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Elettrodomestici, arriva il diritto di riparazione: cos’è?

3 Ottobre 2019 | Autore:
Elettrodomestici, arriva il diritto di riparazione: cos’è?

Nuova normativa dell’Unione europea: maggiori garanzie per i consumatori sugli interventi in caso di guasto e sulla durata degli apparecchi.

Ti sarà capitato qualche volta di avere un guasto ad un elettrodomestico e di essere costretto a chiamare l’assistenza. Sarai stato costretto a telefonare ad un tecnico ufficiale dell’azienda che lo ha fabbricato, in caso contrario sarà probabile che ti sia sentito rispondere che l’apparecchio non può essere riparato perché manca qualche pezzo originale di ricambio. Risultato: o rischi di accettare che venga installato un altro pezzo simile, che magari non ti dà lo stesso risultato, o cambi l’elettrodomestico con uno nuovo. «E io pago», direbbe il mitico Totò. Tutto questo sta per finire grazie ad un provvedimento preso dall’Unione europea. Infatti, per gli elettrodomestici arriva il diritto di riparazione: che cos’è?

Si tratta di una normativa che vedrà la luce nell’Ue nel 2021 e che comporterà per i fabbricanti un importante giro di vite: dovranno offrire ai consumatori maggiori garanzie nel caso in cui si richieda necessario un intervento tecnico. In altre parole, saranno tenuti ad assicurare ai clienti il diritto di riparazione sugli elettrodomestici senza che la lavatrice, la lavastoviglie o il frigorifero debbano finire per forza in discarica.

Lo scopo di questo provvedimento, infatti, è quello di tutelare allo stesso tempo il consumatore finale e l’ambiente. Il primo non dovrà diventare matto per far sistemare un apparecchio o spendere inutilmente dei soldi per comprarne uno nuovo. Inoltre, con degli elettrodomestici che durano più a lungo si evita di produrre e di accumulare altri rifiuti.

Ecco i dettagli del diritto di riparazione degli elettrodomestici.

Diritto di riparazione: che cos’è?

Come abbiamo accennato, spesso ci si trova a dover chiamare un tecnico per sistemare un elettrodomestico che non funziona correttamente. Pensiamo si tratti solo di sostituire un pezzo, senza spendere chissà quanto. Il problema si pone quando l’apparecchio è stato fabbricato in modo che, per poterlo riparare, si debba ricorrere per forza all’assistenza ufficiale dell’azienda o del marchio che ha prodotto la lavatrice, il frigorifero o l’asciugatrice. È quella che viene chiamata «obsolescenza programmata», cioè il produrre un apparecchio in modo che abbia una certa durata, dopodiché il cliente è costretto a chiamare un tecnico perché cominciano i guasti. Può succedere, a questo punto, che quel tecnico specifico sia impegnato in altri lavori e non sia disponibile per un certo periodo di tempo. Immagina, per esempio, se il guasto avviene nel mese di agosto, quando molti esercizi sono chiusi: un disastro.

Per evitare tutto questo, diverse associazioni di consumatori europee si sono alzate sul piede di guerra ed hanno chiesto e ottenuto una nuova normativa in materia. Così, l’Unione europea ha deciso di tutelare maggiormente i consumatori attraverso il diritto di riparazione. Un’esigenza che si era manifestata già su altri apparecchi e dispositivi (cellulari e computer in cima alla lista) e che adesso interessa gli elettrodomestici. In sostanza, i produttori dovranno garantire ai consumatori maggiori possibilità di risolvere un guasto chiamando un qualsiasi tecnico abilitato e non per forza quello che porta il marchio dell’azienda. Il cliente finale, inoltre, eviterà di comprare un apparecchio nuovo, magari di un modello successivo arrivato nel frattempo sul mercato.

Diritto di riparazione: che cosa cambia?

La nuova normativa sul diritto di riparazione degli elettrodomestici entrerà in vigore, in una prima versione, nel 2021. Comporterà, naturalmente, per i fabbricanti delle regole diverse da rispettare nella fabbricazione degli elettrodomestici e, contemporaneamente, maggiori garanzie per i consumatori nel momento in cui l’apparecchio non funziona in modo corretto.

In pratica, il cliente non dovrà più trovarsi in quella situazione che spesso lo fa disperare quando, di fronte ad un guasto, l’elettrodomestico non può essere riparato da chiunque, ad esempio perché ci vuole un determinato attrezzo per aprirlo oppure perché il pezzo di ricambio non è reperibile. In questo modo, il tecnico che è stato chiamato deve arrangiarsi come può ed utilizzare dei pezzi o dei materiali non originali creando, involontariamente, un danno.

Risultato: la vita dell’apparecchio sarà più breve e toccherà comprarne uno nuovo. A meno che non si riesca ad avere l’assistenza ufficiale. In entrambi i casi, comunque, ci guadagna il fabbricante.

Dal 2021, quindi, le aziende dovranno offrire ai consumatori ulteriori alternative per rispettare il diritto di riparazione, come ad esempio la possibilità di intervenire con attrezzi convenzionali utilizzando dei comuni pezzi di ricambio che non danneggino l’apparecchio.

Il diritto previsto dall’Unione europea si applica solo sugli elettrodomestici più abituali, come lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi o apparecchi destinati all’illuminazione. Restano fuori – almeno per ora – altri dispositivi come gli smartphone.

Inoltre, la normativa riguarda solo l’intervento di un professionista, cioè di un tecnico abilitato, e non quello del consumatore «tuttofare» che si avventura nel fai-da-te: in quest’ultimo caso, si prende la responsabilità di quello che fa senza poter reclamare alcunché.


note

Autore immagine: canva.com


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2 Commenti

  1. Quindi,il diritto alla riparazione sarà dovuto solo sugli apparecchi nuovi a partire dal 2021? E gli elettrodomestici vecchi allora? Li cestiniamo? Ho anche per questi si ha il diritto alla riparazione?

  2. Ma che caxxo scrivete??? Vi rendete minimamente conto delle falsità che state diffondendo? Pura disinformazione!! Sempre a danno do noi tecnici, qualsiasi sia l’azienda per cui lavoriamo!!!

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