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Trasferimento residenza presso casa di cura

5 Ottobre 2019
Trasferimento residenza presso casa di cura

Nucleo familiare composto da padre, madre ed unica figlia, tutti risultano residenti in un Comune.  Da più di sei anni i genitori, pensionati, sono ricoverati in una casa di riposo sita in un altro Comune. In particolare la madre risulta incapace di provvedere sé stessa. La figlia ha richiesto ai Comuni interessati di trasferire la residenza dei genitori nel Comune ove i medesimi effettivamente risiedono. Sussiste effettivamente l’obbligo di trasferire d’ufficio la residenza, come sembra dalle vigenti disposizioni?

La figlia ha correttamente denunciato il trasferimento di residenza sia al comune di abbandono, che a quello di nuova residenza, così mettendo al corrente gli uffici appositi della mutata situazione giuridica. Tuttavia, a mio avviso, i comuni non si mobiliteranno per l’aggiornamento dell’anagrafe, in quanto la denuncia è pervenuta da altro soggetto (in questo caso la figlia), senza allegazione di alcuna delega, o procura speciale.

Infatti, non essendo i diretti interessati a richiedere il cambio di residenza, è assai probabile che il comune di nuova residenza pretenda un documento attestante i poteri della figlia nell’agire per conto di essi.

Tra l’altro, il cambio di residenza non potrebbe avvenire d’ufficio, per semplice denuncia, posto che, come chiarito dalla Cassazione, il ricovero in una casa di cura o di riposo non implica, necessariamente, anche il trasferimento della residenza in detto luogo, in quanto il ricovero può avere carattere temporaneo e/o comunque non continuativo, ben potendo la persona, per più o meno brevi periodi, riportarsi nel luogo lasciato e, soprattutto, voler ivi comunque conservare, per intuibili motivi morali e materiali, la propria residenza (Cassazione civile, sez. VI, 15/10/2011, n. 21370).

Il mio consiglio è quello di recarsi presso l’ufficio anagrafe del Comune di Sant’Agapito, presentando la richiesta ufficiale di cambio di residenza dei genitori. Lì rappresenteranno che tipo di procura necessitano per validare la richiesta pervenuta dalla figlia (alcuni comuni chiedono procura notarile, altri delega semplice, altri ancora la nomina di tutore dei genitori).

Ad avviso di chi scrive, una semplice delega potrebbe andare più che bene (visto che ad agire è la figlia), magari accompagnata dall’assunzione di responsabilità della dichiarazione che si va a fare, oltre che di un certificato rilasciato dalla casa di cura stessa.

Solo da questo momento in poi, se il Comune di nuova residenza non dovesse mobilitarsi per il cambio di residenza, la figlia potrebbe agire in giudizio per ottenere una condanna dell’ente comunale ad ottemperare a quanto richiesto.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Salvatore Cirilla


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