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Permessi Legge 104: obblighi del datore di lavoro

6 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 luglio 2018



Come gestire i lavoratori beneficiari di Legge 104: permessi, autorizzazione, agevolazioni, pagamento dell’indennità, congedo straordinario.

Per il datore di lavoro, avere in organico un dipendente beneficiario della Legge 104 [1] comporta diversi adempimenti particolari ed aggiuntivi nell’amministrazione del personale, nel caso in cui l’interessato si avvalga della concessione dei 3 giorni di permesso al mese, frazionabili anche a ore. I permessi Legge 104 sono retribuiti dall’Inps; è dunque necessario che il lavoratore, unitamente alla domanda indirizzata al datore di lavoro, invii un’apposita domanda all’istituto per averne diritto: è importante verificare la correttezza degli adempimenti sin dalla fase dell’autorizzazione, in quanto qualsiasi problema nella concessione dei permessi al lavoratore potrebbe riflettersi sull’azienda. Altre difficoltà possono sorgere quando i permessi Legge 104 sono in corso di godimento, ad esempio se il dipendente beneficiario ha un contratto di part time verticale o misto, se deve andare in ferie o se si ammala. È causa di dissidi e contenzioso anche la programmazione di queste assenze. Facciamo allora il punto della situazione sui permessi Legge 104: obblighi del datore di lavoro, requisiti da verificare, gestione delle assenze.

Quali dipendenti hanno diritto ai permessi Legge 104?

I permessi Legge 104 spettano ai lavoratori che assistono un familiare con handicap grave riconosciuto da un’apposita commissione medica Asl (nell’attesa del riconoscimento “ufficiale”, è possibile ottenere una certificazione provvisoria sostitutiva), o ai lavoratori portatori di handicap grave. Nel dettaglio, i permessi spettano per i seguenti familiari:

  • ai genitori;
  • al coniuge;
  • al convivente more uxorio;
  • al partner unito civilmente;
  • ai parenti e affini entro il 2° grado;
  • ai parenti e affini entro il 3° grado (solo in casi particolari).

I familiari entro il 3° grado hanno diritto ai permessi se il genitore o il coniuge (e ora il convivente) del disabile:

  • hanno compiuto i 65 anni;
  • sono invalidi a carattere permanente;
  • sono deceduti o mancanti (assenza naturale o giuridica).

Come si richiedono i permessi Legge 104?

Per aver diritto ai permessi legge 104, il dipendente deve inviare un’apposita domanda all’Inps. È Infatti l’istituto a pagare l’indennità, che il datore di lavoro deve soltanto anticipare. La domanda deve essere redatta su un apposito modulo, reperibile anche dal portale web dell’istituto, il modello SR08_Hand 2.

La domanda all’Inps deve contenere:

  • i dati di chi richiede i permessi e la sua posizione lavorativa, compreso l’orario contrattuale (part time o full time);
  • i dati del disabile e la relazione di parentela del richiedente col disabile;
  • l’indicazione riguardo all’esistenza o meno di altri familiari beneficiari di permessi o congedi per lo stesso disabile;
  • l’indicazione dell’eventuale ricovero del disabile (i permessi, in caso di ricovero, sono fruibili solo in determinate ipotesi);
  • la distanza tra l’abitazione del richiedente e quella del disabile;
  • l’autodichiarazione dei dati e del possesso di handicap in situazione di gravità, firmata dallo stesso disabile, o dal tutore, dal curatore o dall’amministratore di sostegno, in caso di documentato impedimento;
  • le eventuali modalità di pagamento, nei casi in cui l’indennità non sia liquidata dal datore di lavoro, ma direttamente dall’Inps.

Ad ogni modo, alla domanda deve essere allegata la certificazione di handicap grave rilasciata al disabile da parte della commissione Asl integrata, oppure da parte di un altro medico specialista, nei casi di ritardo nel rilascio del certificato stesso.

Come si invia la domanda di permessi Legge 104 all’Inps?

La domanda di autorizzazione ai permessi può essere inoltrata tramite:

  • sito web dell’Inps:in questo caso, il lavoratore deve essere munito di Pin dispositivo o Spid di secondo livello, per accedere alla sezione Servizi per i cittadini; la domanda può essere inviata accedendo a “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito”, e compilando il form online, al quale deve essere allegata la certificazione ed ulteriore documentazione;
  • call center Inps: in questo caso, il dipendente deve chiamare il numero 803.164, munito dello stesso Pin valido per l’accesso ai servizi online dell’istituto;
  • patronato: in quest’ipotesi, bisogna compilare il modulo cartaceo SR08_Hand2, che deve essere poi inviato, assieme alla certificazione e all’ulteriore documentazione, all’Inps, tramite i servizi telematici del patronato stesso.

