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Incidente per mancata precedenza

3 Ottobre 2019
Incidente per mancata precedenza

Obblighi all’incrocio: se l’auto che viene da destra non lascia passare quella di sinistra che ha già occupato la strada paga il risarcimento. La regola della precedenza di fatto e il concorso di colpa in caso di eccesso di velocità.

Quando non derivano da eccesso di velocità, gli incidenti stradali sono in gran parte dovuti alla violazione dell’obbligo della precedenza. Complice la distrazione, la fretta, a volte la prepotenza, le regole del codice della strada non vengono spesso rispettate proprio laddove è più importante: l’incrocio.

Quali sono queste regole? Se la segnaletica non dispone diversamente, bisogna sempre far passare prima chi viene da destra. Chi si trova su una piccola intersezione e si sta per incanalare su una strada principale, deve dare la precedenza alle auto che si trovano su quest’ultima, anche se provengono da sinistra. In presenza di uno stop bisogna fermarsi in ogni caso, anche se apparentemente non sembrano sopraggiungere altri veicoli.

Ma stabilire chi ha ragione in caso di incidente per mancata precedenza non è così semplice. Infatti, a tutte queste regole di facile applicazione se ne aggiunge un’altra il cui rispetto, invece, non è facile stabilire ex post, a scontro già avvenuto. Si tratta della cosiddetta «precedenza di fatto». In buona sostanza, poiché ogni automobilista è tenuto a un comportamento prudente e ad evitare i sinistri laddove possibile, chi si trova a un incrocio deve far passare prima chi ha già occupato il centro della strada o lo sta per occupare, anche se proviene da sinistra.

Chi è al volante deve infatti garantire la sicurezza propria e degli altri automobilisti, anche di quelli che violano le norme del codice della strada. Per cui è chiamato a prevedere le altrui infrazioni.

Le sentenze della giurisprudenza ci servono a capire come si stabilire la ragione o il torto in caso di incidente per mancata precedenza. Ma procediamo con ordine.

Come si fa a capire chi aveva la precedenza?

Come detto, è facile ricostruire di chi è la precedenza secondo il codice della strada: basta confrontare la provenienza delle due auto coinvolte nell’incidente e verificare quale di queste si trovava a sinistra e quale invece a destra. Solo quest’ultima, in prima battuta, avrà ragione. Ma il risarcimento non è così scontato. Infatti, se il conducente di sinistra, al momento dello scontro, aveva già guadagnato il passaggio e occupato buona parte del centro della strada, quello con la precedenza avrebbe dovuto frenare e lasciarlo passare.

Per stabilire se quest’obbligo viene rispettato, ci sono le perizie. L’assicurazione – o, se si va in causa, il giudice – nomina un esperto che redige una consulenza tecnica. Quest’ultima valuta i punti di contatto delle auto al momento dello scontro. Se, ad esempio, l’auto proveniente da destra dovesse aver urtato, con la propria parte anteriore, contro la fiancata laterale dell’altro veicolo sarà normale ritenere che quest’ultimo fosse già in fase di attraversamento e avesse raggiunto il centro dell’incrocio. Se così dovesse essere, chi aveva la precedenza “formale” – tenuto a rispettare la precedenza di fatto – sarà ritenuto responsabile dell’incidente e non potrà ottenere il risarcimento.

Il concorso di colpa e l’eccesso di velocità

Ben potrebbe succedere – e non è purtroppo raro – che un automobilista raggiunga un incrocio a velocità elevata, impedendo all’altro di arrestare in tempo. Questo non toglie che l’assicurazione possa ugualmente addebitare a quest’umiltà la responsabilità o applicare un concorso di colpa. Anche chi proviene da destra, infatti, è tenuto a controllare se sopraggiungono altri veicoli; vedendoli arrivare spediti, dovrà frenare e lasciarli passare. Come detto, non è automatico che il torto ricada interamente su chi viola il codice della strada. Non sono poche le sentenze che ripartiscono la responsabilità per l’incidente secondo diverse percentuali in base all’intensità della colpa e alla prevedibilità dell’evento.

Come chiarito dalla Cassazione [1], anche i veicoli che hanno la precedenza devono procedere con prudenza. Questo perché «grava anche su questi ultimi l’obbligo di adottare a loro volta tutte le precauzioni e le misure di emergenza per fare fronte nel modo più efficace all’altrui manovra anche colposa».

