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Servizio raccolta rifiuti: ultime sentenze

26 Ottobre 2019
Servizio raccolta rifiuti: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: servizio di raccolta rifiuti; requisito di idoneità professionale; procedura di gara per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti; affidamento in via provvisoria prima della conclusione della gara; irregolare espletamento del servizio; accertamento specifico dell’effettiva erogazione del servizio di raccolta rifiuti in grave difformità dalle previsioni.

Servizio di raccolta e trasporto di rifiuti urbani 

L’affidamento in via provvisoria del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti urbani, prima che sia portata a termine la gara, non esclude la qualificazione giuridica della fattispecie in termini di appalto di pubblico servizio, anche se il momento genetico del rapporto è determinato, non dalla stipula di un contratto, ma dalla delibera della giunta municipale di affidamento del servizio (prorogato con ordinanze contingibili e urgenti), in quanto, dopo l’affidamento, la natura del rapporto è comunque paritetica e l’esecuzione del menzionato servizio è disciplinata dalle regole contrattuali contenute nel capitolato speciale di appalto, accettate dall’impresa anche senza la formale conclusione del contratto; ne consegue l’attribuzione al giudice ordinario, in base alle ordinarie regole di riparto, della controversia relativa alla corretta applicazione delle penali, previste dal capitolato speciale per il caso di irregolare espletamento del servizio, posto che la giurisdizione esclusiva, stabilita prima dall’art. 33, comma 2, lett. e), del d.lgs. n. 80 del 1998 (come modificato dall’art. 7 della l. n. 205 del 2000) e poi dall’art. 133, comma 1, lett. p), dell’allegato 1 al d.lgs. n. 104 del 2010, attiene soltanto alla precedente fase di scelta del contraente.

Cassazione civile sez. un., 21/05/2019, n.13660

Servizio di gestione rifiuti su aree autostradali

Il servizio di gestione dei rifiuti sulle aree autostradali e relative pertinenze, dalla raccolta allo smaltimento in discarica, compete al concessionario della rete viaria a norma dall’art. 14 del d.lgs. n. 285 del 1992: ne consegue che, in relazione a detta attività, alcun potere impositivo, ai fini della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, può essere riconosciuto in capo ai comuni, quali enti proprietari che in tale ambito operano in regime di privativa, non essendo detto potere configurabile in favore di un soggetto diverso da quello che espleta il servizio.

Cassazione civile sez. trib., 18/01/2019, n.1341

Se il contribuente dimostra il disservizio la tassa va ridotta?

In virtù dell’art. 59, comma 4, d.lgs. n. 507/1993 se il servizio di raccolta rifiuti, sebbene istituito e attivato, non si sia svolto nella zona di residenza o di dimora del contribuente o sia stato effettuato in grave violazione delle prescrizioni normative, quanto a distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, il tributo è dovuto nella misura ridotta non superiore al 40% della tariffa.

Cassazione civile sez. trib., 12/09/2019, n.22676

Concessione e appalto: differenza

La differenza tra concessione e appalto di servizi riposa nelle modalità della remunerazione e nel fenomeno di traslazione dell’alea inerente una certa attività in capo al privato, sicché si avrà concessione quando l’operatore si assume in concreto i rischi economici della gestione del servizio, rifacendosi essenzialmente sull’utenza mentre si avrà appalto quando l’onere del servizio stesso venga a gravare sostanzialmente sull’amministrazione. (Nella specie, il giudice qualificava il servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti in termini di appalto di servizi, e non come concessione come richiesto dall’A.E., con conseguente deduzione I.R.A.P., sulla base di una serie di elementi quali il nomen iuris utilizzato, gli affidamenti in questione erano stati aggiudicati all’esito di una procedura ad evidenza pubblica, rapporto bilaterale nonché il rischio in capo all’Amministrazione conferente).

Comm. trib. prov.le Lecce sez. IV, 02/04/2019, n.531

Turbata liberalità della scelta del contraente

In tema di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente ex art. 353-bis c.p., il “mezzo fraudolento” consiste in qualsiasi artificio, inganno o menzogna concretamente idoneo a mettere in pericolo la correttezza della procedura di predisposizione del bando di gara, sicchè se ne deve escludere la sussistenza ogni qualvolta sia stata garantita agli interessati un’adeguata informazione e pubblicità del contenuto degli atti e comportamenti posti in essere dall’organo amministrativo che procede.

(Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio la misura cautelare emessa sul presupposto dell’illegittimo affidamento diretto del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti urbani, in quanto l’adeguata informazione e pubblicità del contenuto degli atti, assunti collegialmente e muniti dei prescritti pareri di regolarità tecnica e contabile, erano elementi idonei ad escludere la sussistenza del requisito della fraudolenta alterazione del procedimento di scelta del contraente).

Cassazione penale sez. VI, 26/02/2019, n.14418

Attività di smaltimento dei rifiuti: è riconducibile all’attività di appalto?

L’art. 11, comma 1, n. 2 del D. Lgs. n.446 del 1997 esclude dall’agevolazione del cuneo fiscale le imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori di raccolta e smaltimento rifiuti, ciò non può indurre a ritenere che le uniche forme di gestione di un servizio pubblico da parte di un Ente Locale siano o la gestione diretta ovvero la concessione atteso che nel nostro ordinamento è prevista anche la forma dell’appalto di servizi che può essere liberamente scelta, operando in tal caso la deducibilità del costo del lavoro dipendente dalla base imponibile I.R.A.P..

Comm. trib. reg. Torino, (Piemonte) sez. V, 25/02/2019, n.271

Diritto alla riduzione della Tarsu: cosa presuppone?  