Vero è che l’invio della domanda all’Inps è un adempimento a carico del lavoratore: è comunque consigliabile che il datore di lavoro verifichi la correttezza degli adempimenti, per non ritrovarsi a gestire, successivamente, situazioni problematiche, come la restituzione all’Inps dell’indennità illegittimamente fruita per i permessi.

Domanda autorizzazione permessi Legge 104 al datore di lavoro

Il lavoratore è comunque tenuto a presentare al datore di lavoro un’ulteriore domanda: a questo proposito va precisato che l’azienda, o l’amministrazione, non ha discrezionalità in merito alla concessione dei permessi, ma può esclusivamente verificare l’esistenza dei requisiti per la fruizione in capo al dipendente.

Non esiste un modello prestabilito di domanda, in quanto la forma è libera. È necessario, però, che siano indicati i dati del lavoratore, quelli del disabile, il legame di parentela esistente (unitamente all’assenza di altri familiari disponibili), l’impegno a prestare la propria opera di assistenza ed a comunicare ogni variazione, e che risulti allegata la certificazione dell’handicap ed altra documentazione necessaria nel caso specifico.

Qui si può osservare un facsimile di domanda che il lavoratore potrebbe inviare all’azienda.

I permessi Legge 104 devono essere pianificati?

Come abbiamo osservato, il datore di lavoro non può sindacare sulla spettanza dei permessi, ma può domandare al dipendente una programmazione dei 3 giorni di permesso, se:

  • non è compromesso il diritto di assistenza del disabile;
  • le giornate di assenza sono individuabili;
  • i criteri di programmazione sono condivisi.

Resta ad ogni modo ferma la facoltà, in capo al dipendente, di modificare unilateralmente le giornate di permesso, in base alle concrete esigenze del disabile, che prevalgono sulle esigenze aziendali.

Chi paga i permessi Legge 104?

I permessi Legge 104 sono pagati dall’Inps, ma anticipati azienda, che li deve poi conguagliare con i contributi previdenziali dovuti. Il conguaglio va esposto nel modello di dichiarazione mensile da inviare all’Inps, il modello Uniemens, Lista Pos Pa per gli enti pubblici. In alcuni casi particolari il trattamento può essere pagato direttamente dall’Inps.

Permessi Legge 104 per il dipendente in part time orizzontale

Chi ha un contratto part time orizzontale, cioè chi lavora tutti i giorni, ma per un numero di ore inferiori all’orario giornaliero ordinario, ha ugualmente diritto a 3 giorni di permesso al mese.

In relazione a ogni giornata, ovviamente, le ore di permesso spettante sono di meno, così come sono di meno le ore lavorate: questa non è una discriminazione, considerando che il diritto non viene tolto, ma viene riproporzionato in base alla quantità del lavoro prestato.

Permessi Legge 104 per il dipendente in part time verticale

Per quanto riguarda i lavoratori con part time verticale o misto, cioè che prestano la propria attività soltanto per alcune giornate la settimana, o per alcuni periodi dell’anno, il calcolo dei permessi Legge 104 spettanti è differente.

Nella generalità dei casi, il numero dei giorni di permesso retribuito va ridimensionato in proporzione alle giornate di lavoro prestate, arrotondando.

Se, però, il dipendente presta servizio per oltre la metà delle giornate lavorative settimanali, ad esempio se lavora almeno 4 giorni su 6, i 3 giorni di permesso Legge 104 spettano per intero e non devono essere riproporzionati. Questo per riconoscere, come chiarito dalla Cassazione, l’importanza degli interessi coinvolti e l’esigenza di effettività di tutela del disabile [1] .

Permessi Legge 104 per il dipendente in ferie

I permessi Legge 104 non incidono sulle ferie, cioè non diminuiscono le ferie spettanti nell’anno. Inoltre, i permessi non devono essere riproporzionati se nel mese si fruiscono dei giorni di ferie, come ha precisato il Ministero del Lavoro [2], in quanto sono distinte le finalità dei due istituti.

Permessi Legge 104: tredicesima e Tfr

Tredicesima, altre mensilità aggiuntive e Tfr non vanno riproporzionati in base ai permessi Legge 104 fruiti.

Permessi Legge 104 per il dipendente in malattia

Le assenze per malattia del lavoratore non riducono le giornate di permessi Legge 104 spettanti nel mese. Questo, perché le motivazioni alla base delle assenze rispondono ad esigenze di tutela differenti.

Lo stesso principio è applicabile anche ad altre assenze tutelate, come quelle per maternità obbligatoria o facoltativa, o per la fruizione di altri permessi o congedi come i permessi sindacali.

Si tratta di istituti con finalità differenti, in pratica di diritti diversi spettanti al lavoratore, che non possono essere limitati perché il dipendente decide di beneficiarne nello stesso mese.

note

[1] Cass. sent. n. 22925/2017.

[2] Min. Lav. nota ad interpello n. 21/2011.

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