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Omicidio stradale: può commetterlo il pedone?

4 Ottobre 2019 | Autore:
Omicidio stradale: può commetterlo il pedone?

Il pedone che attraversa imprudentemente la strada provocando la morte di un motociclista commette omicidio stradale? Quando è responsabile il conducente?

Da qualche anno il legislatore ha introdotto, all’interno del codice penale, alcuni reati dedicati esclusivamente alle condotte illecite commesse in strada: mi riferisco all’omicidio e alle lesioni personali stradali. Secondo la legge, chi, violando le disposizioni del codice della strada, provoca la morte di una persona, risponde del delitto di omicidio stradale. Inutile dire che la norma si applica a tutti coloro che, stando su strada a bordo dei propri veicoli, investono un pedone cagionandone la morte. È possibile che avvenga il contrario? In altre parole, l’omicidio stradale può essere commesso dal pedone?

A ben vedere, la legge non dice che la morte deve essere la conseguenza dell’investimento di chi sta in strada: in maniera più generica, si parla di morte derivante dalla violazione delle regole del codice della strada. Mettiamo il caso che una persona attraversi improvvisamente la strada in una curva e che un motociclista impatti contro di essa, morendo. Di chi sarebbe la colpa? Il pedone avrebbe commesso un omicidio stradale? Vediamo cosa dice la giurisprudenza.

Quando è omicidio stradale?

Secondo il Codice penale, è punito con la reclusione da due a sette anni chi cagiona per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale. Le pene sono aumentate (reclusione da otto a dodici anni) nel caso di omicidio stradale causato da chi si è posto alla guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione derivante dall’assunzione di stupefacenti. Altre aggravanti sono previste nel caso di particolari infrazioni al Codice della strada (guida contromano, velocità pari o superiore al doppio di quella consentita, ecc.) [1].

Come si evince da quanto appena detto, caratteristiche fondamentali dell’omicidio stradale sono:

  • la morte di una persona a seguito della violazione delle norme che disciplinano la circolazione stradale;
  • la non volontarietà dell’evento (se un automobilista investisse di proposito un pedone, si tratterebbe di normale omicidio, punibile con pena non inferiore ai ventuno anni [2]).

L’omicidio stradale può essere commesso da un pedone?

Il Codice penale non dice che l’omicidio stradale deve essere commesso per forza da colui che si trova alla guida di un veicolo; in altre parole, il reato potrebbe essere integrato anche da un soggetto diverso, perfino da un pedone. Facciamo un esempio.

Tizio attraversa la strada in un tratto curvilineo con scarsa visibilità. Proprio in quel momento, un motociclista che percorre la corsia, non avvedendosi dell’attraversamento improvviso, investe il pedone e cade dal mezzo. All’esito del sinistro, il pedone avrà salva la vita, mentre il motociclista la perderà a causa dello sbalzo dal veicolo conseguente all’investimento.

In un caso del genere, è possibile che il pedone risponda del reato di omicidio stradale? In teoria, ciò è possibile: la norma che disciplina l’omicidio stradale, infatti, non impone che il fatto sia commesso per forza da chi si trovi a bordo di un veicolo, ma semplicemente da chi violi le norme sulla disciplina della circolazione stradale. Tanto accade nel caso esemplificato: chi attraversa la strada in pieno tratto curvilineo trasgredisce alle regole del codice della strada e la sua condotta mette a repentaglio l’incolumità di chi circola in strada nel pieno rispetto delle regole.

Pertanto, possiamo dire che l’omicidio stradale può essere commesso anche dal pedone indisciplinato. La riprova deriva dal fatto che, quando la legge intende punire il conducente, esprime chiaramente questa intenzione: tanto avviene nel caso di omicidio stradale a seguito di guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti oppure a seguito di attraversamento con il semaforo rosso ovvero circolando contromano.

Pedone imprudente: quando non è omicidio stradale?

Esistono poi delle ipotesi in cui è il pedone a perdere la vita a seguito dello scontro con un veicolo, ma il conducente non può essere ritenuto responsabile del reato a causa della condotta gravemente imprudente del pedone. Facciamo un altro esempio, simile a quello indicato nel paragrafo precedente ma con esiti diversi.

Tizio, in orario notturno, attraversa la strada in un tratto curvilineo. Proprio in quel momento giunge un’autovettura; il conducente, non avvedendosi dell’attraversamento improvviso, investe il pedone, uccidendolo.

Ebbene, in un caso molto simile a quello esemplificato, la Corte di Cassazione [3] ha assolto il conducente di un’autovettura che aveva investito un pedone che si trovava in orario notturno, fuori dal centro abitato lungo la strada senza alcun dispositivo o mezzo per segnalare la sua presenza.

Quanto appena detto, però, non deve far pensare che ad ogni minima infrazione del pedone il conducente del veicolo possa essere assolto. Secondo la giurisprudenza [4], l’automobilista può andare esente da responsabilità, e quindi non rispondere del reato di omicidio colposo, solamente se la condotta del pedone configuri una causa eccezionale, atipica, non prevista, né prevedibile, in ordine alla quale il conducente si sia trovato, per motivi estranei a ogni suo obbligo di diligenza, nell’oggettiva impossibilità di avvistarlo e di osservarne i movimenti, attuati in modo rapido, inatteso e imprevedibile.

Insomma: il pedone che attraversa imprudentemente la strada e si fa investire non esonera automaticamente da responsabilità il conducente, il quale dovrà rigorosamente dimostrare che l’evento-morte non era assolutamente evitabile.

Dunque, il conducente che investe, uccidendola, una persona, dovrà dimostrare:

  • l’imprudenza imprevedibile del pedone, il cui comportamento non era giustificato né pronosticabile;
  • la propria impeccabile condotta, ossequiosa non solo delle regole scritte del codice della strada, ma anche di quelle che impongono la massima prudenza in base alle circostanze di luogo e di tempo.

note

[1] Art. 589-bis cod. pen.

[2] Art. 575 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 35834 del 30.08.2016.

[4] Cass., sent. n. 29277 del 04.07.2019.

Autore immagine: Pixabay.com


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