Ad un incrocio, l’auto di Flavio, proveniente da destra, si scontra con la macchina di Irene che viene da sinistra. Quest’ultima viene tamponata all’altezza degli sportelli posteriori. Dalla ricostruzione dei punti di contatto tra i due veicoli risulta così che l’auto di Flavio si è immessa dopo che l’altra aveva già occupato l’incrocio. Si applica, in tale ipotesi, la regola della precedenza di fatto. La colpa dell’incidente è quindi dell’auto di Flavio, anche se aveva la precedenza.

Ad un incrocio, l’auto di Daniele, proveniente da sinistra, va a scontrarsi con l’auto di Andrea, proveniente da destra. L’urto coinvolge il parafanghi di Daniele e la portiera laterale di Andrea. È pertanto verosimile – ma le rilevazioni della polizia lo potranno confermare o meno – che il mezzo con la precedenza procedesse a velocità elevata e che quella di sinistra invece non l’abbia vista, ma neanche abbia rispettato la regola della precedenza. In tal caso si applica un concorso di colpa.

L’auto di Fabrizio, che viene da destra viene urtata nella parte finale dall’auto di Raimondo, che viene da sinistra. La responsabilità è di quest’ultima perché non ha visto l’auto con la precedenza nonostante questa avesse già da tempo impegnato l’incrocio.

Leggi anche Precedenza da sinistra.

Incidente per mancata precedenza: le ultime sentenze 

Si configura un concorso di colpa per l’incidente stradale causato da un automobilista che occupa l’incrocio a velocità elevata e uno che non rispetta il segnale di stop [2].

L’accertamento della violazione del codice della strada, da parte di un conducente, dell’obbligo di dare la precedenza, non dispensa il giudice dal verificare la condotta dell’altro. Come chiarito dal tribunale di Pavia [3], si applica il concorso di colpa solo quando non è possibile accertare in concreto il grado di colpa di ciascuno dei conducenti coinvolti nel sinistro; l’accertamento dell’intervenuta violazione, da parte di uno dei conducenti, dell’obbligo di dare la precedenza, non dispensa il giudice dal verificare il comportamento dell’altro conducente onde stabilire se quest’ultimo abbia a sua volta violato o meno le norme sulla circolazione stradale ed i normali precetti di prudenza, potendo l’eventuale inosservanza di dette norme comportare l’affermazione di un concorso di colpa.

Il conducente titolare del diritto di precedenza ha quindi l’obbligo di moderare la velocità in prossimità di un incrocio. L’articolo 145 del codice della strada presuppone che ogni veicolo, incluso quello del conducente col diritto di precedenza, nell’avvicinarsi all’intersezione, debba tenere una condotta di guida e una velocità tali da consentirgli un tempestivo rallentamento o un’adeguata manovra di emergenza in caso di ‘avvistamento dell’irregolare sopraggiungere di un altro veicolo, il quale, a sua volta, non rallenti la corsa e violi l’obbligo di dare la precedenza.

Come chiarito dal tribunale di Velletri [4], l’art. 145 codice della strada sull’obbligo di precedenza si rivolge a tutti i conducenti, anche al conducente favorito: il diritto di precedenza spettante al conducente del veicolo proveniente da destra non esonera il conducente medesimo dall’obbligo di usare la dovuta attenzione nell’attraversamento di un incrocio, anche in relazione a pericoli derivanti da eventuali comportamenti illeciti o imprudenti di altri utenti della strada che non si attengano alla norma che impone di dare la precedenza a chi proviene da destra, salvo diversa segnalazione.

Il Comune non risponde, a titolo di responsabilità oggettiva, quale custode della strada se avviene un incidente a un incrocio privo di segnaletica. Secondo la Cassazione [5], l’assenza dei cartelli stradali a un incrocio in cui si verifica un incidente comporta la responsabilità dell’amministrazione solo se si dimostra che dall’assenza dei segnali sia presupposta una situazione di pericolo. Pertanto, il Comune non risponde, a titolo di responsabilità oggettiva, quale custode della strada se avviene un incidente a un incrocio privo di segnaletica. Nel caso di specie, i ricorrenti lamentavano di aver attraversalo l’intersezione confidando sulla presenza di uno stop poi soppresso per i veicoli che si immettevano dalla traversa sulla destra. Per i giudici però gli obblighi di dare la precedenza a chi proviene dalla destra, così come quello di mantenere una velocità moderata arrivando a un incrocio, se rispettati sono sufficienti a rendere remoto il verificarsi di un incidente stradale.


note

[1] Cass. sent. n. 12897/2012.

[2] Cass. sent. n. 27989/2017.

[3] Trib. Pavia, sent. n. 364/2019.

[4] Trib. Velletri, sent. n. 1908/2018.

[5] Cass. sent. n. 4161/2019.


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