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Cosa succede se ti beccano senza patente?

3 Ottobre 2019
Cosa succede se ti beccano senza patente?

Guida senza patente: la multa per chi dimentica la patente a casa e per chi la non porta in visione alla polizia. C’è reato?

Ci sono due diverse ipotesi per chi guida senza patente: c’è chi la licenza non l’ha mai conseguita e chi invece l’ha solo dimenticata a casa. Entrambe le condotte sono sanzionate dalla legge ma, come prevedibile, la prima in modo più rigoroso. Una recente sentenza della Cassazione [1] ha spiegato cosa succede se ti beccano senza patente partendo proprio dalla distinzione appena fatta. La Corte ha poi esaminato la questione alla luce della recente riforma che ha depenalizzato la condotta di chi guida senza patente per farla rientrare in un normale illecito amministrativo. Dunque oggi il quadro legislativo è completamente cambiato. Così come è cambiata anche la sanzione per chi omette di portare in visione la patente alla polizia dopo aver ricevuto la contravvenzione.

È arrivato dunque il momento di fare il punto della situazione e vederci chiaro. Ecco allora cosa succede se ti beccano senza patente. Qui di seguito proverò a spiegarti tutta l’attuale disciplina.

Guida senza avere la patente: cosa si rischia?

Chi guida senza aver mai conseguito la patente o con la patente ritirata o scaduta e non rinnovata veniva, un tempo, punito con una condanna penale. Il comportamento era infatti considerato reato. Oggi invece l’illecito è stato depenalizzato e il trasgressore subisce solo una sanzione amministrativa che va da 2.257 euro a 9.032 euro [2]. Nell’ipotesi di recidiva nel biennio si applica altresì la pena dell’arresto fino a un anno.

Oggi la polizia è in grado di sapere, già al primo controllo, se il conducente ha conseguito o meno la patente: il controllo infatti avviene tramite degli appositi database consultabili anche in mobilità. Tuttavia, se ciò non dovesse succedere e la polizia, fidandosi delle affermazioni del conducente, dovesse assegnare a quest’ultimo un termine per portare l’originale del documento presso la vicina stazione, il mancato rispetto di tale obbligo non può essere considerato un reato (quello cioè di inosservanza ai provvedimenti dell’Autorità [3]). Infatti, essendo stata prevista la sola sanzione amministrativa per la guida senza patente, l’ordine di esibire quest’ultima non può ritenersi rivolto ad accertare un fatto penalmente rilevante. Da ciò l’impossibilità di sanzionare ai sensi del codice penale la condotta di omessa presentazione della patente di guida.

Chi guida perché ha dimenticato la patente a casa cosa rischia?

Diverso è il caso per chi guida senza aver portato con sé la patente. In questo caso siamo sempre nell’ambito dell’illecito amministrativo tuttavia la sanzione è meno grave. Il codice della strada [4] prevede una multa di 41 euro.

Anche in questo caso la polizia invita il conducente a presentarsi, entro 24 ore, presso la più vicina stazione per mostrare in esibizione il documento. Chi, senza giustificato motivo, non ottempera a tale invito subisce una sanzione amministrativa da euro 422 ad euro 1.697. Anche in questo caso non siamo in presenza di un reato.

Al riguardo, la Cassazione ha più volte affermato che l’inosservanza dell’ordine di presentarsi per fornire informazioni in merito alla disponibilità di un documento di guida costituisce un illecito amministrativo, sanzionato solo quando l’esibizione è chiesta per esigenze amministrative. Se invece la richiesta è effettuata per accertare l’eventuale esistenza di ipotesi di reato, non si applica il codice della strada ma quello penale e il comportamento diventa reato.

Chi guida con patente scaduta cosa si rischia?

Chi non rinnova alla scadenza la patente è soggetto, anche in questo caso, a una sanzione amministrativa che va da 160 a 644 euro. In caso di patente scaduta in attesa di rinnovo, se si è fatta la visita di controllo si riceve una attestazione che va portata con sé.

