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Esposto per rumori molesti condominio

2 Ottobre 2019
Esposto per rumori molesti condominio

Rumori: ecco i limiti da rispettare. Il reato scatta solo quando ad essere molestati sono gran parte dei proprietari di appartamenti.

I condomini del piano di sopra fanno chiasso. Il figlio di uno dei vicini, durante la notte, suona nel garage con gli amici disturbando tutto il vicinato. La donna delle pulizie dell’appartamento vicino al tuo accende l’aspirapolvere alle sette, svegliandoti di soprassalto dal sonno. L’inquilina accanto fa baccano quando parla al telefono o quando guarda la televisione ad alto volume. Il bar sotto casa non riesce a tenere a bada la clientela che, anche quando esce dal locale, sul marciapiedi proprio sotto il tuo balcone, inizia a cantare e a gridare.

Sono tanti esempi di rumori molesti che si possono registrare nei condomini. Come ci si può tutelare? Esistono tante strade, ma non tutte sono adatte ad ogni situazione. A seconda, infatti, dell’intensità del rumore, della persistenza dello stesso e, soprattutto, del numero di persone che esso è in grado di raggiungere è necessario predisporre una diversa strategia difensiva. Lo sa bene l’avvocato ma non altrettanto il cittadino inesperto di questioni legali che, spesso, con la mente poco lucida per le nottate in bianco, si barcamena tra amministratore di condominio, polizia, carabinieri, avvocati e sindaco.

Spesso, si crede che la soluzione migliore sia presentare un esposto per rumori molesti in condominio. Ma non è così. A volte, si rischia di fare un buco nell’acqua.

Ecco allora questa breve guida per spiegarti come agire contro le immissioni acustiche e quando è possibile far intervenire la pubblica autorità.

Esposto: cos’è?

L’esposto è una segnalazione alle pubbliche autorità con cui il cittadino segnala il sospetto di un reato. Esso non si sostanzia ancora in una denuncia o in una querela ma è un semplice invito ad eseguire dei controlli. In tal senso l’esposto può essere l’anticamera di un procedimento penale laddove le autorità ravvisino la sussistenza dei presupposti dell’illecito.

Chiaramente, se la condotta configura solo un illecito civile l’esposto risulta completamente inutile: carabinieri e polizia dovranno dichiararsi incompetenti e rimettere la questione all’iniziativa del privato il quale dovrà avvalersi di un avvocato e tutelarsi presso altre sedi.

Esposto per rumori: funziona?

Laddove l’entità dei rumori sia tale da configurare un reato – vedremo a breve quando ciò succede – l’esposto ha ragione d’essere. Questo perché il reato di disturbo della quiete pubblica (o meglio detto «disturbo del riposo e delle attività delle persone») è procedibile d’ufficio. Sicché, basta una segnalazione del privato per far partire l’attività investigativa (laddove necessaria) e il procedimento penale a carico del responsabile.

Il fatto è che non sempre i rumori integrano l’illecito penale.

Il Codice civile stabilisce che solo i rumori superiori alla normale tollerabilità possono essere vietati. E di questi, solo quelli che disturbano «un numero indeterminato di persone» rientrano nel penale; gli altri, invece, restano confinati alla sfera civile.

Detto in parole povere, quando il rumore dà fastidio solo a qualche condomino (ad esempio il proprietario del piano di sotto o quello dello stesso pianerottolo), l’unica arma di difesa è ricorrere a un procedimento d’urgenza presso il giudice civile affinché imponga lo “stop” al comportamento molesto. In via successiva si potrà eventualmente esigere il risarcimento, ma a patto di dimostrare un danno effettivo e attuale (non basta la semplice prova dell’intollerabilità del rumore ma bisogna dimostrare un danno alla salute o l’impossibilità di dormire).

Quando, invece, il rumore può essere potenzialmente percepito da tutti i condomini dell’edificio e/o da quelli dei palazzi attorno – a prescindere dal fatto che a lamentarsi sia solo una persona – scatta il reato di disturbo della quiete pubblica. Ed in questa ipotesi l’intervento delle forze dell’ordine ha ragione di essere perché può portare a una incriminazione del responsabile.

In sintesi, prima di presentare un esposto per rumori molesti in condominio bisogna accertarsi che la fonte rumorosa sia arrivata ben oltre gli appartamenti più vicini al responsabile. Solo così il procedimento penale potrà giungere a una sentenza di condanna.

Quando il rumore è intollerabile?

Il problema principale è che, ad oggi, non esiste alcuna norma che fissi una soglia dei rumori da non superare e così sono le sentenze di tribunali e Cassazione ad aver fissato le regole. Un limite condiviso dai giudici è, per gli ambienti abitativi, pari a 3 decibel (in ore serali) e 5 decibel (in ore diurne) rispetto al rumore di fondo. Ciò significa che un determinato rumore può essere considerato o meno molesto a seconda del luogo in cui viene percepito. In una via trafficata, ad esempio, il rumore di fondo a cui rapportare i decibel sarà nettamente più forte rispetto a una tranquilla strada residenziale.

Il regolamento condominiale di tipo contrattuale (il documento accettato da tutti i condòmini proprietari al momento dell’acquisto dell’immobile) può contenere precise fasce orarie in cui osservare silenzio e prevedere sanzioni per i condòmini irrispettosi.

