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Affittare una casa a un cinese (clandestino): reato?

20 giugno 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 giugno 2013



La locazione di un appartamento a un immigrato clandestino non è reato, salvo che il proprietario dell’immobile approfitti della situazione per chiedere un canone esorbitante.

Dare in locazione un appartamento a un immigrato privo del permesso di soggiorno non costituisce reato. Lo ha stabilito la Cassazione in una recente sentenza [1].

Sebbene la legge [2] punisca chi ospiti (o dia in locazione) un immobile a un immigrato clandestino [3], la Suprema Corte ha tuttavia precisato che tale reato scatta solo quando il proprietario dell’appartamento si approfitti della irregolarità dello straniero nel nostro Paese per chiedergli un prezzo di affitto esorbitante: ciò infatti realizza, per il locatore, un ingiusto profitto (che è ciò che la legge vuole evitare).

Lo straniero privo di permesso di soggiorno è generalmente disposto a tutto pur di rimanere in Italia, anche a pagare un canone di locazione più elevato rispetto ai normali valori di mercato. Spesso lo fa versando somme in contanti e all’oscuro di quelli che sono i prezzi praticati nel settore. Il padrone di casa, dal canto suo, senza farsi tante domande sulla provenienza del denaro e sul metodo di pagamento, si trova a volte ad approfittare della situazione, chiedendo affitti di gran lunga superiori a quanto avrebbe chiesto a un cittadino italiano.

Ebbene, in questi casi, si realizza il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. A tal fine, infatti, non è sufficiente che il locatore affitti un appartamento a stranieri irregolari; è necessario, invece, che egli intenda sfruttare l’assenza del permesso di soggiorno a proprio vantaggio, chiedendo un affitto molto più alto rispetto al normale [4].

note

[1] Cass. sent. n. 26457 del 18.06.2013.

[2] T.U. immigrazione, art. 12, c. 5 bis.

[3] Con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la confisca dell’appartamento.

[4] Anche Cass. sent. n. 46070 del 23.10.2003.


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