Guida senza patente: ultime sentenze

Integra illecito amministrativo l’inosservanza dell’ordine di presentarsi per fornire informazioni in merito alla disponibilità della patente di guida

L’intervenuta depenalizzazione della guida senza patente esercita una forza espansiva esterna che si estende alla condotta ulteriore di cui all’art. 650 c.p., giacché i due fatti nascono in un contesto unico e presentano un nesso inscindibile (fattispecie relativa all’inosservanza dell’ordine di presentarsi per fornire informazioni in merito alla disponibilità di un documento di guida).

Cassazione penale sez. I, 14/05/2019, n.38856

Il reato di guida senza patente è tale solo se sia possibile contestare la recidiva nel biennio

Il reato di guida senza patente è tale solo se sia possibile contestare la recidiva nel biennio per la quale rileva la sentenza passata in giudicato e non la data di commissione dello stesso o una precedente violazione amministrativa definitivamente accertata, poiché in caso contrario il reato è stato depenalizzato in illecito amministrativo.

Tribunale Chieti, 22/11/2018, n.1143

Per l’integrazione della recidiva è necessario che l’illecito di guida senza patente sia stato definitivamente accertato

In tema di guida senza patente, per l’integrazione della recidiva nel biennio idonea, ai sensi dell’art. 5 d.lgs. 5 gennaio 2016, n. 8, ad escludere il reato dall’area della depenalizzazione, non è sufficiente che sia intervenuta la mera contestazione dell’illecito depenalizzato ma è necessario che questo sia stato definitivamente accertato.

Cassazione penale sez. IV, 06/04/2018, n.27398

Il sottoposto a misura di prevenzione personale sprovvisto di patente non commette reato se sorpreso alla guida di un ciclomotore

Nel caso di guida di un ciclomotore, senza patente, o dopo che la patente sia stata negata, sospesa o revocata, non è punibile, ai sensi del D.Lgs. n. 159 del 2011, art. 73, il conducente già sottoposto, con provvedimento definitivo, a una misura di prevenzione personale.

Cassazione penale sez. I, 19/11/2018, n.6752

Depenalizzazione del reato di guida senza patente

Se la condotta integrante la fattispecie di cui all’art. 116 del d.lgs. 285/1992 (Codice della Strada) è stata posta in essere prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 8 del 2016, deve essere emessa sentenza di assoluzione perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato per sopravvenuta trasformazione in illecito amministrativo.

Tribunale Napoli sez. I, 16/10/2018, n.10855

Il reato di guida senza patente di guida è stato depenalizzato e gli atti vanno trasmessi al Prefetto per la sanzione amministrativa.

A seguito della depenalizzazione, operata dai D.lgs. 7-8/2016, in presenza della fattispecie di reato di guida senza patente, deve farsi luogo all’immediata declaratoria di non punibilità perché il fatto non è (più) previsto dalla legge come reato, ai sensi dell’art. 129 c.p.p.

Tribunale Napoli sez. I, 05/02/2018, n.1538

Dal 6 febbraio 2016, la guida senza patente, salvo recidiva specifica in contrabbando, è un illecito di natura amministrativa

La fattispecie di guida senza patente laddove non aggravata dalla recidiva specifica in contrabbando, costituisce un illecito di natura amministrativa per effetto dell’entrata in vigore dal 6 febbraio 2016 dell’art. 1 d.lg. 8/2016.

Tribunale Napoli sez. I, 30/01/2018, n.100


note

[1] Cass. sent. n. 38856/19 del 20.09.2019.

[2] Art. 116 cod. strada

[3] Art. 650 cod. pen.

[2] Art. 180 cod. strada

Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 14 maggio – 20 settembre 2019, n. 38856

Presidente Mazzei – Relatore Cairo

Ritenuto in fatto

1. La Corte d’appello di Brescia con la sentenza in epigrafe in data 20/11/2017, in parziale riforma della decisione emessa dal Tribunale di Bergamo, in data 16/12/2016, esclusa la circostanza aggravante di cui all’art. 61 c.p., comma 1, n. 2, riduceva la pena inflitta a Z.O.S. a mesi uno giorni venti (di arresto).

