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Amore platonico: è tradimento?

2 Ottobre 2019
Amore platonico: è tradimento?

Si può addebitare la separazione a chi viene scoperto avere un’amicizia speciale su internet senza che sia mai sfociata in un rapporto fisico?

Nell’era dei rapporti social, non è affatto scontato che due persone, conosciutesi su internet, si incontrino poi di persona. Così le relazioni possono nascere e morire sul web senza che vi sia mai un contatto fisico. Ciò non toglie che si possano ugualmente instaurare dei legami affettivi e che questi possano oscurare quelli già esistenti, magari quello con il coniuge. Ecco, in un’ipotesi del genere, se il partner dovesse scoprire una chat segreta con l’amante virtuale, è normale chiedersi: l’amore platonico è tradimento?

La questione è stata analizzata proprio di recente dalla Corte di Appello di Palermo [1]. Come ben potrai immaginare, non è la prima volta che la giurisprudenza è chiamata a rispondere sul significato da dare alla parola “tradimento” ai fini dell’addebito nella separazione e nel divorzio. Un bacio o una semplice carezza possono essere tradimento? Un appuntamento con una persona conosciuta su Facebook lo è? E una lunga serie di messaggi dal contenuto erotico o semplicemente ricchi di complimenti galanti? Ecco qual è stata la risposta della sentenza in commento.

Adulterio: conseguenze

L’unica conseguenza dell’adulterio è l’addebito, ossia la «dichiarazione di responsabilità» a carico di chi ha tradito. Questa, però, non comporta alcuna sanzione sul piano economico né può integrare un reato. Gli effetti dell’addebito sono solo due:

  • la perdita del diritto all’assegno di mantenimento, se il coniuge fedifrago è anche quello più povero. Pertanto, se a tradire è invece il coniuge con il reddito più alto, per lui non vi può essere alcuna conseguenza visto che, in ogni caso, sarebbe tenuto a versare il mantenimento proprio per via della sproporzione del reddito a suo favore;
  • la perdita dei diritti di successione, se l’ex coniuge dovesse morire tra dopo la separazione e prima del divorzio (dopo il divorzio si perde, in ogni caso, il diritto all’eredità dell’ex).

Tradimento: come ottenere l’addebito?

Chi sostiene di essere tradito e vuol chiedere la separazione con addebito a carico del coniuge deve dimostrare che la convivenza con quest’ultimo è divenuta intollerabile proprio a causa della relazione adulterina.

Il fedifrago, a sua volta, potrà difendersi sostenendo che il matrimonio è naufragato per altre e preesistenti cause, come ad esempio i continui litigi, un atto di violenza, l’abbandono del tetto coniugale, ecc.

Se, pertanto, la crisi tra i coniugi era precedente all’infedeltà ed era già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale, il giudice può escludere l’addebito: in questo caso, infatti, l’infedeltà costituisce non la causa dell’intollerabilità ma una sua conseguenza.

L’amicizia o l’amore platonico può essere causa di separazione?

La violazione dell’obbligo di fedeltà non porta, quindi, in automatico all’addebito; la valutazione di tale comportamento è rimessa al giudice che può addebitare la separazione al coniuge infedele solo se verifica il rapporto di causa-effetto tra infedeltà e crisi del matrimonio. L’accertamento deve essere rigoroso ed eseguito su una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi.

In questo quadro, la giurisprudenza ha avuto modo di ritenere che l’amore platonico non può essere considerato tradimento. I messaggi su Facebook o su qualsiasi altra chat non possono essere causa di addebito. Il semplice rapporto di amicizia con persona dell’altro sesso, quando non ci sono elementi per configurare una concreta e riconosciuta ipotesi di adulterio, non è stato classificabile come infedeltà coniugale [2]. Lo stesso dicasi per la relazione platonica consistente in contatti telefonici o via internet non caratterizzata dal reciproco coinvolgimento sentimentale [3].

Si può, invece, configurare tradimento nel caso di una serie di messaggi dove il soggetto sposato rivela all’altro di amarlo e di non riuscire più a vedere il proprio coniuge proprio per questa ragione. Lo sono anche gli scambi di immagini a contenuto erotico su una chat virtuale come WhatsApp.

Infine, l’amore platonico può diventare tradimento quando si palesa all’esterno in comportamenti che possono far supporre ai terzi l’esistenza di una relazione extraconiugale, anche se in concreto una relazione non si è ancora stabilizzata [4]. Si tratta della cosiddetta infedeltà apparente, in quanto “appare” in pubblico. In tale ipotesi, infatti, si lede la reputazione del coniuge, il che è causa di addebito.

In passato, la Cassazione [5] ha anche ritenuto colpevole di tradimento un coniuge che, anche senza consumare adulterio, aveva intrattenuto con un estraneo una relazione platonica per via degli aspetti esteriori con cui il sentimento era stato coltivato e dall’ambiente ristretto in cui i coniugi vivevano: ciò aveva dato luogo a plausibili sospetti di infedeltà, comportando offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge.

Non è, invece, adulterio quando un coniuge fa sospettare il tradimento, ma è l’altro a rivelare il suo comportamento in pubblico [6].


note

[1] C. App. Palermo, sent. n. 1700/19.

[2] Trib. Perugia 14 marzo 2000.

[3] Cass. 12 aprile 2013 n. 8929.

[4] Cass. 12 dicembre 2008 n. 29249.

[5] Cass. 11 giugno 2008 n. 15557, Cass. 14 aprile 1994 n. 3511, App. Perugia 28 settembre 1994.

[6] Cass. 28 ottobre 1982 n. 5635.


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