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Installazione parti meccaniche auto: necessaria omologazione?

5 Ottobre 2019
Installazione parti meccaniche auto: necessaria omologazione?

L’installazione su un fuoristrada dei differenziali bloccabili (non autobloccanti, ma a pulsante dall’interno del veicolo) rientra nei casi dell’art.78 C.d.S., Regolamento, Appendice e qualche eventuale decreto ministeriale per i quali sono previsti prova, omologazione, aggiornamento carta di circolazione o altro?

Le anticipo che non esistono pronunce giurisprudenziali relative all’eventuale autorizzazione richiesta per l’inserimento dell’impianto differenziale bloccabile all’interno di una autovettura sprovvista; per tale motivo, occorre un’analisi esegetica (letterale) della normativa di riferimento.

L’art.78, da Lei correttamente richiamato, dopo aver previsto la sanzione amministrativa per eventuali modifiche strutturali o funzionali dell’autovettura, fa un rimando al regolamento d’esecuzione del nuovo codice della strada e, in particolare, al suo art.236, secondo il quale ogni modifica alle caratteristiche costruttive o funzionali, tra quelle indicate nell’appendice V di quella normativa ed individuate con decreto del Ministero dei trasporti e della navigazione – Direzione generale della M.C.T.C., o che determini la trasformazione o la sostituzione del telaio, comporta la visita e prova del veicolo interessato, presso l’ufficio [provinciale] della Direzione generale della M.C.T.C. competente in relazione alla sede della ditta che ha proceduto alla modifica.

Tolta l’ipotesi che, in questo caso, si tratti di una modifica del telaio, occorre analizzare l’appendice V che, per quello che ci interessa nella fattispecie, indica – tra le caratteristiche costruttive e funzionali, la cui modifica richiede un’autorizzazione – testualmente:

A – Masse, dimensioni ed allestimenti

  1. a) Massa in ordine di marcia (tara).
  2. b) Massa massima tecnicamente ammissibile.
  3. c) Masse massime sugli assi.
  4. d) Dimensioni massime di ingombro.
  5. e) Numero assi ed interassi.
  6. f) Carreggiate.
  7. g) Sbalzi massimi.
  8. h) Fascia di ingombro.
  9. i) Dimensioni interne abitacolo e determinazione del numero di posti.
  10. l) Tipo della struttura portante.
  11. m) Carrozzeria.
  12. n) Attrezzature particolari.

B – Prestazioni

  1. a) Determinazione velocità calcolata.
  2. b) Verifica della velocità massima.
  3. c) Per il motore: numero cilindri, cilindrata, ciclo di funzionamento, potenza e coppia massima e relativi numeri di giri, alimentazione, combustibile.
  4. d) Determinazione consumo combustibile.
  5. e) Prova di accelerazione in piano.
  6. f) Spunto in salita.
  7. g) Rapporto potenza/massa.
  8. h) Massa rimorchiabile.
  9. i) Tipo della trasmissione e rapporti.

C – Sicurezza attiva

  1. a) Installazione dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione.
  2. b) Impianto elettrico.
  3. c) Avvisatori acustici.
  4. d) Tergiproiettori.
  5. e) Frenatura, sistema frenante ed elementi costitutivi.
  6. f) Specchi retrovisori.
  7. g) Sbrinamento e disappannamento del parabrezza.
  8. h) Riscaldamento abitacolo.
  9. i) Serbatoi carburante e prevenzione incendi.
  10. l) Porte (serrature e cerniere – pedane).
  11. m) Campo di visibilità del conducente.
  12. n) Tergilavacristallo parabrezza.
  13. o) Cerchi e ruote.
  14. p) Pneumatici e sospensioni.
  15. q) Sistemazione dei pedali di comando.

D – Sicurezza passiva

  1. a) Urti e ribaltamento.
  2. b) Antifurto.
  3. c) Vetri di sicurezza.
  4. d) Ancoraggi delle cinture di sicurezza.
  5. e) Paraurti per autovetture.
  6. f) Protezione posteriore anti incuneamento.
  7. g) Protezione contro lo spostamento del carico (2).
  8. h) Protezione laterale.
  9. i) Parafanghi.
  10. l) Calzatoie.
  11. m) Sterzo.
  12. n) Sistemazione interna e rumorosità, resistenza dei sedili e loro ancoraggi.
  13. o) Cinture di sicurezza.
  14. p) Sistemi di ritenuta bambini.
  15. q) Appoggiatesta.
  16. r) Sporgenze esterne.
  17. s) Limitazione all’impiego di determinati materiali.
  18. t) Resistenza cabine.
  19. u) Identificazione veicoli lunghi e/o pesanti.
  20. v) Paraspruzzi.
  21. z) Recipienti semplici a pressione.