Il diritto alla riduzione della ta.r.s.u. presuppone l’accertamento specifico (mirato sul periodo, sulla zona di ubicazione dell’immobile, sulla tipologia dei rifiuti conferiti e, in generale, su ogni altro elemento utile a verificare la ricorrenza in concreto della richiesta riduzione) della effettiva erogazione del servizio di raccolta rifiuti in grave difformità dalle previsioni legislative e regolamentari, il cui onere probatorio grava sul contribuente che invoca la riduzione, il quale deve dimostrare il presupposto della riduzione della ta.r.s.u., ai sensi del d.lg. n. 507 del 1993, art. 59, comma 4, provando il fatto obiettivo che il servizio di raccolta, istituito ed attivato, non sia svolto nella zona di residenza o di dimora nell’immobile a disposizione o di esercizio dell’attività dell’utente, ma sia svolto in grave violazione delle prescrizioni del regolamento del servizio di nettezza urbana, relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, impedendo all’utente di usufruire agevolmente del servizio stesso. A nulla rileva infatti la notorietà della problematica inerente i rifiuti della città di Napoli

Cassazione civile sez. trib., 05/02/2019, n.3265

Modalità di smaltimento condominiale dei rifiuti

In materia condominiale, nel caso in cui il servizio di raccolta dei rifiuti viene modificato per adeguarlo alle nuove prescrizioni igieniche comunali, è di esclusiva competenza dell’assemblea condominiale individuare le nuove modalità di espletamento del servizio comune.

Cassazione civile sez. II, 23/11/2018, n.30455

Controversie in tema di gestione di rifiuti

L’espressione “l’azione di gestione dei rifiuti” di cui all’art. 4,1 comma, del d.l. n. 90 del 2008, conv. in l. n. 123 del 2008 (recante la devoluzione delle relative controversie alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo) va logicamente intesa nel senso che l’attività della P.A. deve essere preordinata all’organizzazione o all’erogazione del servizio pubblico di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, con esclusione delle controversie in cui vengano in rilievo questioni meramente patrimoniali nascenti da un rapporto obbligatorio di natura negoziale – come nel caso di specie – che rientrano dunque nella giurisdizione dell’A.G.O. Di talchè la giurisdizione del G.A. va esclusa ogniqualvolta la controversia esuli dall’esercizio di un potere autoritativo e afferisca, come nel caso di specie, all’ an e al quantum della pretesa patrimoniale.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 24/10/2018, n.6161

Gara per il servizio di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali assimilati

L’impegno posto a carico dell’appaltatore, nel capitolato, di indicare l’impianto di smaltimento/rivalorizzazione degli oli e la lista di quelli per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi risponde evidentemente all’esigenza della stazione appaltante di accertarsi che lo smaltimento avvenga nel rispetto della normativa che regola il ciclo dei rifiuti e a consentire, in sede d’esecuzione dell’appalto, i controlli sull’effettivo conferimento dei medesimi; non vale invece ad attrarre detta ulteriore fase della gestione dei rifiuti nell’oggetto dell’appalto del servizio di raccolta e trasporto rifiuti.

È di conseguenza improprio ogni riferimento a una supposta lesione della disciplina del subappalto con riguardo alla fase di smaltimento dei rifiuti in questione, dovendosi più propriamente ritenere, nella specie, che si richieda la semplice stipula tra appaltatore e azienda terza di un (sub)contratto finalizzato all’esecuzione dell’appalto, con l’insorgere a carico del primo degli obblighi di comunicazione alla stazione appaltante ai sensi della lex specialis, prima dell’inizio della prestazione o durante l’esecuzione della stessa, in caso di variazione

T.A.R. Bolzano, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 11/10/2018, n.292

Qual è il requisito per partecipare alle gare per lo svolgimento del servizio di igiene urbana?

Nelle gare pubbliche aventi ad oggetto la prestazione dei servizi di igiene urbana e lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti, l’iscrizione all’ANGA ( Albo Nazionale Gestori Ambientali) è requisito di partecipazione e non di esecuzione del contratto.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. I, 07/08/2018, n.5223

L’iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali

L’iscrizione all’Albo Nazionale gestori ambientali deve considerarsi condizione necessaria di partecipazione alla procedura di gara per l’affidamento, tra gli altri, del servizio di raccolta dei rifiuti, sebbene la stessa non venga espressamente elencata tra i requisiti di qualificazione di cui al disciplinare. È principio pacifico in giurisprudenza che le clausole del bando, ivi comprese quelle che individuano i requisiti di partecipazione alla gara, vanno interpretate anche alla luce della normativa di settore rilevante nella specifica materia in cui si inserisce il servizio affidato in concreto tramite procedura ad evidenza pubblica.

Pertanto, la disciplina di gara, avuto riguardo allo specifico oggetto dell’appalto, deve ritenersi etero — integrata dal diritto nazionale vigente, sicchè, nel caso in cui la Stazione Appaltante ometta di inserire nella disciplina di gara elementi previsti come obbligatori dall’ordinamento giuridico, soccorre il meccanismo di integrazione automatica in base alla normativa in materia, analogamente a quanto avviene nel diritto civile ai sensi degli artt. 1374 e 1339 c.c., colmandosi in via suppletiva le eventuali lacune del provvedimento adottato dalla p.a. (nel caso di specie, la riscontrata lacuna della disciplina di gara — consistente nella mancata previsione esplicita di detto requisito — viene eterointegrata dalle puntuali e imperative disposizioni di cui all’art. 121, d.lg. n. 152/2006).

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 26/11/2018, n.6828



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