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Cigs: come funziona la cassintegrazione straordinaria

23 agosto 2018 | Autore:


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Integrazione salariale straordinaria: chi ne ha diritto, a quanto ammonta, come funziona, ricollocazione, Bonus lavoratori in Cigs.

La tua azienda è in forte crisi ed hai la necessità di un supporto per pagare gli stipendi dei lavoratori? Forse non sai che potresti beneficiare della Cigs, la cassintegrazione straordinaria: si tratta di un’integrazione salariale, pagata dall’Inps, che serve per integrare la retribuzione dei lavoratori di aziende che devono affrontare situazioni di crisi e riorganizzazione o contratti di solidarietà di tipo A. Non tutte le aziende, però, possono beneficiare delle Cigs, ma soltanto quelle il cui organico supera i 15 o i 50 dipendenti, a seconda del settore di appartenenza, o che operano in particolari ambiti, a prescindere dal numero di addetti. Non tutti i dipendenti, poi, possono beneficiare della cassintegrazione straordinaria: sono difatti esclusi i dirigenti, i lavoratori a domicilio e chi è stato assunto un contratto di apprendistato non professionalizzante. Nonostante la legge Fornero, prima, e il Jobs Act, poi, abbiano recentemente posto diversi limiti per la fruizione della Cigs, sono state introdotte alcune novità interessanti per i lavoratori, come la possibilità di fruire del Bonus cassintegrati: queste novità agevolano anche l’azienda nella gestione degli esuberi. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione sulla Cigs: come funziona la cassintegrazione straordinaria, in quali aziende può essere attivata, quali lavoratori ne hanno diritto, qual è l’importo dell’integrazione salariale, quali sono le novità per i cassintegrati.

Che cos’è la Cigs?

La cassa integrazione straordinaria, o Cigs, è un’integrazione salariale, cioè un’integrazione dello stipendio, che spetta ai dipendenti di determinate aziende, per la riduzione o l’interruzione dell’attività causata da particolari situazioni.

L’integrazione salariale è corrisposta dall’Inps ed è pari, in generale, all’80% dello stipendio perso per le ore non lavorate; la riduzione dell’orario di lavoro o la sospensione dell’attività aziendale, nel dettaglio, devono essere causate dalle seguenti situazioni:

  • riorganizzazione aziendale;
  • crisi aziendale, esclusi i casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa;
  • attivazione di un contratto di solidarietà difensivo di tipo A (ricordiamo che il contratto di solidarietà può essere difensivo, quando la riduzione oraria serve per evitare licenziamenti, o espansivo, quando serve per effettuare nuove assunzioni); il contratto di solidarietà difensivo di tipo B non è più attivabile dal 1° luglio 2016.

Quanto dura la Cigs?

La durata della Cigs, dal 2016, non può superare il nuovo limite massimo complessivo di 24 mesi (30 mesi per il settore edilizio e lapideo) nel quinquennio mobile, comprensivo anche di eventuali periodi di Cig (cassa integrazione ordinaria): i 24 mesi devono essere infatti intesi come somma dei trattamenti di integrazione salariale ordinari e straordinari.

Il limite, però, è innalzato a 36 mesi, se la Cig o la Cigs sono sommate ai contratti di solidarietà, o se l’azienda beneficia dei soli contratti di solidarietà.

Chi ha diritto alla Cigs?

I trattamenti di cassintegrazione straordinaria possono essere concessi:

  • ai dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno, operai e impiegati, compresi i quadri;
  • ai dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo parziale;
  • ai lavoratori con contratto di apprendistato;
  • ai dipendenti soci e non soci di cooperative di produzione e lavoro.

Il dipendente deve possedere almeno 90 giorni di effettivo lavoro, all’interno della stessa unità produttiva, alla data della domanda. Sono contati come giorni di effettivo lavoro anche le domeniche, i giorni liberi, i festivi, e le giornate in cui il lavoratore risulta assente per infortunio o maternità obbligatoria.

