Tutte le nuove tasse con la Legge di Bilancio 2020

4 Ottobre 2019
Tutte le nuove tasse con la Legge di Bilancio 2020

Le imposte che troveranno spazio nella nuova legge finanziaria: dall’aumento selettivo dell’Iva al ticket sanatoria, dalla nuova tassa sul diesel alle imposte sull’ambiente. 

Ancora sono solo ipotesi allo studio del Governo, ma è possibile già tracciare un quadro delle nuove tasse che introdurrà la Legge di Bilancio 2020. Il tutto per recuperare quei 30 miliardi di euro indicati nella nota di aggiornamento al Def, appena varata dal Consiglio dei Ministri. Con un deficit al 2,2% e una stima di crescita del Pil di solo lo 0,6%, le risorse proverranno da diversi fronti. 7,2 miliardi dalla lotta all’evasione fiscale, in cui sarà messo in  campo il cittadino; a quest’ultimo il compito di chiedere la ricevuta fiscale o la fattura per godere delle detrazioni fino al 19%. 2,8 miliardi proverranno dalle privatizzazioni di quote di società pubbliche e vendite di immobili. 2 miliardi arriveranno dalla proroga dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei terreni e partecipazione. Ci sarà poi il delicato capitolo della tax expenditures, ossia del taglio alle detrazioni fiscali. Qui, il piatto forte sembra arrivare dalla riforma del ticket sanitario, non più un importo uguale per tutti, ma modulato in base alle fasce di reddito. Ci sono poi 1,8 miliardi di risparmi dai tagli dei sussidi dannosi per l’ambiente e maggiori proventi da nuove tasse a carattere ambientale. Ma la giungla delle agevolazioni fiscali da deforestare è molto più ampia: secondo la commissione sulle tax expenditures, nella relazione 2019, allegata alla Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Nadef), sono ben 513 misure da rivedere.

Tra queste ultime, la misura che sta facendo discutere è la cancellazione del tetto delle accise sul diesel che porterà probabilmente il gasolio a costare quanto la benzina: una nuova tassa ambientale che promette grosse ripercussioni non solo sui trasporti privati, ma anche sui costi della produzione, sulle bollette della luce e del gas. Con aumenti generalizzati anche sui prodotti del supermercato.

Sempre in nome dell’ambiente, il Governo non opta per la strada delle detassazione delle attività ecologiche, ma – guarda caso – preferisce tassare quelle che inquinano. In questo quadro, si inserisce la nuova tassa sulla plastica che si applicherà a bottiglie, imballaggi e contenitori di generi alimentari. Dovranno pagarla i produttori, ma è sicuro che verrà scaricata sui consumatori.

C’è poi la nuova sugar tax, anche questa apparentemente votata a tutelare il cittadino, ma di fatto rivolta a conseguire maggior gettito: si tratta di un’imposta che colpirà le bibite gassate e (probabilmente) i prodotti dolciari preconfezionati, alias le cosiddette merendine. I contorni di questa imposta sono ancora incerti per via del veto imposto da Di Maio. Conte, invece, si è dimostrato possibilista.

Proprio ieri, si è fatta avanti una nuova – assurda? – proposta: inserire la tassa su colf e badanti. In pratica, si tratta di trasformare famiglie e privati in sostituti di imposta facendo loro versare addizionali Irpef e contributi. La soluzione cui sta pensando il Governo è dettata dalla necessità di far emergere l’enorme sommerso in materia di lavoratori domestici. Attualmente il datore di lavoro non è tenuto a trattenere dallo stipendio del lavoratore le ritenute fiscali. Versa semplicemente i contributi previdenziali (Inps/Inail), ed è poi il lavoratore a dover pagare le tasse in dichiarazione dei redditi (Irpef). L’ipotesi è quindi ora quella di obbligare invece le famiglie a effettuare le trattenute mensili, da versare poi all’Erario, mediante modello F24 o altri metodi semplificati.

Dulcis in fundo, si fa per dire – perché questa volta di “dolce” non c’è nulla – arriva l’aumento selettivo dell’Iva: alcuni beni, attualmente tassati con l’Iva agevolata o quella minima, saranno invece spostati nel paniere dei beni con Iva ordinaria, al 22%. Anche su questo fronte lo Stato mira a recuperare ulteriori entrate per far quadrare i conti di Conte.

C’è da attendersi – ma questa è stata una minaccia anche dei precedenti Governi – la riforma del catasto entro la legislatura, sebbene non in questa Legge di Bilancio, che porterà a una rivalutazione del valore catastale degli immobili, con aumento anche della base imponibile per le imposte sul mattone.



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2 Commenti

  1. Bravi, per fortuna dovevano togliere le accise sul carburante….non siete più credibili neanche al gioco del monopoli.

  2. Come al solito anche il Governo del cambiamento sa dove trovate i soldi. Eliminate il bollo auto e il canone rai.

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