1.1. Il Giudice di primo grado aveva dichiarato l’imputato colpevole della contravvenzione di cui al capo B, relativa all’art. 650 c.p., perché, invitato a presentarsi presso il comando di Polizia Locale di Albano Sant’Alessandro, per portare in visione la patente di guida, non aveva ottemperato, in data (OMISSIS) . Ciò posto, all’esito del giudizio abbreviato, lo aveva condannato alla pena di mesi due di arresto, assolvendolo dall’imputazione di guida senza patente (perché revocatagli), condotta egualmente contestatagli al capo A della rubrica.

Osservava il giudice a quo che l’invito a presentarsi era stato formulato non solo per un accertamento di carattere amministrativo, ma per verificare se nella specifica vicenda ricorressero estremi di reato.

2. Ricorre per cassazione Z.O.S. , con il ministero del difensore di fiducia, e lamenta il vizio di motivazione. In particolare, afferma il ricorrente che il reato di cui all’art. 650 c.p. può configurarsi nei soli casi in cui non vi sia una norma specifica che preveda la fattispecie alla luce del carattere sussidiario della prima disposizione. Nel caso in esame, si sarebbe dovuto osservare che l’art. 180 C.d.S. prevedeva espressamente un ordine specifico e una sanzione autonoma per la sua violazione, con conseguente esclusione dell’ambito di operatività della disposizione anzidetta.

Al contrario; l’art. 650 c.p. era stato applicato ipotizzando che si dovesse accertare un reato, quello di guida senza patente, che nelle more era stato depenalizzato. Si sarebbe, dunque, dovuta applicare la regola del favor rei.

3. Il ricorso è fondato per quanto si passa ad esporre.

3.1. Per effetto dell’intervento di depenalizzazione, il reato di guida senza patente è stato recuperato all’ambito di operatività del regime sanzionatorio esclusivamente amministrativo. Invero, in ragione del D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, entrato in vigore il 6/2/20016, essendo la contravvenzione punita con la sola pena dell’ammenda, il fatto non è stato incluso nell’elenco delle “esclusioni” dalla depenalizzazione con la conseguenza che anche la guida senza patente è stata sottratta all’ambito di intervento penale.

Lo ius superveniens, nel caso concreto, ha realizzato un effetto indiretto, incidente sul fatto ascritto all’imputato, sub specie di violazione dell’art. 650 c.p..

La contravvenzione era stata, infatti, contestata e ritenuta poiché lo Z. non aveva ottemperato all’ordine di presentarsi presso il comando di polizia municipale per esibire la patente di guida. Si era ritenuto, in ossequio all’orientamento giurisprudenziale dominante, che proprio perché l’invito era stato emesso per ragioni di giustizia e poiché era finalizzato ad accertare un fatto reato (la guida senza patente all’epoca recuperata all’intervento penale), l’imputato che aveva violato l’ordine impartito dovesse rispondere della relativa contravvenzione.

Questa Corte aveva, infatti spiegato, che in seguito alla entrata in vigore del nuovo codice della strada, approvato con D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, la inosservanza dell’ordine di presentarsi per fornire informazioni in merito alla disponibilità del documento di guida o circolazione che non è stato esibito al momento del controllo, costituisce un illecito amministrativo, come tale espressamente sanzionato, solo quando la esibizione del documento è chiesta per esigenze amministrative, cioè per accertare eventuali irregolarità o illeciti di natura amministrativa. Se invece la richiesta di esibizione ha anche finalità diverse ed è diretta, in particolare, ad accertare la eventuale esistenza di ipotesi di reato, non è applicabile l’art. 180 del codice della strada bensì la norma dell’art. 650 c.p. che conserva il suo vigore. (Nella specie è stato ritenuto correttamente contestato il reato di cui all’art. 650 c.p. non essendo stato osservato l’ordine, di esibire la patente di guida, dato “per ragioni di giustizia”, cioè per accertare l’esistenza di una abilitazione alla guida o, in difetto, l’esistenza del reato di guida senza patente) (Sez. 1, n. 5210 del 18/04/1996, Spugnetti, Rv. 204669; Sez. 1, n. 28136 del 26/05/2006, Leonardi, Rv. 235176).