Sono invece esclusi dalla Cigs:

  • i dirigenti;
  • i lavoratori a domicilio;
  • i lavoratori con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;
  • i lavoratori con contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.

Quali aziende possono richiedere la Cigs?

La Cigs spetta a operai, impiegati, quadri, soci e non soci di cooperative di produzione e lavoro, dipendenti dalle seguenti aziende che abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti (ai fini della valutazione dell’organico sono inclusi apprendisti e dirigenti), nel semestre precedente la presentazione della domanda d’integrazione salariale:

  • imprese industriali, comprese quelle edili e affini;
  • imprese artigiane che procedono alla sospensione dei lavoratori in conseguenza di sospensioni o riduzioni dell’attività dell’impresa che esercita l’influsso gestionale prevalente;
  • imprese appaltatrici di servizi di mensa o ristorazione, che subiscano una riduzione di attività in dipendenza di situazioni di difficoltà dell’azienda appaltante, che abbiano comportato per quest’ultima il ricorso al trattamento ordinario o straordinario di integrazione salariale;
  • imprese appaltatrici di servizi di pulizia, anche se costituite in forma di cooperativa, che subiscano una riduzione di attività in conseguenza della riduzione delle attività dell’azienda appaltante, che abbia comportato per quest’ultima il ricorso al trattamento straordinario di integrazione salariale;
  • imprese dei settori ausiliari del servizio ferroviario, ovvero del comparto della produzione e della manutenzione del materiale rotabile;
  • imprese cooperative di trasformazione di prodotti agricoli e loro consorzi;
  • imprese di vigilanza.

La Cigs è ammessa anche per le seguenti imprese, se risultano aver occupato mediamente più di 50 dipendenti, inclusi apprendisti e dirigenti, nel semestre precedente la presentazione della domanda:

  • imprese esercenti attività commerciali, comprese quelle della logistica;
  • agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici

La Cigs è ammessa, infine, per le imprese appartenenti ai seguenti settori, a prescindere dal numero dei dipendenti occupati:

  • imprese del trasporto aereo e di gestione aeroportuale e società da queste derivate, nonché imprese del sistema aeroportuale;
  • partiti e movimenti politici e loro rispettive articolazioni e sezioni territoriali, nei limiti di spesa definiti annualmente.

Come calcolare la Cigs?

Il trattamento di integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le zero ore e il limite dell’orario contrattuale (quindi, normalmente, tra 0 e 40 ore).

L’importo del trattamento non può, però, superare determinati importi massimi mensili, comprensivi dei ratei di mensilità aggiuntive, adeguati annualmente.

Come richiedere la Cigs?

Per poter richiedere la Cigs, è necessaria una preventiva procedura, in cui deve essere effettuata una consultazione sindacale o stipulato un apposito accordo collettivo aziendale, relativo al ricorso all’intervento.

La domanda di concessione della Cigs deve essere presentata entro 7 giorni dalla data di conclusione della procedura di consultazione sindacale o dalla data di stipula dell’accordo collettivo aziendale e deve essere corredata dell’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o dalle riduzioni di orario.

La sospensione o la riduzione dell’orario, così come concordata tra le parti, ha inizio entro trenta giorni dalla data di presentazione della domanda.

In caso di presentazione tardiva della domanda, il trattamento decorre dal trentesimo giorno successivo alla presentazione dell’istanza.

Se dall’omessa o tardiva presentazione della domanda deriva, a danno dei lavoratori, la perdita parziale o totale del diritto all’integrazione salariale, l’impresa è tenuta a corrispondere ai lavoratori una somma di importo equivalente all’integrazione salariale non percepita.

Come si fa la domanda di Cigs?

Le domande di cassintegrazione straordinaria devono essere presentate utilizzando la procedura web denominata CIGSonline, alla quale si accede dal sito del ministero del Lavoro o dal portale Cliclavoro.

