Più poveri in Italia: da cosa dipende?

3 Ottobre 2019
Più poveri in Italia: da cosa dipende?

Il segretario generale aggiunto della Cisl: «Il lavoro part-time ridotto a 11 ore settimanali diventa una trappola».

In Italia, circa 500.000 lavoratori hanno un orario di lavoro inferiore a 11 ore settimanali. È quanto sottolinea il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra, riferendosi al dato fornito oggi dall’Istat In un’audizione parlamentare.

«E andando a vedere bene i dati, si scopre anche che quasi 3 milioni e mezzo di persone lavorano con orari comunque inferiori alle 25 ore settimanali. In entrambi i casi, ovviamente in grande maggioranza sono donne – aggiunge – In questi numeri si annida il fenomeno del lavoro povero. È evidente, infatti, che orari al di sotto delle 11 ore sono ben lungi dal garantire un reddito minimamente soddisfacente. E non si tratta solo dei lavoratori delle piattaforme digitali».

In conclusione, sottolinea che «Il lavoro part-time, che dovrebbe essere una opportunità per conciliare vita e lavoro, se involontario e se ridotto ad orari così brevi, diventa una trappola. E purtroppo nell’ultimo decennio la grave crisi produttiva ha lasciato sul campo molto part-time involontario, tanto che oggi abbiamo recuperato i posti di lavoro persi ma non le ore lavorate che restano inferiori di circa mezzo miliardo al dato del 2008. Occorre fare leva sul rilancio della crescita e degli investimenti pubblici e privati per migliorare questa condizione a cominciare dalla prossima Legge di Stabilità. L’idea che il salario minimo orario possa sconfiggere il lavoro povero e che la precarietà si contrasti con provvedimenti legislativi che invadono il campo delle libere relazioni sindacali e della contrattazione collettiva dovrebbe tenere conto di questa realtà».



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1 Commento

  1. Oggi, è davvero difficile trovare un posto di lavoro che consenta di frti crescere professionalmente, farti un contratto con tutti i diritti e assicurarti una degna retribuzione. Certo, ci sono tanti scansafatiche che non fanno altro che vivere sulle spalle di mamma e papà, ma ci sono tanti altri giovani che hanno voglia di lavorare e mettersi in gioco, ma qui le possibilità sono davvero ristrette, soprattutto per quanto riguarda alcuni settori ormai saturi di personale. Perciò, l’unica soluzione, per molti, è partire.

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