Deve, tuttavia, osservarsi che il richiamo alla giurisprudenza anzidetta non risulta risolutivo, anche alla luce del principio di sussidiarietà, all’indomani dell’entrata in vigore della disposizione di depenalizzazione. Essendo stata, infatti, prevista la sola sanzione amministrativa, per la guida in condizione anzidetta, l’ordine di esibire la patente, previa presentazione presso il comando di polizia municipale, non può ritenersi, per ius superveniens, rivolto ad accertare un fatto penalmente rilevante.

Da ciò l’impossibilità di sanzionare, ancora una volta, ai sensi dell’art. 650 c.p., la condotta di omessa presentazione, trovando essa omissione speciale e diretta sanzione nell’art. 180 C.d.S. che si occupa della disciplina e della sanzione specifica sui fatti di rilevanza esclusivamente amministrativa.

3.2. Poste queste premesse si deve osservare che la successione di norme penali nel tempo, con abrogazione di precedente incriminazione, verificatasi nel caso di specie relativamente alla contravvenzione di guida senza patente, impone di ritenere insussistente, in concreto, anche la rilevanza penale della condotta ulteriore di omessa presentazione per l’esibizione della patente di guida.

L’aboliti criminis risulta in stretto collegamento con la contravvenzione ulteriore di cui all’art. 650 c.p.. Si sarebbe potuto configurare un concorso di fatti penalmente rilevanti, nella sola congiuntura della persistenza della rilevanza penale della condotta di guida senza patente, essendo l’ordine di presentazione e di esibizione del documento presso il comando di polizia municipale finalizzato ad accertare l’eventuale reato di essersi posti alla guida senza aver conseguito la patente. Diversamente il fatto avrebbe trovato la sua disciplina nel solo ambito amministrativo. Da ciò la conseguenza che, là dove l’invito a esibire il documento non fosse stato funzionale all’accertamento di altro fatto penalmente rilevante, non avrebbe trovato applicazione l’anzidetta fattispecie di cui all’art. 650 c.p..

Si deve, pertanto, ritenere che l’intervenuta depenalizzazione della guida senza patente esercita una forza espansiva esterna che si estende alla condotta ulteriore di cui all’art. 650 c.p., giacché i due fatti nascono in un contesto unico e presentano un nesso inscindibile. L’uno è legato all’altro, nella fattispecie concreta, da un vincolo di dipendenza che postula il permanere della rilevanza penale dell’altro. Se, invero, la guida senza patente fosse stata sottratta all’ambito di rilevanza penale ab initio non sarebbe stata configurabile la contravvenzione ulteriore e il fatto di mancata esibizione avrebbe avuto rilevanza solo amministrativa.

La stretta presupposizione esistente tra i “fatti” oggetto delle norme e il richiamato nesso di dipendenza impongono di assumere, pertanto, analoga decisione anche in fase di giudizio ed a fronte dell’intervenuta depenalizzazione del solo art. 116 C.d.S., essendo l’ordine impartito finalizzato ad accertare un fatto che ha perso la sua rilevanza penale, per effetto della novella richiamata e venendo meno la finalità ultima dell’art. 650 c.p. Non essendo configurabile, allo stato e al momento della decisione odierna, una violazione per omessa esibizione, da sanzionare ex art. 650 c.p., per essere venuta meno la rilevanza come contravvenzione dell’art. 186 cds, non si può ritenere che la norma che punisce l’inosservanza (art. 650 c.p.) conservi la sua ragion d’essere e la sua portata lesiva, a fronte del mutato quadro normativo, specie ed innanzitutto in applicazione del canone del favor rei che è principio d’ordine del sistema.