La concessione del trattamento avviene con decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; salvo il caso di sospensioni necessarie a fini istruttori, il decreto è emanato entro 90 giorni dalla presentazione della domanda da parte dell’impresa.

Ottenuta l’autorizzazione, l’azienda deve presentare in via telematica all’Inps la modulistica per ricevere l’autorizzazione al conguaglio delle prestazioni concesse o, se previsto nel decreto di concessione, anche la modulistica per il pagamento diretto ai lavoratori.

Come funziona la ricollocazione per i lavoratori in Cigs?

I lavoratori in Cigs, da quest’anno, hanno diritto a nuovi benefici. In particolare, l’azienda ed i sindacati possono concludere degli accordi di ricollocazione in luogo degli ordinari accordi sindacali o aziendali: entro 30 giorni dalla chiusura di questi accordi, i cassintegrati possono attivare il percorso di ricollocazione anticipata. Questo percorso dà loro diritto a un assegno di ricollocazione sino a 5mila euro. L’assegno non viene incassato direttamente dal lavoratore, ma è riconosciuto per retribuire i servizi per il lavoro per le attività effettuate, dalla formazione alla riqualificazione fino all’accompagnamento verso il nuovo impiego: l’assegno di ricollocazione, infatti, può essere speso presso i centri o le agenzie per l’impiego o presso i delegati della Fondazione consulenti per il lavoro, che possono incassarlo solo se riescono a trovare una nuova occupazione al beneficiario della misura.

Il lavoratore in Cigs ha diritto all’assistenza intensiva per la ricerca del posto di lavoro per almeno 6 mesi, sino a un massimo di 18 mesi complessivi.

Le misure di ricollocazione, al momento, sono escluse se la causale dell’integrazione salariale è l’attivazione di un contratto di solidarietà, in quanto è ritenuta una misura volta a fronteggiare le difficoltà temporanee dell’azienda.

Come funziona il bonus per i lavoratori in Cigs?

Se il cassintegrato trova un nuovo lavoro, il precedente rapporto si risolve e sono riconosciuti degli incentivi sia al lavoratore che all’azienda che lo assume.

Innanzitutto, al lavoratore possono essere corrisposti degli incentivi all’esodo: fino alle prime nove mensilità, in base a quanto previsto dalla normativa, le somme sono completamente esentasse. Nel caso in cui l’azienda riconosca ulteriori mensilità, per rendere più conveniente l’uscita dal lavoro, anche le somme aggiuntive sono trattate come incentivi all’esodo.

Per il lavoratore c’è poi un secondo bonus, pari al 50% della cassa integrazione residua: ad esempio, se l’interessato viene assunto dopo 6 mesi ed ha ancora diritto a 18 mesi di Cigs, beneficia di un incentivo pari a 9 mensilità di integrazione salariale, oltre allo stipendio che percepisce dal nuovo datore di lavoro.

Come funziona il bonus per chi assume lavoratori in Cigs?

Le nuove norme prevedono anche un bonus per le aziende che assumono lavoratori in Cigs: nello specifico, ottengono uno sgravio contributivo del 50%, fino a un tetto massimo di 4.030 euro annui.

Lo sgravio spetta per 12 mesi, se il lavoratore firma un contratto a termine, o per 18 mesi, se firma un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

Che cosa succede se il cassintegrato non trova lavoro?

Se, nonostante I servizi di ricollocazione, il lavoratore non trovo nuovo impiego, continua a percepire la cassa integrazione sino alla normale data di scadenza. Una volta terminata la cassa integrazione ed avvenuto il licenziamento, ha diritto alla Naspi, in quanto l’indennità di mobilità non può più essere riconosciuta, nella generalità dei casi.

Il datore di lavoro che effettua licenziamenti collettivi paga, per ogni lavoratore in esubero, un ticket di 3mila euro.

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