Quando nasce un contenzioso sulla «soglia di tollerabilità» questa va stabilita dal giudice sulla base dell’intensità del rumore, della persistenza dello stesso nel tempo, del luogo in cui viene commesso (in una zona del centro, i rumori vengono spesso coperti dal traffico dei veicoli e dagli schiamazzi per strada). In ogni caso la molestia rumorosa non può essere accertata in modo arbitrario. Il giudice potrebbe affidarsi a un consulente tecnico d’ufficio (Ctu) che, tramite una perizia fonometrica, calcoli la soglia del rumore. Ma questa non è sempre accertabile anche perché i rumori sono un fatto istantaneo, che non sempre si ripete nella stessa modalità, specie se è in corso una causa. Ragion per cui il giudice, per emettere la sentenza, può basarsi anche solo sulla prova testimoniale dei danneggiati, purché la loro deposizione risponda a criteri di verità e di obiettività e il giudice non si affidi a valutazioni soggettive, disancorate dalla realtà dei fatti [1].

Rumori provenienti dall’appartamento in affitto: chi ne risponde?

Se i rumori molesti provengono da un’abitazione concessa in affitto, a rispondere dei danni sarà l’inquilino e non il proprietario dell’appartamento [2] a meno che quest’ultimo abbia partecipato alla realizzazione del fatto dannoso. Il che significa che non è responsabile se omette di inviare al conduttore una formale diffida ad adottare per impedire pregiudizi a carico di terzi; lo è, invece, se ha dato l’appartamento in affitto ben sapendo che l’inquilino vi avrebbe esercitato attività rumorose (ad esempio una officina di riparazione motocicli).

Come presentare esposto per rumori molesti condominio

Vediamo ora come presentare un esposto per rumori molesti in condominio. La prima cosa da fare, come anticipato, è accertare che tali rumori arrechino disturbo a un numero elevato di persone (anche se la denuncia può essere avanzata da pochi individui).

Dopodiché, si può inviare una raccomandata o una posta elettronica certificata alla polizia o alla stazione dei carabinieri più vicina. In verità, l’esposto vero e proprio è quello presentato alla Procura della Repubblica.

Nella comunicazione, bisognerà narrare i fatti, indicare gli elementi di prova e chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Non ci sono formule prestabilite anche se, presso alcune stazioni o comandi, sono presenti già dei modelli prestampati.


Facsimile esposto rumori in condominio 

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI <…> / CARABINIERI DI <…> /POLIZIA DI <…>

Il sottoscritto/la sottoscritta <…>, nato/a a <…> il <…>, residente in <…> alla via <…>, c.f. <…>, tel. <…>,

ESPONE QUANTO SEGUE

Il presente atto ha la finalità di porre all’attenzione di questa Ecc.ma Autorità  i seguenti accadimenti, affinché gli organi competenti possano eseguire gli opportuni accertamenti e valutare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti in relazione ai fatti dedotti. Segnalo la necessità dell’intervento della Pubblica Autorità per la pronta risoluzione della vicenda descritta per la presenza di condotte che ritengo contrarie alla legge.

(Descrizione analitica e cronologica dei fatti: ora, giorno e luogo in cui è stato commesso il fatto per cui si chiede di procedere. Aggiungere qualsiasi particolare che possa rivelarsi utile all’esatta ricostruzione della vicenda che si intende portare all’attenzione dell’Autorità giudiziaria competente, come le parole precise e le circostanze che si ritengono importanti a far comprendere la gravità dei fatti esposti. Indicare le generalità di tutti i soggetti presenti al momento dei fatti in grado di riferire in merito, precisando nome, cognome e indirizzo, se conosciuti, numeri di telefono o qualsiasi altra informazione utile a consentirne la rintracciabilità).

Al fine di sentire le persone informate sui fatti sopra descritti si indicano:

Sig.<…>, residente in <…> , tel. <…>

Per tutto quanto sovra esposto e motivato il sottoscritto/la sottoscritta <…>, così come identificato/a

CHIEDE

che l’Ecc.ma Procura della Repubblica adita/ Carabinieri / Pilizia voglia disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti così come esposti dettagliatamente in narrativa, valutando gli eventuali profili d’illiceità penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili al fine di procedere nei loro confronti.

Con il presente esposto si intende inoltre formulare denuncia-querela, sempre in relazione ai fatti sovra descritti, nell’ipotesi in cui dagli accertamenti svolti dalle Autorità competenti dovessero emergere fattispecie di reato per i quali la legge richiede la procedibilità a querela di parte.

Il sottoscritto/la sottoscritta <…> chiede di essere avvisato/a ai sensi dell’art. 406 c.p.p. nel caso in cui il Pubblico Ministero avanzi formale richiesta di proroga delle indagini preliminari. Chiede di essere avvisato/a anche nel caso in cui, ai sensi dell’art. 408 c.p.p., il Pubblico Ministero presenti richiesta di archiviazione se la notizia di reato dovesse rivelarsi infondata. Con osservanza.

Luogo e data

<…>

Firma leggibile

<…>

Allegati: 1) Fotografie 2) Documenti

note

[1] Cass. ord. n. 20112/2019.

[2] Cass. sent. n. 4908/2018.


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