3.3. Alla luce di quanto premesso, dunque, la condotta ascritta con violazione dell’art. 650 c.p. non rilevava penalmente come mera e pura condotta di disobbedienza, ma si giustificava secondo quanto questa Corte ha avuto modo di spiegare, in quanto esso ordine di presentazione era rivolto ad accertare un fatto di possibile rilevanza penale che era costituito dalla guida senza patente. Essendo esso fatto stato depenalizzato, per effetto dell’art. 2 c.p. l’intervenuta abrogazione opera non solo sulla norma incriminatrice indicata, ma anche sulla condotta di inosservanza alla prima logicamente e concettualmente legata postulando, quale suo presupposto strutturale, il persistere di essa condotta in un ambito di intervento penale.

Alla luce di quanto premesso la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio con formula d’insussistenza. Gli atti devono essere trasmessi all’Autorità amministrativa competente.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste.

Dispone la trasmissione degli atti al Prefetto di Bergamo.


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3 Commenti

  1. Ma se c’è una necessità, magari sono uscita di corsa ed ho cambiato borsa in cui non c’erano il portafoglio con la patente? MI è potuto sfuggire, no? Posso farmi togliere la multa?

    1. Se vuoi tentare di presentare ricorso per farti annullare la multa, dovrai dimostrare la sussistenza di alcune condizioni. Vediamo quali. Innanzitutto, il pericolo che stavi evitando mettendoti alla guida deve essere attuale e molto concreto. Questo significa che se non ti fossi spostato con la macchina avresti avuto poche possibilità di farla franca. Per fare un esempio, non scamperai alla sanzione se qualcuno ti ha minacciato di raggiungerti il giorno dopo per ucciderti. In questo caso avresti avuto il tempo di chiamare la polizia, anziché metterti al volante. Inoltre, la multa non ti verrà annullata se la situazione estrema in cui ti sei trovato è dipesa da te, ad esempio se sei stato tu a ferire gravemente il tuo coniuge che in quel momento è esanime. Perché il giudice ti dia ragione, è importante che la causa sia una calamità naturale, come un terremoto o un nubifragio, oppure l’aggressione di un animale o di un’altra persona. Dovrai anche dimostrare che guidare, nonostante non potessi farlo, fosse l’unica strada possibile. Ad esempio, perché chiamare il 112 o scappare avrebbe richiesto più tempo e non avrebbe evitato il peggio. Dato che la guida senza patente può mettere in pericolo gli altri, perché ti venga annullata la sanzione dovrai dimostrare che volevi tutelare qualcosa di prezioso, come la vita umana. Non solo. Dovrai provare che quello che hai evitato, come la tua morte o quella di tuo marito, erano eventi molto probabili. Questo giocherà a tuo favore, dal momento che provocare la morte di un pedone salendo in macchina senza patente era invece meno probabile. Se quando hai ricevuto la multa eri in una situazione di emergenza per motivi di lavoro, non potrai farti annullare la multa. È questo il tuo caso se sei un vigile del fuoco e stavi andando a spegnere un incendio o se sei un poliziotto e stavi intervenendo in una sparatoria. Dato che il pericolo rientra nel tuo lavoro non ti resta che pagare la multa per la tua infrazione. Se, invece, sei stato costretto a salire in auto e guidare da una persona che ti minacciava con una pistola sulla tempia, sarà il tuo aggressore ad essere responsabile al tuo posto. In ogni caso è fondamentale che il danno a te o alla persona che stavi proteggendo fosse particolarmente grave. Per saperne di più, leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/253680_si-puo-guidare-senza-patente-se-ce-una-necessita

  2. Buonasera, in caso in cui un individuo venga sorpreso senza patente (revocata ecc) si applica sanzione amm.va, alla seconda volta (trascorsi i termini ecc) si ha la recidiva quindi deferimento in quanto reato mentre alla terza volta è corretto contestare nuovamente l’illecito penale anche a partire ad esempio dal giorno dopo? Sino a quando si contesta il reato dopo la prima recidiva?
    Grazie

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