal 1° luglio 2018, comunque, i rifornitori dovranno emettere la fattura elettronica.

È possibile utilizzare la carta elettronica per effettuare anche altre spese, purché il pagamento del rifornimento avvenga con una transazione distinta. Non possono essere considerate moneta elettronica le carte fedeltà, anche se utilizzate per il pagamento.

Queste indicazioni previste dal decreto Sviluppo e dal documento di prassi, ad ogni modo, potrebbero essere disattese dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate che dovrà essere adottato a seguito dell’entrata in vigore della legge di Bilancio 2018. Secondo quanto previsto nella finanziaria [4], difatti, potrebbero essere previste dall’Agenzia nuovi mezzi per provare l’acquisto del carburante.

Come si scaricano i costi del carburante con la fattura elettronica?

Per gli acquisti di carburante effettuati dai titolari di partita Iva, il rifornitore è obbligato, dal 1° luglio 2018, ad emettere fattura elettronica. Sono esonerati gli impianti stradali di distribuzione di carburante per autotrazione: come abbiamo osservato, in questi casi le schede carburante possono essere affiancate alla fattura elettronica. Ma come funziona la fattura elettronica per scaricare benzina, gasolio, gpl? La fattura elettronica per l’acquisto di benzina o gasolio è un documento fiscale che viene emesso dal distributore al momento dell’acquisto di carburante per veicoli a motore.

Il documento deve essere emesso e inviato al destinatario (professionista o impresa che deve scaricare i costi del carburante) attraverso il Sistema di Interscambio (Sdi), cioè quel sistema dell’Agenzia delle entrate che viene già utilizzato per le fatture alla Pubblica amministrazione.

Per approfondire: Come fare la fattura elettronica.

Con quali dati si compila la fattura elettronica per l’acquisto di carburante?

Nella fattura non è obbligatorio riportare il numero di targa o un altro elemento identificativo del mezzo rifornito; questi elementi possono essere inseriti facoltativamente nell’apposito campo della fattura «mezzo trasporto», per rendere più semplice collegare l’acquisto ad un determinato veicolo ai fini della deducibilità del costo.

Se presso il distributore sono effettuate più operazioni, anche se per alcune di queste non c’è l’obbligo del documento elettronico, deve essere riportato in fattura l’intero corrispettivo.

Come si riceve la fattura elettronica per il carburante?

Il destinatario può ricevere la fattura attraverso:

  • la posta elettronica certificata (Pec);
  • la procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate;
  • l’apposita app per smartphone o altro dispositivo mobile;
  • uno specifico software da installare sul pc.

L’emittente può anche utilizzare un sistema di cooperazione applicativa, noto come Sdicoop, oppure una rete di terminali remoti collegati tramite un protocollo ftp, ma in questo modo procedure e adempimenti si complicano notevolmente.

Come si scaricano i costi del carburante per l’auto aziendale?

I dipendenti in trasferta con auto aziendale possono chiedere la fattura elettronica per l’acquisto di benzina o gasolio a nome dell’azienda anche se hanno effettuato il pagamento con la propria carta di credito (e non con quella dell’impresa). L’importante è che la spesa sia riconducibile all’azienda con strumenti tracciabili e che i dipendenti vengano rimborsati, anche in questo caso, con strumenti tracciabili come il bonifico bancario.

Come si scaricano i costi del carburante con buoni e card?

Per pagare la benzina o il gasolio possono essere usati anche buoni carburante e carte, purché monouso, e purché si emetta fattura elettronica (salvo i casi di esonero validi sino al 31 dicembre 2018).

Per quanto riguarda, invece, i buoni e le carte multiuso, cioè buoni carburante e le carte, ricaricabili e non, utilizzabili presso distributori gestiti da compagnie diverse, o che consentono l’acquisto di più beni o servizi (le spazzole del tergicristallo, il lavaggio dell’auto), la cessione o la ricarica non è soggetta a Iva e, quindi, non è richiesta la fattura elettronica.

Chi è esonerato dalla fattura elettronica per scaricare le spese del carburante?

L’obbligo di fattura elettronica per l’acquisto di benzina o gasolio non è previsto, nemmeno dal 1° gennaio 2019, per l’acquisto di:

  • carburante diverso dalla benzina o dal gasolio (gpl o metano, ad esempio), ma solo fino al 31 dicembre 2018; va comunque utilizzata la scheda carburante;
  • benzina o gasolio utilizzati per uso diverso dall’auto come, ad esempio, il tagliaerba, l’impianto di riscaldamento o un gruppo elettrogeno.

Sono esclusi dall’obbligo della fattura elettronica per l’acquisto di carburante i professionisti e le imprese che appartengono al regime dei minimi o a quello forfettario (i forfettari, però, non possono dedurre il carburante).

note

[1] Art.164, Co.1bis, Tuir.

[2] Art.2 Lett.b Dpr 696/1996.

[3] Dl 70/2011.

[4] Art.1, Co.923, L.205/2017.

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