E – Protezione ambientale

  1. a) Antidisturbi radio.
  2. b) Rumorosità esterna veicoli a motore.
  3. c) Emissioni inquinanti dei veicoli con motore ad accensione spontanea o ad accensione comandata.
  4. d) Posizione tubo di scarico.
  5. e) Durata dei dispositivi antinquinamento allo scarico.

F – Norme per particolari categorie di veicoli

  1. a) Caratteristiche delle autoambulanze.
  2. b) Caratteristiche dei veicoli di interesse storico o collezionistico.
  3. c) Caratteristiche degli autobus.
  4. d) Caratteristiche dei veicoli adibiti al trasporto merci.
  5. e) Caratteristiche delle autocaravan.
  6. f) Caratteristiche dei veicoli per trasporto di persone in servizio di noleggio con conducente o in servizio di piazza.
  7. g) Caratteristiche dei veicoli blindati e/o adibiti a servizi di polizia.
  8. h) Caratteristiche dei ciclomotori.
  9. i) Caratteristiche dei quadricicli a motore.
  10. l) Equipaggiamenti speciali dei veicoli alimentati con combustibili in pressione o gassosi.
  11. m) Caratteristiche dei filoveicoli.

G – Disposizioni fiscali

  1. a) Alloggiamento targa.
  2. b) Potenza fiscale.
  3. c) Potenza fiscale dei motori elettrici.
  4. d) Targhette e iscrizioni.
  5. e) Marcatura di identificazione del motore.

[ f) Colore della carrozzeria].

H – Varie

  1. a) Tachimetro.
  2. b) Cronotachigrafo.
  3. c) Retromarcia.
  4. d) Organi di aggancio e di traino degli autotreni, degli autoarticolati e degli autosnodati.
  5. e) Abbinamento per tipi o classi delle motrici con rimorchi/semirimorchi.
  6. f) Dispositivo di rimorchio dei veicoli in avaria od in rimozione.
  7. g) Identificazione comandi, spie, indicatori.
  8. h) Portabagagli.
  9. i) Portasci.
  10. l) Antenna radio o radiotelefonica.

Per quanto non siano espressamente indicati i “differenziali bloccabili” in questo elenco, il rischio che siano considerati come modifica strutturale/funzionale dell’autovettura è alto; d’altronde, in senso tecnico, il differenziale non è altro che una trasformazione del moto longitudinale dell’albero motore in moto trasversale delle ruote, che impedisce che le ruote motrici slittino in curva, adeguando la loro velocità alla lunghezza della traiettoria.

Inserendo una variante del differenziale, si otterrebbe una nuova funzione di marcia, rispetto a quella prevista dalla casa madre.

Oltre che la visita e prova dell’auto presso i competenti uffici del dipartimento per i trasporti, ad avviso di chi scrive, potrebbe essere necessario anche il rilascio, da parte della casa costruttrice del veicolo, di apposito nulla-osta (come previsto dal regolamento esecutivo in commento), prevedendo l’articolo tale autorizzazione nei casi in cui vi sia una modifica del “collegamento del motore alla struttura del veicolo”.

Ed in effetti, l’inserimento del differenziale bloccabile non fa altro che apporre una modifica agli impulsi dell’albero motore sugli assi.

Una volta ottenuto nulla osta e autorizzazione, dopo la relativa prova, l’aggiornamento dei dati interessati dalla modifica viene eseguito dall’ufficio provinciale della Direzione generale della motorizzazione, tramite l’emissione di un duplicato della carta di circolazione.

Comprendo che l’iter possa sembrare alquanto farraginoso, ma per stare tranquilli legalmente, il mio consiglio è quello di procedere con la comunicazione alla casa madre.

Poi, in termini pratici, essendo una modifica cieca, non esteticamente percepibile (se non con riguardo al pulsante interno di attivazione), è altamente improbabile che la stessa venga rilevata dagli organi accertatori al momento del controllo di polizia; organi che dovrebbero, con eccesso di zelo, rilevare questo pulsante e analizzare la carta di circolazione, rilevando come l’autovettura non fosse dotata di questa opzione al momento della produzione e vendita.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla


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