Politica | News

Ministro dell’Istruzione travolto dallo scandalo: per il figlio niente scuole italiane

3 Ottobre 2019
Ministro dell’Istruzione travolto dallo scandalo: per il figlio niente scuole italiane

Tam tam sulle chat dei genitori. Il bimbo fino all’anno scorso frequentava una scuola internazionale, i genitori hanno scelto di non fargli fare l’esame nella nostra lingua.

Lui è il ministro dell’Istruzione del Governo italiano, per il figlio ha scelto la scuola inglese e quando si è trattato di decidere se fargli fare l’esame di italiano, il papà Lorenzo Fioramonti ha detto no: niente italiano.

La notizia rimbalza da giorni su alcune chat di genitori. Vero? Falso? Come stanno le cose? Siamo andati a chiederlo ai vertici dell’istituto scolastico. La vicepreside conferma all’Adnkronos quanto sostenuto nel tam tam sulle chat e la mette così: “La storia del test del figlio del ministro è la seguente: in prima e seconda elementare i bambini, il 30-40% dei quali sono stranieri, fanno il programma esclusivamente in inglese.

L’ora di italiano scatta, solo per chi vuole, a partire dalla terza. Non facciamo gli esami di italiano in sede, ma in un’altra struttura e l’anno scorso Fioramonti, che non era ministro (era viceministro all’Istruzione, ndr) – tiene a precisare la dirigente scolastica – insieme alla moglie straniera ha scelto di non far fare il test in italiano al figlio perché preferiva si concentrasse sull’inglese. Il bimbo, venendo dal Sudafrica, non parla bene l’italiano. Oggi quel bambino frequenta un’altra scuola”.

In ogni caso, aggiunge la vicepreside, il bambino “ha frequentato la lezione di italiano per un certo numero di ore con una maestra che è andata in pensione quest’anno. Poi, siccome aveva un po’ di
difficoltà, è stato scelto di non fargli fare l’esame, che del resto non è obbligatorio”.

Contattato dall’Adnkronos per un commento, il ministro non ha ritenuto di rispondere.

“Non pensavo che vivere molti anni all’estero lavorando duro potesse essere usato contro di me. Oggi non si attacca il mio lavoro, fatto di intese coi sindacati per garantire la didattica, ridurre il precariato, rilanciare l’edilizia scolastica e battersi per maggiori risorse in un settore bistrattato da decenni, ma le mie opinioni di anni fa, scritte sulla mia pagina privata, di getto, e con toni di cui ovviamente non vado fiero (e per cui ho già chiesto scusa alla diretta interessata in forma personale). Essere oggetto di pressione mediatica fa parte del ruolo, e lo capisco. C’è però un limite da non valicare”. Lo scrive su Facebook il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, oggi finito al centro delle polemiche per alcuni suoi vecchi post rilanciati dal Giornale e per la notizia che suo figlio frequenta la scuola internazionale. Proprio su questo punto il ministro annuncia un “esposto al garante della privacy”, dicendosi “turbato da padre e da cittadino”.

“Giorni fa – scrive Fioramonti – alcuni giornalisti sono andati a scuola di mio figlio chiedendo informazioni sui suoi voti, sul suo comportamento e sugli esami. Difendo e difenderò sempre il diritto  alla libera informazione, accetto in silenzio tutte le critiche, in taluni casi anche molto dure, che mi vengono rivolte. A tutti può capitare di incorrere in errori, anche a me, come nel caso dei toni usati nelle affermazioni rilanciate dal tritacarne mediatico, pur vecchie di anni e fatte quando ero un semplice cittadino. Ma recarsi in una scuola elementare per mettere sotto le luci dei riflettori un bambino di 8 anni è un atto di violenza”.

“Mio figlio – spiega Fioramonti – ha sempre frequentato scuole internazionali perché è nato e cresciuto all’estero. Queste scuole sono le uniche che garantiscono continuità curricolare ai bambini che cambiano spesso paese di residenza. Mio figlio, figlio di un italiano e di una donna tedesca, parla 4 lingue (tra cui
l’italiano), ma al tempo dell’iscrizione aveva ancora difficoltà a scriverlo, ragion per cui – anche su suggerimento della scuola – abbiamo deciso di non registrarlo per l’esame facoltativo d’italiano. E comunque, queste sono questioni che attengono alla sua vita privata. Di questo, gli altri non dovrebbero interessarsi. Ha il diritto ad unavita serena al riparo dalle polemiche pubbliche che da ministro sono chiamato ad affrontare. Tale ingerenza nei confronti della mia famiglia e della comunità scolastica è avvenuta in spregio di ogni tutela della privacy, nonché delle più elementari regole di deontologia professionale”.

“Sono turbato da padre e da cittadino. Tra l’altro mi domando come sia possibile che dati sensibili rispetto alla presenza di un minore in una scuola siano reperibili. Formulerò un esposto al garante della privacy, da privato cittadino e non da Ministro, per tutelare non solo il diritto alla riservatezza di mio figlio ma quello di ogni genitore a poter crescere ed educare i propri figli senza che la loro vita venga gettata in pasto ai giornali. Se questi metodi sono pensati per spaventarmi, dico solo che io andrò avanti nel mio lavoro per trovare più risorse per la scuola e l’università e operare concretamente, comeabbiamo fatto pochi giorni fa con l’accordo sugli insegnanti precari, per risolvere i problemi della scuola e della ricerca, che hanno radici antiche, affinché questo sia un Paese migliore”, conclude il ministro.

Le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura alla Camera affermano: “Ormai è sotto gli occhi di tutti il goffo e scorretto tentativo di individuare nella persona di Lorenzo Fioramonti la figura del ministro-bersaglio di questo esecutivo, facendo peraltro ricorso ad argomentazioni tanto futili quanto squallide e coinvolgendo un minore”.

“Un’operazione esecrabile che purtroppo abbiamo già visto in passato e alla quale non intendiamo sottostare. Ribadiamo tutta la stima e la vicinanza a una persona seria e competente insieme alla quale lavoriamo intensamente per mettere a segno importanti interventi e puntare con decisione su scuola, università e ricerca. Fioramonti è sotto attacco per le sue proposte politiche, dalla centralità della questione ambientale agli investimenti necessari per i suoi settori di competenza fino al suo riaffermare i diritti dei giovani di questo Paese: ma questi sono esattamente gli obiettivi del MoVimento 5
Stelle, dunque chi attacca il ministro attacca tutti noi”.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

5 Commenti

  1. Specie i licei in italia non sono consigliati entrano con il nocciolo al naso e spesso ne escono tossicodipendenti

    1. Amministrare una scuola di cui non ha fiducia non rappresenta il massimo. Uno può fare quello che vuole, ma non può invocare la privacy sulle sue scelte quando ha scelto di fare il ministro. Chi andrebbe a fare spesa in un negozio di alimentari sapendo che la famiglia del proprietario non mangia i sui prodotti ma quelli provenienti da un altra attività?

  2. ..se riesce bene il suo mandato…con i suoi soldi può fare quel che ritiene “meglio” per i figli.. sicuramente l’italiano per lui non è il meglio….

  3. Io sono sposato con una filippina ho vissuto 35 anni in un paese arabo dove non c’erano scuole italiane ma quando siamo tornati in Italia mia figlia parlava italiano in quanto io l’ho insegnato in casa dove si parlava sia inglese che italiano. Insegnare l’orgoglio di essere italiani forse non rientra nei compiti di un ministro dell’istruzione M5S.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube