Guardia medica: ecco come cambia

3 Ottobre 2019
Guardia medica: ecco come cambia

Nuovo accordo per garantire l’assistenza gratuita della guardia medica per tutti i cittadini.

La guardia medica sarà gratuita in tutto il Friuli Venezia Giulia. Ad annunciarlo, come riportato dalla nostra agenzia di stampa Adnkronos, è stato il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. Il vicegovernatore ha firmato oggi, a Udine, un accordo con i rappresentanti delle organizzazioni dei medici per assicurare efficacia al servizio della guardia medica su tutto il territorio. I medici di continuità assistenziale nella Regione sono circa 250 ed operano in 44 sedi del servizio di continuità assistenziale.

L’accordo consentirà ai cittadini di fruire della continuità dell’assistenza, anche al di fuori dell’orario di servizio dei medici di base. L’accordo «non comporterà oneri aggiuntivi a carico delle finanze regionali in quanto le aziende sanitarie – ha sottolineato Riccardi – hanno la potestà di utilizzare gli strumenti contrattuali disciplinati dall’accordo, avendo riguardo alla garanzia del mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, alla migliore offerta economica rispetto ad altre soluzioni organizzative adottate per garantire le medesime attività e nel rispetto del principio di non variabilità complessiva degli oneri a carico della finanza pubblica».

«Si tratta di un punto centrale della catena del sistema sanitario – ha precisato il vicegovernatore – e l’accordo, che prevede la gratuità del servizio per i cittadini residenti in regione, rappresenta un elemento cardine per risolvere il problema dell’affollamento del Pronto soccorso e ridurre i tempi di attesa. Nel contempo, prosegue il cammino dell’affermazione del sistema della salute sul territorio».

«Con questo accordo quadro – ha aggiunto Riccardi – la Regione intende colmare la carenza in materia di definizione di modelli organizzativi e di strumenti operativi volti a garantire la continuità dell’assistenza, nonché a regolamentare e sistematizzare le modalità del possibile impiego dei medici nelle attività a rapporto orario diverse da quelle previste istituzionalmente».

Infine, il vicegovernatore ha puntualizzato che «si vuole armonizzare l’impiego dei medici nelle attività ambulatoriali e domiciliari a rinforzo nella risposta a richieste non di emergenza e non differibili, andando così verso la piena integrazione di questi professionisti nelle forme organizzative dell’assistenza primaria in attuazione della riforma introdotta dalla legge regionale 27 del 2018».


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